Carabinieri ad Eboli
Carabinieri ad Eboli

Un’autopsia decisiva, un rapporto di lavoro smentito dall’Arpac e un sito d’informazione diventato improvvisamente inaccessibile. La morte di Luca Esposito, il giornalista sportivo di 53 anni trovato senza vita nelle campagne di Eboli, presenta ancora diversi punti senza risposta.

Oggi, martedì 21 luglio 2026, sarà eseguita l’autopsia sul corpo del giornalista, conosciuto come Luca ma registrato all’anagrafe con il nome Luigi. L’esame dovrà stabilire come sia morto e verificare l’ipotesi secondo cui sarebbe stato ucciso, probabilmente con colpi di pistola, prima che il corpo venisse dato alle fiamme. In queste ore qualcuno ha portato dei fiori nel luogo dell'omicidio. 

Nelle ore successive alla morte è emerso anche un altro elemento. TuttoSalernitana, il sito diretto da Esposito, non pubblica più notizie e la sua homepage mostra soltanto la scritta “under construction”. Perché i contenuti siano diventati inaccessibili proprio dopo la morte del direttore, al momento, non è stato spiegato.

Oggi l’autopsia su Luca Esposito: che cosa dovrà chiarire

Il corpo di Esposito è stato ritrovato in aperta campagna dopo lo spegnimento di un incendio. Secondo la prima ricostruzione riportata da Adnkronos, il cinquantatreenne potrebbe essere stato ucciso e successivamente dato alle fiamme. La dinamica, tuttavia, non è ancora stata confermata dagli accertamenti medico-legali. L’autopsia dovrà verificare innanzitutto la presenza di eventuali ferite provocate da colpi d’arma da fuoco e stabilire la causa esatta del decesso.

L’esame potrebbe inoltre fornire indicazioni sull’orario della morte, sulla sequenza degli eventi e sul luogo in cui Esposito è stato ucciso. Non è ancora accertato, infatti, se il punto nel quale è stato rinvenuto il corpo coincida con quello dell’aggressione. Sul caso indagano i carabinieri di Eboli e Salerno, coordinati dalla Procura guidata dal procuratore Raffaele Cantone.

TuttoSalernitana non pubblica più: perché il sito è “under construction”?

E poi c'è un altro giallo: TuttoSalernitana, la testata sportiva diretta da Luca Esposito, dopo la morte del giornalista, il sito non risulta più consultabile nella sua forma abituale. Ad oggi l'homepage restituisce esclusivamente la scritta “under construction”: gli articoli non sono visibili e non compare alcuna comunicazione che spieghi che cosa sia accaduto. 

Chi ha modificato il sito? Per quale motivo? Si tratta di una manutenzione tecnica, di una decisione editoriale o della temporanea sospensione dell’attività dopo la morte del direttore?

Al momento non esistono risposte documentate. Soprattutto, non risultano elementi che permettano di collegare l’oscuramento dei contenuti all’indagine sulla morte di Esposito. La coincidenza temporale resta però un fatto concreto sul quale sarebbe necessario un chiarimento da parte dei responsabili del portale. 

Il lavoro all’Arpac smentito dall’azienda regionale

Un secondo elemento da approfondire riguarda la situazione professionale del giornalista. Secondo quanto riferito da Adnkronos, Luca Esposito avrebbe raccontato ai conoscenti di lavorare presso l’Arpac, l’Agenzia regionale per la protezione ambientale della Campania.

La stessa Arpac ha però smentito questa circostanza già domenica sera. Non è noto perché Esposito dicesse di lavorare per l’azienda regionale né quale fosse, oltre alla direzione di TuttoSalernitana, la sua effettiva posizione professionale. “Non chiamatemi al mattina perchè devo fare dei sopralluoghi per Arpac” aveva detto Esposito ai tanti colleghi giornalisti che lo chiamavano in questi anni per notizie di calcio. Era stato talmente preciso in questo racconto che in Arpac effettivamente lavora un altro Luca Esposito che è totalmente estraneo ai fatti. 

Anche questo aspetto potrebbe essere esaminato dagli investigatori per ricostruire la rete di rapporti, gli impegni e gli ultimi movimenti del cinquantatreenne. 

Le piste sul movente: vita privata, denaro e lavoro

Le indagini si stanno concentrando principalmente sulla vita privata di Luca. Tra le ipotesi prese in considerazione figurano possibili questioni economiche e un eventuale movente passionale.

Non viene esclusa neppure la possibilità di dissidi in ambito lavorativo. Nessuna di queste piste, però, risulta al momento confermata: non sono stati indicati sospettati e non è stato individuato un movente certo.

Le prime risposte potrebbero arrivare dall’autopsia di oggi. Soltanto dopo gli accertamenti medico-legali sarà possibile stabilire se l’ipotesi dei colpi di pistola sia fondata e ricostruire con maggiore precisione le ultime ore di vita di Luca Esposito.

La sorella di Luca Esposito: «Mio fratello era tranquillo»

esposito
Luigi 'Luca' Esposito

A rendere ancora più difficile da comprendere quanto accaduto sono le parole della sorella di Luca Esposito, intervistata dal Tg1. La donna ha raccontato di non conoscere elementi capaci di spiegare la morte del fratello: «Non vi so dire proprio niente. So solo che sono distrutta».

Secondo la sua testimonianza, Esposito conduceva una vita serena e non le aveva mai riferito di minacce, contrasti o persone che potessero volergli fare del male. «Mio fratello era tranquillo», ha ribadito la donna, tesi confermata anche dai colleghi. 

Le sue parole descrivono il quadro conosciuto dalla famiglia, ma non escludono le diverse ipotesi sulle quali stanno lavorando gli investigatori. Le indagini dovranno verificare se nella vita privata, economica o professionale del giornalista vi fossero rapporti o tensioni di cui i familiari non erano a conoscenza.

Il lavoro all’Arpac: la precisazione della sorella

La sorella è intervenuta anche sulla posizione professionale di Luca Esposito. L’Arpac aveva smentito che il giornalista lavorasse per l’Agenzia regionale per la protezione ambientale della Campania, mentre alcuni conoscenti sostengono che Esposito avesse presentato quella come la propria occupazione.

La testimonianza della donna offre però una possibile spiegazione: il fratello le aveva raccontato di aver lavorato all’Arpac diversi anni prima, durante una fase iniziale della sua attività, e di non averla più frequentata successivamente. La sua ricostruzione non dimostra l’esistenza di un effettivo rapporto di lavoro, ma ridimensiona almeno in parte quella che inizialmente appariva come una contraddizione. Resta da chiarire quale incarico Esposito sostenesse di aver svolto, in quale periodo e con quale rapporto contrattuale.  Fonte delle dichiarazioni: intervista della sorella al Tg1, ripresa da Metropolis.