Referendum a Monza, affluenza alle 19: ecco dove si vota di più. E in Brianza scoppia un caso
Balzo al 46,15% in Monza e Brianza alle 19: diversi comuni sfiorano il quorum, cresce l’attesa per la chiusura delle urne
In giornate come queste, il clima che si respira nei seggi racconta molto più dei numeri. È fatto di attese, di code più o meno lunghe, di discussioni sottovoce e di un senso diffuso di partecipazione che attraversa territori diversi con intensità variabile.
Il voto, soprattutto quando riguarda temi sensibili come la giustizia, torna a essere un termometro dello stato di salute della democrazia, ma anche della fiducia dei cittadini nelle istituzioni.
Non è solo una questione politica: è un momento in cui ogni territorio risponde in modo diverso, offrendo una fotografia precisa, quasi chirurgica, della partecipazione.
E proprio da questa fotografia emergono indicazioni interessanti, tra conferme e qualche sorpresa inattesa.

Affluenza referendum a Monza e Brianza: dati aggiornati alle 19
Arriva il secondo aggiornamento ufficiale sull’affluenza al referendum nella provincia di Monza e Brianza, con i dati delle ore 19 diffusi dalla Prefettura.
La partecipazione in provincia di Monza e Brianza sale al 46,15%, segnando un netto incremento rispetto al 17,20% registrato alle 12. Un dato che avvicina la soglia simbolica del 50% e che sarà decisivo in vista dell’ultima rilevazione delle 23.
Nel dettaglio, diversi comuni sfiorano o superano il 49%:
- Villasanta guida con il 49,90%, seguita da Vedano al Lambro (49,82%)
- Molto alti anche Burago di Molgora (49,55%), Carnate (49,49%) e Camparada (49,44%)
- Sopra il 49% anche Biassono, Verano Brianza, Arcore e Albiate
Il capoluogo Monza si attesta al 47,50%, sopra la media provinciale, mentre centri come Desio, Seregno e Lissone restano tra il 45% e il 46%.
Più contenuta la partecipazione in alcune realtà: Limbiate si ferma al 39,39%, mentre Cogliate registra il 41,10%, tra i dati più bassi della provincia.
Referendum giustizia affluenza e irregolarità seggi: la denuncia del Comitato No
Accanto ai numeri sull’affluenza al referendum sulla giustizia, emergono anche segnalazioni dal territorio.
Il Comitato per il No di Monza e Brianza ha denunciato "gravi irregolarità riscontrate in diversi seggi del territorio durante le operazioni di voto per il referendum per tutta la mattinata del 22 marzo".
Secondo quanto riferito, in più di dieci Comuni della Brianza — tra cui Ornago, Limbiate, Brugherio, Burago di Molgora, Villasanta, Bovisio Masciago, Nova Milanese, Muggiò, Busnago, Vimercate, Albiate, Correzzana, Triuggio e Lissone — rappresentanti di lista di Fratelli d’Italia avrebbero violato le norme sul corretto svolgimento del voto, fornendo indicazioni agli elettori all’interno dei seggi.
La nota richiama esplicitamente la normativa vigente, che vieta qualsiasi forma di propaganda elettorale durante le operazioni di voto. I rappresentanti di lista possono indossare esclusivamente un contrassegno del partito o del comitato, senza esibire simboli o indicazioni di voto.
Il riferimento normativo citato comprende la legge 4 aprile 1956 (art. 9), il DPR 30 marzo 1957 n. 361 (art. 40) e la legge 25 maggio 1970 n. 352 (art. 19), disposizioni che garantiscono la neutralità del seggio e la libertà di voto dei cittadini.
Referendum giustizia e dichiarazioni di Marina Berlusconi dopo il voto
A margine della giornata elettorale, non sono mancate le prese di posizione pubbliche. Tra queste, quella di Marina Berlusconi, intervenuta dopo aver votato a Milano, come raccolto dall'ANSA che cita un video de la Repubblica.
"Non è questione di dediche, è questione di esercitare un voto oggi, per poter dare un contributo positivo al futuro di questo Paese".
La presidente Fininvest ha sottolineato l’importanza della partecipazione: "È un'occasione quella di oggi che non possiamo farci sfuggire, la dedica è agli italiani, sperando che prevalga il sì per un'Italia civile democratica e moderna".
Un riferimento al padre Silvio Berlusconi arriverà, ha spiegato, solo a risultati acquisiti: "Domani quando si sapranno gli esiti".
Le sue parole si inseriscono in un contesto in cui il referendum sulla giustizia resta uno degli elementi chiave per determinare il peso politico del voto.



