Iperal Monza
Iperal Monza

Riceviamo e pubblichiamo la lettera di un cittadino sul tema delle nuove aperture commerciali a Monza e delle possibili conseguenze sulla viabilità.

Con l’arrivo di Action al Rondò dei Pini e del nuovo Iperal a Monza, nei vs articoli di questi giorni si dimentica di dire la cosa più evidente e sotto gli occhi di tutti: queste “due anime del commercio” rischiano di portare ancora più auto su una delle rotatorie già più affollate di Monza, per di più in uno degli accessi principali alla città. 

È evidente che chi arriva da via Cesare Correnti e vuole raggiungere il Rondò dei Pini debba passare da piazzale Virgilio.

Poco importa che da una parte ci sia la vendita di alimentari e dall’altra no: la maggior parte dei clienti raggiungerà comunque questi punti vendita in automobile. A meno che non si pensi davvero che tutti i clienti di Iperal vadano a fare la spesa in bicicletta attraversando il bioparco.

«A Monza troppa grande distribuzione»

C’è poi un altro tema che meriterebbe una riflessione.

A Monza, secondo i dati citati nella lettera, avremmo una superficie pro capite dedicata alla grande distribuzione molto superiore alla media nazionale: circa 4 metri quadrati per abitante contro 0,2.

Al di là del dato, il punto è che ormai l’apertura di nuovi supermercati non risponde più soltanto alla necessità di servire una zona scoperta, come avveniva in passato.

Sempre più spesso, infatti, queste operazioni hanno anche una forte componente immobiliare.

«Il punto vendita è anche un investimento immobiliare»

L’obiettivo delle aziende della grande distribuzione, secondo questa lettura, non sarebbe più soltanto vendere.

Costruire un proprio punto vendita significa anche evitare un affitto e trasformare l’immobile in un investimento che, in caso di chiusura, può essere rivenduto.

Un’operazione certamente razionale dal punto di vista economico e che può creare nuovi posti di lavoro.

Il problema, però, è che così le aziende tendono a costruire dove il valore immobiliare è più alto e dove il bacino di utenza è maggiore, non necessariamente dove manca davvero un punto vendita.

L’esempio di Grandate

Un esempio arriva dalla zona di Como.

A Grandate, a pochi chilometri dal capoluogo, su una stessa rotatoria si affacciano Lidl, Aldi ed Eurospin. Poco più avanti c’è anche un Iper.

Se a questo si aggiungono il traffico dei frontalieri e quello degli svizzeri che vengono in Italia a fare la spesa, si capisce perché quella zona sia spesso congestionata.

Ed è proprio questo il timore che molti cittadini possono avere anche per Monza: nuove aperture, nuovi parcheggi, nuova offerta commerciale, ma anche più auto e più traffico.

Così, mentre passiamo ore imbottigliati, finiamo comunque per celebrare la “nuova esperienza di shopping” che le aziende ci offrono.

Su MonzaNews le notizie su Monza e sulla Brianza 24 ore su 24.