Monza continua a lavorare sulla trasformazione della propria rete di illuminazione pubblica, un’infrastruttura che nel progetto avviato dal Comune non è più pensata soltanto per accendere e spegnere i lampioni, ma anche come supporto per servizi digitali, fibra ottica e tecnologie legate alla Smart City. L’ultimo passaggio arriva con una determina del Settore Ambiente ed Energia, attraverso la quale per il 2026 vengono impegnati complessivamente 304mila euro nell’ambito della concessione che riguarda gestione, manutenzione e riqualificazione degli impianti cittadini.

La cifra è suddivisa in due capitoli di bilancio: 184mila euro vengono destinati alla spesa per il nuovo contratto dell’illuminazione pubblica, mentre altri 120mila euro riguardano gli investimenti Smart City collegati allo stesso progetto. Il successivo visto di regolarità contabile, datato 10 agosto, conferma la copertura finanziaria dei due impegni, entrambi sostenuti attraverso oneri di urbanizzazione.

Dai lampioni alla fibra: cosa comprende il progetto di Monza

Dietro quei 304mila euro c’è però un progetto molto più ampio, nato diversi anni fa e destinato ad accompagnare Monza nel lungo periodo. La concessione non riguarda infatti soltanto la normale manutenzione dei punti luce, ma comprende la gestione e la riqualificazione dell’intero impianto, la progettazione di un piano di efficientamento e la predisposizione della rete per ospitare servizi riconducibili al modello delle cosiddette città intelligenti.

Tra gli interventi previsti dagli atti compare anche l’integrazione e la posa di nuova fibra ottica, insieme a un ulteriore livello di rete basato su tecnologia wireless, pensato per consentire l’erogazione di servizi di connettività sia in banda larga sia in banda stretta. L’illuminazione pubblica diventa quindi, almeno nelle intenzioni del progetto, una delle infrastrutture sulle quali costruire una rete tecnologica più articolata, capace di sostenere servizi diversi da quelli tradizionalmente associati ai lampioni.

È lo stesso Comune, del resto, a collegare il provvedimento a un obiettivo del Documento unico di programmazione dedicato alle “tecnologie smart per l’integrazione della illuminazione pubblica con altre reti di servizi”, una definizione che chiarisce bene come la partita vada oltre la semplice sostituzione degli apparecchi illuminanti.

Quanto vale la concessione per l’illuminazione pubblica

Per capire le dimensioni dell’operazione bisogna guardare al contratto complessivo. La concessione è stata aggiudicata al raggruppamento formato da Acinque Tecnologie, A2A Illuminazione Pubblica e A2A Smart City e si sviluppa su un arco temporale di 19 anni. L’importo globale del canone indicato nell’offerta economica presentata in gara ammonta a 43,329 milioni di euro al netto dell’Iva.

Il contratto relativo alla concessione è stato sottoscritto nell’aprile del 2023 e riguarda formalmente la gestione, la manutenzione e la riqualificazione degli impianti di pubblica illuminazione, insieme alla predisposizione degli stessi ai servizi Smart City e alla relativa erogazione di connettività. Nello stesso anno sono stati inoltre approvati i progetti esecutivi relativi ai primi due lotti dell’intervento.

Il canone annuo previsto dal contratto è pari a 2.661.316,14 euro più Iva, una somma suddivisa in tre componenti: circa 2,081 milioni sono destinati all’illuminazione pubblica, poco più di 550mila euro ai servizi Smart City e circa 30mila euro al sistema gestionale. Il concessionario trasmette fatture trimestrali, mentre spetta al responsabile del procedimento verificare durante l’esecuzione il corretto adempimento delle prestazioni prima della quantificazione del corrispettivo dovuto.

I 304mila euro impegnati con l’ultimo provvedimento, dunque, non vanno confusi con il costo complessivo annuale della concessione: rappresentano gli stanziamenti disposti con questa specifica determina sui due capitoli indicati per il 2026.

Un percorso iniziato dieci anni fa

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La storia amministrativa del progetto parte addirittura dal 2016, quando al Comune venne presentata la prima proposta per l’affidamento in concessione del servizio. Nel 2019 la Giunta giudicò di maggiore interesse generale la proposta di fattibilità presentata dal raggruppamento promotore e approvò successivamente il progetto di fattibilità tecnica ed economica, autorizzando l’avvio della procedura di gara in project financing.

Sono serviti quindi diversi anni perché quel percorso arrivasse alla fase operativa, passando dall’aggiudicazione e dalla sottoscrizione del contratto fino ai progetti esecutivi e agli attuali impegni di bilancio. L’obiettivo resta quello di accompagnare il rinnovo dell’illuminazione pubblica con una progressiva evoluzione tecnologica della rete urbana.

La vera misura del progetto, più che nelle formule amministrative, si vedrà però nel tempo: nella capacità di trasformare gli investimenti previsti dal contratto in impianti più efficienti e servizi realmente utilizzabili dalla città, facendo dei lampioni uno degli elementi di una rete urbana più moderna e connessa.

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