A Monza il tema della rigenerazione urbana continua a dividere, soprattutto quando i grandi interventi toccano aree sensibili dal punto di vista storico, ambientale e sociale. Ogni progetto che promette nuovi spazi e servizi porta con sé anche interrogativi legati all’impatto sul territorio e alla sostenibilità delle scelte urbanistiche.

Il confronto tra istituzioni, operatori immobiliari e cittadini resta centrale, soprattutto in quartieri già messi alla prova da traffico, densità abitativa e progressiva riduzione delle aree verdi. In questi casi, il confine tra riqualificazione e consumo di suolo diventa sottile e oggetto di forte attenzione civica.

È in questo clima che si inserisce il dibattito attorno a uno degli interventi più rilevanti previsti in città, destinato ora a finire anche sul piano legale.

Rigenerazione area ex Buon Pastore - Monza

Area Ex Buon Pastore a Monza: i comitati pronti al ricorso al Tar

Il Coordinamento dei comitati di quartiere di Monza ha annunciato una posizione fortemente critica nei confronti del piano attuativo dell’Area Ex Buon Pastore (qui tutti i dettagli), dichiarando l’intenzione di presentare un ricorso al Tar entro la fine di febbraio. Secondo i comitati, riportano i colleghi de Il Giorno, il progetto non sarebbe conforme alle previsioni del Piano di governo del territorio.

Analizzati i vari Piani di governo del territorio – scrive il Coordinamento – in quella zona si possono costruire solo edifici alti quanto Villa Angela, cioè non più di due-tre piani. Le tre torri da 12, 9 e 6 piani discendono da un’errata valutazione del Pgt del 2007 riguardo al necessario rispetto del complesso storico monumentale. Anche uno specifico decreto della Soprintendenza aveva dato parere negativo.

I cittadini sottolineano inoltre come l’amministrazione comunale di Monza disponga di un ampio margine di discrezionalità e possa quindi decidere di non approvare il piano qualora non fosse conforme al Pgt. Da qui la richiesta di revocare la delibera di giunta che ha adottato il piano e di avviare i passaggi necessari per la Valutazione ambientale strategica (Vas).

Verde urbano a Monza e traffico: l’allarme tra via Boito e Carissimi

L’attenzione dei comitati non si concentra solo sull’Ex Buon Pastore, ma anche su un’altra porzione di territorio considerata particolarmente delicata. Secondo il Coordinamento, il terreno compreso tra via Boito e via Carissimi rischia di perdere uno degli ultimi spazi verdi rimasti in città.

Quell’angolo tra via Boito e via Carissimi è una delle ultime aree verdi del quartiere Cazzaniga – osserva Giorgio Majoli, referente per il Coordinamento – insieme al prato a destinazione agricola all’angolo tra via Boito e via Monteverdi.

Il progetto edilizio prevede la realizzazione di due fabbricati, la cui collocazione sarebbe condizionata dal futuro passaggio interrato della linea 5 della metropolitana. I timori riguardano soprattutto le conseguenze sulla viabilità: l’arrivo di nuovi residenti potrebbe tradursi in centinaia di auto ogni giorno, aggravando una situazione già complessa tra ospedale, scuole di quartiere e fermate del metrò.

Rigenerazione urbana e confronto aperto sul futuro dell’Ex Buon Pastore

La presa di posizione dei comitati di quartiere di Monza apre ora una nuova fase di confronto sul futuro dell’Area Ex Buon Pastore, già al centro di un progetto di rigenerazione urbana che punta su spazi pubblici, cultura, verde e nuove residenze.

Il possibile approdo al Tar e la richiesta di avviare una Vas rischiano di rallentare l’iter, riportando al centro del dibattito il tema dell’equilibrio tra sviluppo, tutela del patrimonio storico e salvaguardia del verde urbano in una delle zone più delicate della città.