Un agriturismo in Brianza
Un agriturismo in Brianza

A Rocchetta Sant’Antonio, in provincia di Foggia, il diesel arriva a 2,399 euro al litro e la benzina a 2,299. Per Massimiliano Accetturo, 56 anni, giardiniere del paese, la risposta al caro carburante è diventata una scelta tanto semplice quanto singolare: per alcune commissioni prende Maja, la sua cavalla, e raggiunge a cavallo il bar, l’ufficio postale o altri luoghi del paese. Una scena che ha attirato l’attenzione anche sui social, soprattutto per una battuta diventata il simbolo della vicenda: «Speriamo non mettano le accise sulla biada».

A Rocchetta Sant’Antonio un solo distributore e il diesel oltre i 2,30 euro

La storia nasce da un problema molto concreto. A Rocchetta Sant’Antonio, racconta Massimiliano Accetturo nell’intervista riportata da Il Fatto Quotidiano, c’è un solo distributore. Il prezzo del diesel in modalità self service è di 2,399 euro al litro, mentre la benzina costa 2,299 euro. Per fare un pieno da 45 litri con la sua automobile diesel servono quindi, secondo i suoi calcoli, circa 108 euro. Il confronto con Maja è diventato inevitabile. Un ballone di fieno costa circa 30 euro, mentre per il mangime destinato agli spostamenti della cavalla Massimiliano indica una spesa di circa un euro al giorno. Non è però soltanto una questione economica. Accetturo racconta di utilizzare Maja soprattutto nelle ore più fresche, anche per non sottoporre l’animale a temperature elevate, e sottolinea la componente ecologica della scelta.

Dalla spesa alla posta: Maja accompagna Massimiliano nelle commissioni

La cavalla non è diventata un mezzo di trasporto occasionale soltanto per attirare l’attenzione. Massimiliano la utilizza per alcune delle normali commissioni quotidiane. Può arrivare a cavallo al bar per prendere un caffè oppure raggiungere l’ufficio postale, dove lega Maja in sicurezza prima di entrare e utilizzare il Postamat. Una scena insolita, soprattutto nel 2026, ma che nel piccolo comune del Foggiano assume anche un significato legato alle difficoltà della mobilità nei centri più piccoli. Secondo quanto raccontato nell’articolo, per raggiungere un distributore più conveniente occorre percorrere diversi chilometri. E il risparmio sul carburante rischia così di richiedere altro carburante per essere ottenuto. Per chi vive in questi territori, inoltre, l’automobile può essere necessaria per raggiungere farmacia, medico, supermercato, banca o i comuni vicini. È in questo contesto che la scelta di Massimiliano diventa qualcosa di più di una curiosità.

«Sulla biada non ci sono ancora le accise»

La frase che ha trasformato la vicenda in una storia virale è arrivata proprio dal confronto tra automobile e cavallo. «Con la macchina, qui, per fare un pieno di 45 litri servono circa 108 euro – racconta Massimiliano –. Con il cavallo, invece, per il mangime spendo circa un euro al giorno». Poi la battuta sulle accise, diventata il dettaglio più riconoscibile della storia: «E almeno sulla biada non ci sono ancora le accise». Una provocazione ironica che nasce però da una considerazione più ampia sul rapporto tra costo del carburante e reddito. Accetturo sottolinea infatti che l’aumento del prezzo alla pompa non è accompagnato da un analogo aumento del valore di un’ora di lavoro. Così Maja è finita davanti alle poste e ai bar di Rocchetta Sant’Antonio, ma anche sulle immagini condivise online. La fotografia di una cavalla utilizzata per le commissioni quotidiane ha fatto il resto, trasformando una scelta personale in una storia capace di attirare l’attenzione ben oltre il paese.

Dal cavallo alla bicicletta: il piano B di Massimiliano

Massimiliano non considera però Maja una soluzione universale. Il suo racconto resta legato alle esigenze quotidiane e alle condizioni in cui è possibile utilizzare la cavalla, soprattutto evitando le ore più calde. E c’è già anche un limite che viene raccontato con ironia. Se dovessero arrivare davvero le “accise sulla biada”, scherza Massimiliano, potrebbe essere costretto a cambiare nuovamente mezzo: «Mi toccherà comprare una bicicletta». La vicenda arriva da Rocchetta Sant’Antonio, in provincia di Foggia, e non riguarda direttamente Monza o la Brianza. È però una storia che racconta, attraverso una scelta decisamente fuori dal comune, una conseguenza molto concreta del caro carburante: quando l’auto diventa sempre più costosa da utilizzare, anche un viaggio al bar o alla posta può trasformarsi in una questione di economia quotidiana.

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