Martins
Martins

Con il termine ufficiale della stagione sportiva, in casa Monza è tempo di bilanci e grandi rientri. Tra i vari giocatori mandati a farsi le ossa lontano dalla Brianza e pronti a varcare nuovamente i cancelli di Monzello, il nome che spicca maggiormente è senza dubbio quello di Kevin Maussi Martins. L'ala classe 2005 era approdata lo scorso settembre alla Sambenedettese tra grandi entusiasmi. Già a fine dicembre, tuttavia, mentre il campionato di Serie C si preparava a girare la boa, si era fatta largo con insistenza la voce di un'interruzione anticipata del prestito. La separazione a gennaio non si è poi concretizzata, ma per il giovane attaccante non è cambiato nulla: dopo una prima parte di stagione passata a guardare i compagni, anche la seconda metà dell'anno lo ha visto restare quasi sempre in panchina. Una stagione decisamente negativa, che si chiude con il magro bottino di sole nove apparizioni ufficiali. Un'esperienza che lascia aperti tanti interrogativi su ruolo, tempi di maturazione e prospettive di un ragazzo cresciuto finora senza fretta, ma che oggi ha un bisogno assoluto di mettere minuti nelle gambe.

Un'eredità importante e le prime tappe della carriera

Nato a Milano il 31 gennaio 2005, Kevin compie la sua trafila giovanile tra le prestigiose sponde di Milan e Inter, prima di essere acquistato dal Monza nel 2023. Esterno d’attacco dotato di un eccellente mix di passo e fisicità, predilige ricevere la sfera sul suo piede forte per poi accelerare palla al piede o accentrarsi per combinare nello stretto. Su di lui pesa e affascina un'eredità importante, essendo il figlio d’arte del celebre Obafemi Martins, ex fulmine di Inter e Newcastle. Il padre ha tracciato una rotta calcistica che per Kevin rappresenta uno stimolo costante ma anche una grande responsabilità agli occhi dell'opinione pubblica.

L’esordio tra i grandi era arrivato in Coppa Italia il 26 settembre 2024, all'interno di una stagione chiusa nel giro della Serie A con nove apparizioni totali. Quel debutto era stato un assaggio utile per testare ritmo e intensità del massimo livello, ma ancora troppo poco per definirne continuità e collocazione tattica definitiva. La successiva presentazione in piazza con la Sambenedettese era stata d'impatto. Il direttore sportivo Stefano De Angelis aveva usato parole misurate ma d'effetto, sottolineando la forte scelta tecnica e la massima fiducia nel progetto. Martins era stato descritto come l'elemento perfetto per caratteristiche che mancavano in rosa, all'interno di una piazza calda pronta a spingerlo. Lo stesso Martins si era detto entusiasta, desideroso di esultare sotto la curva e di trasformare quel prestito in gol e assist.

Il difficile impatto con la realtà della Serie C

Nei fatti, la traiettoria al Riviera delle Palme non è mai decollata. Nelle sue nove presenze complessive, Kevin ha registrato una media di soli ventotto minuti giocati a partita, collezionando brevi spezzoni e pochissimo spazio per incidere. Per un classe 2005 a caccia di ritmo partita, un minutaggio così ridotto rischia di diventare controproducente. Quando l’utilità marginale dei minuti tende a zero, la soluzione più razionale per tutte le parti è cambiare contesto.

In Serie C, l’impatto per un esterno giovane risente spesso del peso tattico del ruolo in un sistema che privilegia l’equilibrio e le coperture difensive, dove il sacrificio richiesto alle ali è enorme. A questo si aggiunge la necessità di adattarsi a un calcio molto duro nei duelli fisici, con meno spazi per l’uno contro uno in velocità. Non va dimenticata la concorrenza interna, che può spostare rapidamente le gerarchie di squadra in base all'esperienza dei singoli, alla fisionomia delle partite e allo stato di salute del gruppo. Nel caso di Martins a San Benedetto del Tronto, il puzzle non si è completato, restituendo una fotografia di potenziale evidente ma con finestre di utilizzo troppo strette.

Le strategie del Monza per il futuro a lungo termine

Adesso Martins tornerà alla base in Brianza. La società ha già dimostrato di credere fermamente nel suo futuro, come testimonia il prolungamento contrattuale firmato fino al 2028, un rinnovo che non rappresenta un semplice dettaglio amministrativo, ma un chiaro segnale di fiducia a lungo termine. Tuttavia, con il club brianzolo impegnato in Serie A, appare assai difficile ipotizzare un suo reintegro immediato in prima squadra.

Risulta molto più probabile la pianificazione di un nuovo prestito in una destinazione che possa offrirgli reali garanzie di impiego. Una prima opzione potrebbe essere una nuova esperienza in Serie C, ma in una squadra che lo metta al centro del progetto tecnico e del proprio scacchiere tattico con un ruolo centrale. Una seconda via potrebbe essere il salto in Serie B, all'interno di un contesto strutturato che gli assicuri una precisa e costante rotazione nel reparto offensivo.

Caratteristiche tecniche e margini di crescita

Il talento del classe 2005 non si discute, va solo acceso nel modo giusto e supportato da un ambiente ideale. Tra i suoi principali punti di forza spiccano l'accelerazione bruciante sul primo passo, un'ottima attitudine nell'attacco della profondità e una spiccata sensibilità nell’uno contro uno in campo aperto.

Esistono tuttavia precise aree di crescita su cui lavorare, come la gestione e la lucidità nelle scelte nell’ultimo terzo di campo, sia in fase di assistenza che di conclusione. Il ragazzo deve inoltre migliorare la continuità nel movimento di smarcamento fuori-dentro e sviluppare una maggiore resistenza nei duelli fisici prolungati tipici della terza serie. Il suo ruolo ideale rimane quello di esterno d'attacco in un tridente con compiti chiari di strappo e allungo, oppure di seconda punta dinamica in sistemi che richiedono frequenti uscite sul lato palla. A Monza si era intravisto il potenziale da categoria superiore, mentre a San Benedetto il contesto non ha favorito il superamento dell'esame, ma la stoffa rimane intatta.