Figc, Malagò rischia il commissariamento: spunta il nome di Galliani
Il Coni valuta il caso Malagò. I club di Serie A lo sostengono, ma secondo Repubblica prende forma l’ipotesi Galliani.
Giovanni Malagò incassa il sostegno dei club di Serie A, ma intorno alla sua presidenza della Figc si prepara una partita che potrebbe cambiare nuovamente i vertici del calcio italiano. Il Coni sta esaminando la regolarità della sua elezione e, secondo quanto riferisce la Repubblica, alcuni club hanno già avviato contatti con Adriano Galliani per un’eventuale successione. L’ipotesi è quella di una presidenza di transizione, della durata di circa due anni, qualora si arrivasse al commissariamento e a nuove elezioni federali.
La questione ruota attorno al tesseramento di Malagò al momento della candidatura. Un nodo giuridico che potrebbe avere conseguenze sull’intero procedimento elettorale e sul quale la Giunta del Coni è chiamata a esprimersi dopo gli approfondimenti affidati a esperti di diritto sportivo.
Il caso del tesseramento e il rischio commissariamento
La vicenda nasce dal ricorso presentato da Renato Miele contro la candidatura di Malagò, eletto presidente della Figc lo scorso giugno. Al centro della contestazione c’è l’assenza di un tesseramento federale al momento della candidatura e l’interpretazione dei requisiti previsti per l’elezione.
La Procura federale aveva ritenuto di archiviare il caso. Il procuratore generale dello Sport Taucer ha successivamente archiviato la posizione individuale di Malagò, rimettendo però al Coni la valutazione sull’operato della Federazione e sull’eventuale inosservanza dei principi che regolano le elezioni.
Il presidente del Coni, Luciano Buonfiglio, ha disposto ulteriori verifiche giuridiche. Secondo la ricostruzione di Repubblica, la questione potrebbe arrivare davanti alla Giunta tra il 6 e il 10 ottobre, dopo gli impegni della Nazionale. Il commissariamento, tuttavia, non è stato deliberato.
Malagò prepara intanto una relazione corredata da pareri giuridici per sostenere la legittimità della propria candidatura e dell’elezione. Un’eventuale decisione del Coni potrebbe inoltre aprire una nuova fase di contenzioso.
La Serie A si schiera con Malagò: «Siamo al suo fianco»
La posizione della Lega Serie A è stata ribadita dal presidente Ezio Simonelli: «Malagò è stato indicato da 19 club su 20 e coerentemente con questo siamo al suo fianco».

Un sostegno che il numero uno della Figc ha accolto con soddisfazione. Anche Aurelio De Laurentiis ha difeso pubblicamente Malagò, criticando l’ipotesi di un cambio ai vertici federali e chiamando in causa il ministro per lo Sport Andrea Abodi e il ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti.
La controversia investe così non soltanto il rispetto delle regole elettorali, ma anche gli equilibri tra Federazione, Leghe, Coni e governo. Le interpretazioni sul ruolo della politica restano controverse: Malagò e alcuni dirigenti del calcio denunciano pressioni, mentre la questione formalmente all’esame del Coni riguarda la legittimità della procedura elettorale.
Il piano Galliani: contatti avviati per un’eventuale transizione
È in questo scenario che emerge Adriano Galliani. Secondo la Repubblica, almeno quattro club di Serie A si sarebbero mossi per sondare la disponibilità dell’ex amministratore delegato del Milan e già dirigente del Monza, oggi senatore della Repubblica.
Galliani, 82 anni, avrebbe fatto sapere di non volersi tirare indietro, dopo aver declinato un’ipotesi analoga nei mesi scorsi. Il suo nome viene considerato, nella ricostruzione del quotidiano, per una guida temporanea della Figc, fino a un successivo appuntamento elettorale.
Al momento non risulta una candidatura ufficiale né una successione già definita: i contatti riferiti dal giornale dipendono da uno scenario che potrebbe verificarsi soltanto dopo le decisioni del Coni.
La prossima tappa è dunque istituzionale prima ancora che politica o sportiva. Malagò vuole difendere il mandato ricevuto dal calcio italiano; una parte dei club, secondo le indiscrezioni, si prepara anche all’eventualità di dover scegliere un nuovo presidente. E in attesa di conoscere il destino della Figc, il nome di Galliani torna al centro del calcio nazionale.



