Paulo Azzi: 'Sogno la Serie A col Monza, ecco cosa mi ha spinto a venire qui'
L'esterno brasiliano dei biancorossi ha parlato in esclusiva a Il Giorno
L'esterno brasiliano Paulo Daniel Dentello Azzi ha rilasciato un'intervista esclusiva a ‘Il Giorno’. Ecco le dichiarazioni del laterale del Monza, nativo di Bragança Paulista, con un passato, tra le altre, al Modena, Cremonese e Cagliari.
Monza, le parole di Azzi a Il Giorno
Cosa mi ha spinto a venire a Monza? L’ambizione del progetto. Parlando con i direttori e il mister ho intuito subito di avere di fronte una società seria, pronta a puntare in alto. La città di Monza ci ha accolto molto bene e la spinta dei tifosi è fondamentale. Io e la mia famiglia viviamo in un’ottima zona. A loro piace stare qui e questa è la cosa più importante. La mia famiglia mi fa vivere la realtà. Noi calciatori ci alleniamo tanto, ci prepariamo per il giorno della partita, per divertirci e far divertire i tifosi. Poi però torniamo a casa e viviamo normalmente. La vita non è solo calcio. L’altro giorno dei tifosi si sono sorpresi nel trovarmi al supermercato, ma la vita vera è questa. Anzi la nostra principale responsabilità è quella di essere dei buoni figli, mariti e padri. Quando ho unito le forze con mia moglie anche la mia carriera è svoltata. Non possiamo nasconderci dietro al pallone.
Monza, Paulo Azzi sulla squadra
Le singole qualità vengono sempre messe a servizio del gruppo. Chiunque giochi, riusciamo a mantenere alto il livello. Questa è la nostra forza e credo ci aiuterà nelle ultime sei partite. Tutti ambiamo a qualcosa di importante. Ognuno deve sentirsi importante per la squadra. Abbiamo bisogno di tutti. Sappiamo che la Serie A è a portata di mano. C’è ancora strada da fare, ma possiamo farcela. Questo deve darci una carica enorme. Affrontare squadre che si chiudono molto non è facile, mentre quando si gioca con avversarie di alto livello è normale che l’attenzione sia più alta. Però non devono essere degli alibi. Siamo consapevoli che dobbiamo migliorare in certe situazioni. Da qui alla fine dobbiamo approcciare bene ogni gara.
Azzi, il suo parere su Stroppa e Bianco
Non mi piace fare paragoni, voglio bene ad entrambi. Sono due ottimi allenatori e i risultati lo dimostrano. Con loro sono riuscito sempre ad esprimermi al meglio. Sanno gestire benissimo il gruppo e hanno una mentalità vincente. Io cerco di portare positività e un atteggiamento solare. Poi provo ad essere un leader in campo, con determinate giocate e qualità che so di avere. Come esterno, per caratteristiche, mi ispiro sicuramente a Theo Hernandez. Però io, come tanti brasiliani, nasco attaccante. Mi piaceva e mi piace ancora fare gol. Sono cresciuto ammirando e studiando le magie di Ronaldo e Kakà. Rapporto con la fede? Innanzitutto, per me chiunque ha una fede. Non per forza religiosa. Tutti si alzano al mattino spinti da un obiettivo. La fede è credere in qualcosa magari di invisibile, ma reale. Io ho la certezza che qualcuno dall’alto mi sostiene nel percorso di vita e nella carriera. Sono cristiano protestante, credo nella Bibbia e nel Vangelo. Ho un modello di vita da seguire: voglio essere una brava persona, essere fedele e costruire una famiglia solida.
Azzi e la possibilità del ritiro durante il Covid
Noi eravamo a Vercelli all’epoca. Mia figlia era nata a gennaio. Quando a marzo 2020 hanno chiuso tutto, ci siamo trovati io e mia moglie con una bambina di tre mesi. Eravamo giovani e senza nessuna certezza del futuro, ho pensato di tornare in Brasile e ricominciare facendo altro. Però la fede mi ha spinto a perseverare e sopportare. Così da dare seguito a quello che avevamo già costruito in Italia. La vita va affrontata sapendo che può succedere anche qualcosa di poco bello. Cerco di tornare nel mio paese quando posso e i miei familiari vengono spesso qui a trovarci. Ora in squadra è arrivato Hernani e condividiamo tanto. Però mi sento anche molto italiano: io e la mia famiglia abbiamo assorbito la cultura del Paese. Ci sentiamo parte di tutte e due le nazioni. Nel tempo libero mi piace stare con la famiglia. Uscire, visitare posti intorno a Monza. Mia moglie sta portando avanti un percorso nel settore della fotografia, quindi giriamo molto, facciamo foto ovunque. E pure io cerco di imparare. Sogno per il futuro? Tornare in Serie A e giocarla con il Monza. Un giorno, poi, vorrei giocare una gara di Champions League.

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