Incredibile Bellinzona: ecco cos'è successo all'ex Monza Sannino!
Si chiude dopo un mese e un solo punto la terza avventura dell'ex tecnico delle giovanili del Monza.

Terremoto in casa Bellinzona: addio a Giuseppe Sannino dopo soli 28 giorni. Squadra temporaneamente ad Abbenante. Si chiude la terza parentesi del tecnico italiano sulla panchina granata. Tra ragioni personali e le crescenti tensioni societarie, l'ACB si affida a interim all'allenatore in seconda. Intanto la gestione del club fa discutere.
Un divorzio lampo e "consensuale"
La terza avventura di Giuseppe Sannino sulla panchina del Bellinzona è già arrivata al capolinea. Con un comunicato ufficiale, l'ACB 1904 SA ha reso noto che il tecnico italiano non è più la guida della prima squadra. Una separazione maturata dopo un incontro tra le parti e formalizzata con una risoluzione consensuale del contratto ad effetto immediato.
Secondo la società, la decisione è giunta in un clima sereno e di reciproco rispetto, dettata dalla volontà dell'allenatore di dare priorità a stringenti esigenze personali e familiari: una scelta che il club ha dichiarato di aver accolto con comprensione.
«ACB 1904 SA ringrazia Sannino per la professionalità, la dedizione e l'impegno dimostrati alla guida della squadra, augurandogli il meglio per il futuro personale e professionale», si legge nella nota del club.
In attesa di individuare il nuovo profilo per la panchina, la guida della squadra è stata affidata temporaneamente a Riccardo Abbenante, finora allenatore in seconda, con l'obiettivo di garantire continuità al gruppo in vista dei prossimi impegni di campionato.
28 giorni di ombre e un punto in tre partite
Numeri alla mano, l'esperienza tris di Sannino al Comunale è durata appena 28 giorni. Tre partite ufficiali e un solo punto conquistato, quello rimediato tra le mura amiche contro il Breitenrain. Tuttavia, a condannare la permanenza del mister non sono stati solo i risultati sul campo.
Sannino era approdato a Bellinzona per riordinare un ambiente provato dalla fallimentare gestione di Francesco Pargalia (capace di raccogliere appena una vittoria, un pareggio e ben sette sconfitte tra campionato e Coppa Svizzera nelle prime nove uscite). L'allenatore si è però scontrato ben presto con la realtà di un club privo di una visione strategica chiara e di un'identità precisa per affrontare una stagione dignitosa.
La svolta dirigenziale: il "caso" Sadiku
A complicare il quadro generale sono arrivate le ultime mosse societarie. Tra queste spicca la nomina a direttore sportivo di Armando Sadiku: a 35 anni, l'ex attaccante granata ha appeso gli scarpini al chiodo al Comunale per sedersi direttamente dietro la scrivania, pur senza alcuna esperienza pregressa in ruoli dirigenziali. Una scelta improvvisa che rischia di somigliare all'ennesimo "gioco delle tre carte".
La promozione di Sadiku ha pesato non poco sulle sorti di Sannino. I rapporti tra il mister e il patron Sergi si erano già incrinati a margine dell'amichevole contro il Collina d'Oro; inoltre, la necessità di doversi interfacciare con un nuovo DS con cui i rapporti non erano solidissimi già dalla scorsa stagione ha accelerato la rottura.
Un futuro pieno di incognite per i tifosi
Sulla sponda granata resta un clima di profonda preoccupazione. La classifica scotta e i sostenitori si chiedono se questo ennesimo ribaltone possa davvero rappresentare una svolta.
Per uscire da questo momento critico sarà anzitutto fondamentale trovare un allenatore in grado di incidere da subito sull'atteggiamento e sui risultati. Parallelamente, il neo DS Sadiku dovrà dimostrare tempestivamente di avere la stoffa del dirigente per dare stabilità all'ambiente, pur sapendo che muoversi sul mercato svizzero in questo momento si preannuncia tutt'altro che semplice. La scarsa chiarezza del progetto Bellinzona rischia infatti di frenare l'arrivo di elementi di peso capaci di far compiere il salto di qualità alla rosa.



