Una stagione lunga, intensa e culminata con il ritorno in Serie A. Ecco il pagellone finale del Monza a cura della redazione di MonzaNews:

Porta e difesa: Ravanelli leader, Bakoune rivelazione, Thiam montagne russe

THIAM 6,5: Portiere atipico, discusso. La sua stagione è tra alti e bassi, senza mai dare quella sensazione di assoluta sicurezza che ci si aspetta da un portiere titolare. Qualche uscita da brivido e diversi errori evitabili, ma anche parate pesanti soprattutto in finale, che valgono una fetta di promozione.

PIZZIGNACCO SV

ANTOV SV

CARBONI 6,5: Stagione sotto le aspettative per lui, che aveva già dimostrato il proprio valore in Serie A. Alterna buone prestazioni a troppe distrazioni. Si prende però una rivincita enorme nei playoff: il gol dell'1-2 a Castellammare riaccende una promozione che sembrava sfuggire di mano. Pesante come un macigno.

DELLI CARRI 6,5: A gennaio eredita il compito più difficile: sostituire Armando Izzo. Missione tutt'altro che semplice, ma il giovane difensore risponde presente. Cresce settimana dopo settimana, mostrando personalità e carattere. Nel finale cala, ma il bilancio resta ampiamente positivo.

RAVANELLI 7: Il leader della difesa biancorossa. Esperienza, personalità e senso della posizione al servizio della squadra. Qualche acciacco fisico gli presenta il conto nel finale, ma resta uno dei pilastri della promozione. Uomo promozione per definizione.

BRORSSON 5: Per qualche settimana sembra essersi guadagnato la fiducia di Bianco, ma la parentesi dura poco. L'impatto con il calcio italiano è chiaramente complicato e non riesce mai a dare la sensazione di poter diventare un titolare affidabile.

CAPOLUPO SV

LUCCHESI 7: Una delle sorprese più piacevoli della stagione. Sempre pronto quando chiamato in causa, mantiene quasi costantemente un livello medio-alto. Veloce, dinamico, affidabile e persino adattabile a più ruoli. Potrebbe rivelarsi una risorsa preziosa anche in Serie A.

BIRINDELLI 7,5: Per mesi è addirittura il capocannoniere del Monza. E non con gol banali, ma spesso con autentiche perle. Spirito di sacrificio, corsa e personalità. Uno dei volti simbolo di questa promozione.

BAKOUNE 7,5: La rivelazione della seconda parte di stagione. Bianco gli concede fiducia e lui risponde come un veterano. Cresce a vista d'occhio e si prende il posto senza tremare. Futuro luminoso.

Centrocampo: Pessina trascinatore, Hernani colpo da maestro, Colombo una scoperta

PESSINA 8: Il capitano sceglie di restare quando sarebbe stato più semplice andare altrove. Guida il gruppo con l'esempio, calcia rigori pesantissimi e riporta la squadra in Serie A. Non è quasi mai il migliore in campo, ma raramente è sotto la sufficienza. La sua forza è la continuità.

HERNANI 8: Uno dei grandi colpi del mercato di gennaio. Impatto devastante, quattro gol pesantissimi e qualità da categoria superiore. Cala leggermente nel finale di campionato, ma il capolavoro che decide la doppia finale col Catanzaro vale da solo una stagione.

COLOMBO 7: A inizio anno era uno dei giocatori più contestati. A fine stagione è uno dei più apprezzati. Cresce in maniera esponenziale, abbina qualità e quantità e dimostra di avere margini enormi. Una delle vittorie personali di Paolo Bianco.

OBIANG 7: Per lunghi tratti della stagione sembra un giocatore fuori categoria. Dopo la Coppa d'Africa torna meno brillante, ma il suo contributo complessivo resta fondamentale. Esperienza e leadership silenziosa.

GALAZZI SV

AZZI 7,5: Fino a due mesi dalla fine del campionato è semplicemente devastante. Gol, assist, accelerazioni e continuità. Nel finale perde brillantezza, ma resta uno degli uomini che più hanno inciso sulla promozione.

CIURRIA 5: Fa male assegnargli questa insufficienza. I tifosi aspettavano il ritorno del Fante delle grandi stagioni. Poco spazio e poca incisività in una stagione complicata.

Attacco: Dal capolavoro Petagna alla delusione Keita: luci e ombre dell'attacco biancorosso

COLPANI 5,5: In Serie B lo aspettavamo da protagonista assoluto. Invece la sua stagione resta ben al di sotto delle aspettative. La qualità non si discute, ma il contributo offerto alla squadra è stato troppo limitato per uno del suo livello.

MARIC SV

FORSON SV

DANY MOTA 5,5: Stesso discorso di Colpani. Dal più veterano di questa squadra ci si attendeva molto di più. Qualche lampo, ma troppo poco nell'arco dell'intera stagione.

CASO 7,5: Lo spaccapartite per eccellenza. I suoi ingressi cambiano spesso volto alle partite e, in diversi momenti, anche alla stagione del Monza. Un acquisto mirato e perfettamente riuscito.

KEITA 5: Doveva essere l'uomo della rinascita. È diventato un oggetto misterioso. Il rapporto mai sbocciato con Bianco condiziona tutta la sua stagione, che si trasforma in una lunga telenovela. Più cartellini che gol.

CUTRONE 8: L'impatto è immediato, poi attraversa qualche periodo complicato in termini di gol. Ma quando arrivano i playoff sale di livello. Insieme a Hernani è l'MVP della post season. Cuore, fame, carattere e spirito di sacrificio. Sarà uno dei punti fermi del Monza che verrà.

ÁLVAREZ 5,5: Parte discretamente, trovando anche qualche gol utile. L'infortunio però interrompe tutto e dal rientro in poi non riesce più a lasciare il segno.

PETAGNA 8: Il simbolo della promozione. Una storia di rinascita sportiva che sembrava impossibile soltanto pochi mesi fa. Diventa capocannoniere, leader tecnico ed emotivo della squadra. Il capolavoro più grande della gestione Bianco porta il suo nome.

Allenatore: La rivincita perfetta: dalle critiche alla Serie A

PAOLO BIANCO 8: Criticato, fischiato, messo continuamente in discussione. Ha risposto nella maniera che gli riesce meglio: lavorando. Ha restituito identità, orgoglio e spirito a una squadra che arrivava da una stagione anonima e senza anima. Ha valorizzato giovani, rigenerato giocatori che sembravano persi e soprattutto riportato il Monza in Serie A.

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