La Brianza guarda al mondo: l’Europeo CONIFA 2026 lascia il segno e ora sogna il Mondiale
L’Europeo CONIFA 2026 Insubria Football Cup si è giocato tra Carate Brianza e Verano Brianza: Alberto Rischio traccia il bilancio e apre al sogno di un Mondiale sul territorio.

C’è un calcio che vive lontano dai riflettori più rumorosi, ma che spesso riesce a raccontare storie più profonde di quelle viste nei grandi stadi. È il calcio delle identità, delle comunità, delle culture che si incontrano e che scelgono il pallone come lingua comune.
Per qualche giorno, questo calcio ha parlato anche brianzolo. L’Europeo CONIFA 2026 Insubria Football Cup ha portato tra Carate Brianza e Verano Brianza delegazioni, atleti, dirigenti e rappresentanti di realtà diverse, trasformando il territorio in un piccolo crocevia internazionale. Un evento sportivo, certo, ma anche un momento di incontro, confronto e scoperta.
A tracciare il bilancio dell’edizione 2026 è stato Alberto Rischio, presidente europeo CONIFA e presidente della Padania, protagonista ai microfoni di MonzaNews dopo una settimana intensa, vissuta tra campo, organizzazione, emozioni e prospettive future.
Europeo CONIFA 2026 in Brianza: calcio, identità e cultura
L’Europeo CONIFA 2026 si è aperto ufficialmente il 1 giugno con la conferenza stampa nella sala 9 Novembre 1989 di Palazzo Nuovo, in Piazza Cesare Battisti a Carate Brianza. Un luogo simbolico per presentare una manifestazione che ha voluto unire sport, territorio e cultura.
L’assessore allo Sport Ian Farina ha sottolineato il valore dello sport come strumento di condivisione, identità ed eccellenza, evidenziando l’impegno del Comune di Carate Brianza nel sostenere eventi capaci di creare ponti e abbattere barriere. Un messaggio perfettamente in linea con lo spirito della competizione.
Alla manifestazione hanno partecipato sei nazionali: Groenlandia, Cipro del Nord, Canton Ticino, Rouet-Provenza, Raetia e Padania. Sei realtà differenti, unite dallo stesso desiderio: rappresentare una comunità attraverso il calcio, senza voler trasformare lo sport in terreno politico.
È proprio questo uno degli aspetti più affascinanti della CONIFA Insubria Football Cup: il pallone diventa racconto, identità, appartenenza. Ma soprattutto diventa occasione per conoscersi.
Alberto Rischio e il bilancio CONIFA: “Conta rialzarsi”
Nel corso della presentazione, Alberto Rischio ha raccontato la storia del torneo, ha presentato la coppa europea e ha ringraziato la Provincia di Monza, il Comune di Carate Brianza, la US Folgore Caratese, lo Sportitalia Village e tutte le federazioni partecipanti.
Il presidente europeo CONIFA ha poi chiuso il suo intervento con una frase dal forte valore simbolico: “Non importa quante volte cadi, ciò che conta è quante volte cadi e ti rialzi”.
Parole che spiegano bene lo spirito di un torneo nato non solo per celebrare il calcio, ma per dare spazio a realtà spesso meno visibili nel panorama sportivo internazionale. In questo senso, l’edizione brianzola ha rappresentato molto più di una semplice competizione.
Ai microfoni di MonzaNews, Rischio ha fatto il punto sull’organizzazione, sulle emozioni vissute durante la settimana e sul significato di aver portato l’Europeo CONIFA 2026 proprio in Brianza. Un territorio che ha risposto presente, offrendo strutture, collaborazione e un contesto capace di accogliere ospiti internazionali.
Sportitalia Village, volontari e scuole: il cuore dell’evento
Tra gli elementi centrali dell’evento c’è stato anche il ruolo del volontariato. Vincenzo Sollitto, manager CONIFA, ha evidenziato l’importanza del sostegno delle scuole e delle persone che hanno lavorato dietro le quinte per rendere possibile la manifestazione.
Un grande evento sportivo, soprattutto quando coinvolge realtà internazionali, non vive solo nei novanta minuti. Vive nell’accoglienza, nei trasporti, nell’organizzazione, nei dettagli, nella capacità di far sentire ogni delegazione parte di qualcosa.
La coppa europea CONIFA, presentata durante la conferenza, nasce da un disegno realizzato da Stefano Voi, vincitore nel 2020 di un contest social organizzato da CONIFA Europa. Un altro dettaglio che racconta lo spirito partecipativo della manifestazione: non solo calcio giocato, ma comunità che contribuisce a costruire simboli e memoria.
Anche Daniele Curcio, CONIFA Europa Manager degli arbitri e presidente di Referee Abroad, ha offerto una lettura particolare del ruolo dell’arbitro: non soltanto figura chiamata a far rispettare le regole, ma anche persona capace di creare connessioni, legami e nuove occasioni di incontro tra culture diverse.
CONIFA 2030 e il sogno Mondiale in Brianza
L’Europeo CONIFA 2026 ha lasciato in Brianza immagini, relazioni e un patrimonio umano importante. La prossima edizione della competizione europea è prevista nel 2030, ma il pensiero corre già oltre.
Dalla Brianza nasce infatti un’idea ambiziosa: immaginare un giorno un Mondiale CONIFA sul territorio. Un sogno, certo, ma anche una suggestione che dimostra quanto l’edizione 2026 abbia acceso entusiasmo e prospettive.
Per Carate Brianza, Verano Brianza e tutto il territorio brianzolo, ospitare una manifestazione di questo tipo ha significato aprirsi a un calcio diverso, meno mediatico ma profondamente autentico. Un calcio fatto di bandiere, storie, culture e persone.
In un’epoca in cui lo sport viene spesso raccontato solo attraverso contratti, risultati e polemiche, l’esperienza della CONIFA Insubria Football Cup ricorda che il pallone può ancora essere qualcosa di più: un ponte tra mondi lontani, un’occasione di conoscenza, un modo per sentirsi diversi ma parte dello stesso gioco.
E la Brianza, ancora una volta, ha dimostrato di poter essere molto più di uno scenario: può diventare protagonista.
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