Due ponti chiusi e scuole pronte a riaprire: Forza Italia lancia l’allarme traffico a Monza
Forza Italia teme pesanti ripercussioni sul traffico da settembre per i cantieri dei ponti Zanzi e Aliprandi e chiede al Comune gli studi tecnici.
Ad agosto le strade di Monza sono più vuote, ma il vero banco di prova arriverà tra poche settimane, con la riapertura delle scuole e il ritorno dei normali flussi di traffico.
A preoccupare Forza Italia sono soprattutto i cantieri sui ponti di via Zanzi e via Aliprandi, partiti il 16 luglio e destinati, secondo il cronoprogramma indicato, a proseguire fino a febbraio 2027.
Gli azzurri chiedono ora al Comune un piano preciso per affrontare settembre e hanno annunciato una richiesta di accesso agli atti per conoscere gli studi tecnici che hanno portato alla decisione di chiudere contemporaneamente i due ponti.
Settembre sarà il primo vero test per la viabilità
I cantieri sono partiti quando le scuole erano già chiuse e molti monzesi stavano lasciando la città per le vacanze.
Nonostante questo, nelle prime settimane si sono registrate difficoltà sulla viabilità, tanto da spingere successivamente all’apertura del viale Cavriga dal lunedì al venerdì, dalle 7 alle 19, per offrire una possibilità in più agli automobilisti.
Nelle due settimane centrali di agosto il Parco resterà invece chiuso al traffico veicolare, con la riapertura prevista per il 24 agosto.
Il quadro cambierà però radicalmente con settembre, quando al traffico ordinario si aggiungeranno gli spostamenti legati alle scuole e alla ripresa completa delle attività lavorative.
Ghezzi: «Monitorare non basta»
Per Giuliano Ghezzi, segretario cittadino di Forza Italia, le misure adottate finora non sarebbero sufficienti.
«Tra poche settimane riapriranno le scuole e il traffico cittadino aumenterà sensibilmente», afferma.
Secondo Ghezzi, il Comune non avrebbe ancora presentato un piano abbastanza chiaro per affrontare quella fase.
«Affermare semplicemente che la situazione viene monitorata non è una risposta», sostiene, accusando l’amministrazione di procedere senza una strategia definita per settembre.
Si tratta della posizione politica di Forza Italia: dal materiale disponibile non emerge al momento una previsione tecnica che certifichi una futura paralisi della città.
Perché i due ponti sono stati chiusi insieme
Il Comune aveva già spiegato pubblicamente le ragioni della scelta.
Secondo le valutazioni tecniche richiamate dall’amministrazione, realizzare i due interventi in momenti differenti non avrebbe prodotto reali benefici per la circolazione.
Il ponte di via Aliprandi, per caratteristiche della strada, limiti di portata e vincoli di tutela monumentale, non potrebbe infatti assorbire il traffico pesante e gli autobus deviati dalla chiusura di via Zanzi.
La chiusura di via Zanzi comporta quindi comunque lo spostamento del traffico più consistente su direttrici esterne.
Per il Comune, dividere i cantieri avrebbe soprattutto allungato la durata dei disagi senza creare una vera alternativa per la viabilità ordinaria.
Il nodo del Carrobiolo e il doppio senso provvisorio
C’è poi un secondo elemento tecnico.
Con la chiusura del ponte di via Aliprandi è stato necessario predisporre un doppio senso provvisorio per permettere l’accesso ai residenti e ai box interrati del comparto Carrobiolo.
Secondo la spiegazione fornita dal Comune, questa soluzione può funzionare soltanto mantenendo contemporaneamente chiuso al traffico di attraversamento l’asse D’Azeglio-Zanzi, così da rendere possibile l’uscita da via Aliprandi verso via D’Azeglio.
È questa una delle motivazioni utilizzate dall’amministrazione per spiegare perché i due interventi debbano procedere nello stesso periodo.
Forza Italia vuole vedere gli studi tecnici
Le spiegazioni non convincono però il gruppo cittadino di Forza Italia.
Gli azzurri hanno deciso di presentare una richiesta di accesso agli atti per verificare gli studi, le analisi sul traffico e le valutazioni tecniche alla base della scelta.
«L’amministrazione sostiene che fosse la soluzione migliore, ma non ha reso pubblici gli studi, le valutazioni tecniche e le analisi del traffico che lo dimostrerebbero», afferma Ghezzi.
Forza Italia precisa di non contestare la necessità dei lavori, ma la gestione del loro impatto sulla città.
Il vero banco di prova arriverà dopo il 24 agosto
La situazione sarà più chiara alla fine delle ferie.
Con la riapertura del viale Cavriga, il ritorno dei lavoratori e successivamente degli studenti, Monza dovrà affrontare per la prima volta i due cantieri con volumi di traffico vicini alla normalità.
Fino ad allora il rischio di una città bloccata resta una previsione politica. Da settembre, invece, sarà possibile capire concretamente se le deviazioni predisposte riusciranno a reggere l’impatto dei cantieri fino alla loro conclusione prevista a febbraio.
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