Monza, al San Gerardo intervento per separare due gemelle siamesi: come sta la sopravvissuta
Dopo le 40 ore di intervento al San Gerardo e mesi di riabilitazione, la bambina fa progressi: si alza, prova a camminare e inizia a parlare
Le storie che attraversano una città non si fermano ai confini dello sport. Ci sono vicende che entrano nel tessuto quotidiano di un territorio e ne raccontano la parte più profonda, fatta di comunità, eccellenze e umanità. È in questi momenti che una realtà come Monza si riconosce, al di là del campo.
Tra ospedali, centri di ricerca e strutture specializzate, il territorio brianzolo continua a distinguersi per la qualità delle sue competenze e per la capacità di affrontare anche le sfide più complesse. Un patrimonio che rappresenta un punto di riferimento non solo a livello locale, ma anche internazionale.
In questo contesto, alcune storie assumono un valore simbolico particolare. Percorsi difficili, segnati da ostacoli enormi, che però raccontano anche di ripartenze e piccoli grandi traguardi quotidiani.
È proprio da qui che emerge una vicenda che ha toccato profondamente Monza e la sua comunità, diventando un esempio di coraggio e straordinaria professionalità.

Monza, San Gerardo e intervento gemelle siamesi: i progressi della bambina
Secondo quanto riportato da PrimaMonza, la bambina sopravvissuta al complesso intervento sulle due gemelle siamesi del novembre 2024, eseguito all’IRCCS San Gerardo dei Tintori, sta compiendo passi importanti nel suo percorso di recupero.
Dopo mesi difficili, la piccola oggi è in cura presso La Nostra Famiglia di Bosisio Parini, dove sta affrontando la riabilitazione. I segnali sono incoraggianti: riesce ad alzarsi in piedi, prova a camminare e ha iniziato anche a pronunciare le prime parole. Progressi che, per quanto graduali, segnano una svolta rispetto alla condizione iniziale.
Il percorso resta lungo e articolato, ma il cambiamento rispetto a pochi mesi fa è evidente. La bambina, che inizialmente non aveva autonomia né capacità comunicative sviluppate, sta ora costruendo passo dopo passo una nuova quotidianità.
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Intervento gemelle siamesi a Monza: operazione San Gerardo e storia
La vicenda affonda le radici nell’estate del 2024, quando le due gemelline, originarie del Senegal, arrivarono a Monza con una rarissima condizione di craniopago verticale. Il caso fu preso in carico grazie alla rete coordinata da Smile House Fondazione, con il supporto di un finanziatore privato.
L’operazione al San Gerardo Monza, avvenuta nel giugno 2025, ha richiesto uno sforzo eccezionale: oltre 40 ore in sala operatoria e il coinvolgimento di circa 300 professionisti. Un lavoro preparato per mesi attraverso simulazioni avanzate e modelli tridimensionali.
Durante l’intervento, però, la situazione si è drammaticamente complicata con l’arresto cardiaco della gemella più fragile, che non è sopravvissuta. Da quel momento, l’operazione si è trasformata in una corsa contro il tempo per salvare l’altra bambina.
Abbiamo operato una bambina viva mentre accanto c’era la sorella ormai senza vita. In sala operatoria ci passavano gli strumenti piangendo, ha raccontato il professor Carlo Giussani.
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Riabilitazione bambina: San Gerardo e segnali di ripresa
Oggi, a distanza di mesi, i risultati della riabilitazione raccontano una storia diversa. La piccola non solo si muove, ma sta anche iniziando a relazionarsi con chi le sta intorno, comprendendo le istruzioni e mostrando reazioni sempre più spontanee.
Tra i segnali più significativi, anche comportamenti quotidiani come i capricci, che testimoniano un recupero emotivo oltre che fisico. Un passaggio fondamentale nel percorso di crescita.
La riabilitazione proseguirà ancora, ma ogni progresso rappresenta già una conquista. E per Monza, questa storia resta il simbolo di un’eccellenza sanitaria capace di affrontare anche le sfide più estreme.



