Undici nuovi sondaggi, perforazioni fino a 13 metri di profondità e ulteriori analisi per stabilire l'effettiva estensione della contaminazione dei terreni. A Monza, nell'area di via Wagner 6, il Comune ha approvato il Piano di Caratterizzazione integrativo, autorizzando nuove indagini ambientali propedeutiche al progetto di riqualificazione residenziale.

Il provvedimento del Settore Ambiente ed Energia, diretto dall'ingegner Serena Trussardi, conclude positivamente la Conferenza dei Servizi e recepisce le prescrizioni formulate da ARPA Lombardia e dalla Provincia di Monza e Brianza. Il via libera riguarda gli accertamenti sul sottosuolo: la bonifica non è ancora conclusa e l'estensione della contaminazione deve essere ulteriormente verificata.

Nichel e cromo esavalente fino a 11 metri: cosa hanno scoperto le indagini

Il procedimento riguarda un'ex area industriale già interessata da accertamenti ambientali negli anni precedenti. Il sito, identificato con il codice MB033.0035 e denominato Area Massironi, figurava nell'elenco regionale dei siti potenzialmente contaminati aggiornato al 31 dicembre 2021.

Nel 2022 era stata approvata un'analisi di rischio riferita alla precedente destinazione commerciale e industriale. La successiva intenzione di trasformare l'area in un complesso a destinazione residenziale ha imposto nuovi accertamenti, avviati con il Piano di Caratterizzazione approvato nel novembre 2024.

Le indagini condotte nel marzo 2025 hanno restituito un risultato significativo. Nel sondaggio denominato SC18 è stata riscontrata una potenziale contaminazione da nichel e cromo esavalente tra 10 e 11 metri di profondità, il limite massimo raggiunto dall'indagine iniziale.

I successivi approfondimenti, eseguiti fino a 18 metri, non hanno evidenziato superamenti delle concentrazioni soglia di contaminazione nei campioni prelevati a profondità maggiori. Un risultato che, tuttavia, non ha risolto la questione dell'estensione della contaminazione nel resto dell'area.

I rilievi di ARPA: contaminazione da delimitare anche nei terreni vicini

È proprio sulla delimitazione delle sorgenti contaminanti che ARPA ha formulato alcune delle osservazioni più rilevanti.

Durante il tavolo tecnico del 10 aprile 2026, l'Agenzia ha contestato i criteri utilizzati per individuare l'estensione di alcune sorgenti nel sottosuolo, giudicandoli non sufficientemente giustificati dalle indagini precedenti.

In particolare, diversi campionamenti erano stati effettuati a profondità differenti rispetto a quelle in cui era stata riscontrata la contaminazione. Di conseguenza, secondo ARPA, non consentivano di stabilirne adeguatamente l'estensione.

La questione interessa anche i mappali 25 e 26, coinvolti nel progetto edilizio ma non sottoposti alle precedenti indagini di caratterizzazione. Gli enti hanno quindi richiesto ulteriori verifiche per accertare se le sorgenti contaminanti si estendano anche verso queste porzioni del terreno.

Un'altra osservazione riguarda una vasca interrata profonda circa due metri, individuata durante precedenti sopralluoghi e non riportata nelle planimetrie esaminate. ARPA ha chiesto di chiarire quale sarà la destinazione del manufatto nell'ambito del futuro progetto edilizio.

Undici perforazioni e nuovi campionamenti nel giardino tra Villa e Rustico

Il Piano integrativo prevedeva inizialmente dieci sondaggi a carotaggio continuo. Provincia e ARPA hanno chiesto di aggiungerne un undicesimo, da realizzare nell'area a giardino compresa tra gli edifici indicati nelle planimetrie come Villa e Rustico.

Le prescrizioni stabiliscono che cinque sondaggi raggiungano 13 metri di profondità, altri tre arrivino a 10 metri e i restanti siano spinti almeno fino a 5 metri.

È stato inoltre richiesto di riposizionare una delle perforazioni verso il confine del mappale 23, così da verificare con maggiore precisione l'estensione della contaminazione precedentemente individuata.

I campioni dovranno essere analizzati per la ricerca di metalli, tra cui arsenico, cadmio, cromo, nichel, piombo e mercurio, oltre a idrocarburi e idrocarburi policiclici aromatici.

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Le operazioni saranno concordate con ARPA, che potrà richiedere ulteriori campionamenti qualora emergano nuove evidenze durante le attività sul campo.

Il cambio di proprietà e i prossimi passaggi della bonifica

Nel frattempo è intervenuta anche una novità sul fronte della proprietà. Con una comunicazione del 3 agosto 2026, CAMI Immobiliare S.r.l. ha dichiarato di essere subentrata, a seguito di una compravendita, nei diritti, nei doveri e negli adempimenti previsti dalla procedura ambientale relativa all'area di via Wagner 6.

Il provvedimento comunale approva il Piano presentato per conto di Anna Chiara Tavazzi, Elisa Massironi e Andrea Massironi, recependo integralmente le osservazioni e le prescrizioni degli enti tecnici.

Per il procedimento è previsto un ulteriore passaggio obbligatorio: entro sei mesi dalla ricezione della determina dovrà essere presentata una nuova Analisi di Rischio oppure un Progetto di Bonifica o di messa in sicurezza.

I risultati delle nuove indagini dovranno essere confrontati con i limiti previsti per i terreni destinati a verde pubblico, privato e residenziale. Saranno questi accertamenti a fornire gli elementi necessari per definire i successivi interventi ambientali in vista della riqualificazione dell'area.