Alle Olimpiadi e Paralimpiadi invernali di Milano-Cortina potrebbe affacciarsi anche la presenza di personale statunitense dell’Ice. Una possibilità che ha acceso il dibattito politico e spinto le opposizioni a chiedere chiarimenti al governo.

Il tema riguarda la sicurezza dei Giochi, ma tocca nervi scoperti per il ruolo e la reputazione dell’agenzia federale americana.

Le preoccupazioni sull’ipotesi Ice ai Giochi

L’Ice, acronimo di Immigration and Customs Enforcement, è l’agenzia federale statunitense responsabile dell’applicazione delle leggi sull’immigrazione. Negli ultimi mesi è finita al centro di forti polemiche internazionali per operazioni considerate controverse, alimentando timori e interrogativi sulla sua eventuale presenza in Italia.

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Secondo quanto emerso, agenti federali americani potrebbero essere coinvolti nel dispositivo di sicurezza delle delegazioni Usa durante i Giochi, in programma dal 6 febbraio al 15 marzo.

Piantedosi frena: “Al momento non ci risulta”

A rispondere alle richieste di chiarimento è stato Matteo Piantedosi, che ha escluso, almeno per ora, una presenza ufficiale dell’Ice in Italia per le Olimpiadi.

Il ministro dell’Interno ha spiegato che “al momento e in questa fase” non risultano piani che prevedano l’arrivo di agenti Ice sul territorio nazionale in occasione dei Giochi.

La questione delle delegazioni straniere

Piantedosi ha però chiarito un punto centrale: le delegazioni straniere, nell’ambito del proprio ordinamento, possono scegliere autonomamente a chi affidarsi per la sicurezza dei propri atleti.

Si tratta, ha sottolineato il ministro, di una prassi del tutto normale nei grandi eventi internazionali. In ogni caso, il coordinamento generale della sicurezza resta saldamente nelle mani delle autorità italiane.

Le parole dell’Ice e il ruolo di supporto

Un portavoce dell’Ice ha spiegato che il settore Homeland Security Investigations potrebbe fornire supporto al servizio di sicurezza diplomatica del Dipartimento di Stato degli Stati Uniti durante le Olimpiadi e Paralimpiadi 2026.

Secondo la versione americana, il contributo si inserirebbe in un contesto di cooperazione internazionale, con personale specializzato che opera a fianco delle forze dell’ordine straniere per contrastare minacce transnazionali.

L’Ice è già presente in Italia, ma con limiti chiari

L’agenzia statunitense è presente in Italia dal 2003 con un piccolo ufficio a Roma, presso l’ambasciata americana. Tuttavia, non sono stati comunicati dettagli su eventuali squadre operative legate ai Giochi.

Su questo punto Piantedosi è stato netto: l’Ice non opera in Italia né svolge attività di polizia, tantomeno sul fronte dell’immigrazione. Eventuali operatori al seguito delle delegazioni potranno garantire esclusivamente un servizio di scorta passiva a tutela degli atleti.

La linea del Viminale: sovranità e competenze italiane

Il ministro ha ribadito che qualsiasi attività di polizia sul territorio nazionale è gestita in via esclusiva da prefetture e questure italiane. È escluso categoricamente che operatori al servizio di delegazioni straniere possano svolgere compiti di polizia o azioni riconducibili al controllo dell’immigrazione.

Una precisazione che mira a spegnere le polemiche, ma che non ha chiuso il confronto politico.

Un caso destinato a far discutere

Il tema resta aperto e promette di alimentare una lunga battaglia politica tra governo e opposizioni, soprattutto in vista di un evento globale come le Olimpiadi di Milano-Cortina.

La sicurezza dei Giochi sarà uno dei dossier più delicati dei prossimi mesi, e ogni dettaglio continuerà a essere osservato con attenzione.