Chi in questi giorni percorre la tangenziale Est di Milano, all’altezza dell’uscita di Rogoredo, non può non notarla.
L’Arena Santagiulia, con i suoi tre anelli esterni illuminati da led bianchi, rossi e verdi, sembra pulsare come una grande astronave. Un colpo d’occhio suggestivo, che però non basta a cancellare le preoccupazioni sui ritardi dei lavori in vista delle Olimpiadi invernali di Milano-Cortina.

L’impianto, costruito ex novo e destinato a ospitare gran parte del torneo maschile di hockey su ghiaccio, è uno dei nodi più delicati del conto alla rovescia olimpico.

Un’arena chiave per l’hockey olimpico

Con una capienza di 11.600 posti a sedere, oltre agli spazi per accreditati e operatori, l’Arena Santagiulia sarà centrale nel programma dei Giochi.
Qui torneranno a esibirsi sul palcoscenico olimpico anche le stelle della NHL, assenti da dodici anni.

Il debutto è fissato per giovedì 5 febbraio, addirittura un giorno prima della cerimonia di apertura. Alle 14.40 è in programma la sfida del girone di qualificazione femminile tra Italia e Francia, potenzialmente decisiva.

Test event positivo, ma i problemi restano

Il recente test event ha dato segnali incoraggianti, anche secondo osservatori nordamericani.
La qualità del ghiaccio, garantita dall’esperienza del canadese Don Moffatt, storico ice manager della NHL e già protagonista ai Giochi di Torino 2006, non è considerata un problema.

Le criticità riguardano invece tutto ciò che sta attorno alla pista principale.

Terzo anello e pista secondaria ancora off-limits

Subito dopo la finale scudetto di hockey, disputata domenica sera, centinaia di operai sono tornati al lavoro con turni h24.
L’impianto è attualmente chiuso anche a chi dovrà operare durante l’Olimpiade.

I punti più critici sono:

  • il terzo anello,
  • gli skybox,
  • le aree hospitality,
  • bar, servizi e zone pubbliche,
  • soprattutto la pista secondaria di allenamento, ancora completamente inaccessibile.

Alcune immagini trapelate negli ultimi giorni hanno alimentato ulteriori timori: il cantiere appare ancora lontano dalla conclusione.

Allenamenti di pattinaggio: tempi strettissimi

Le difficoltà non riguardano solo Santagiulia.
Al Forum di Assago, la pista destinata agli allenamenti del pattinaggio di figura, prevista sotto una struttura temporanea, è anch’essa in ritardo. Le prime sessioni ufficiali sono fissate per sabato 31 gennaio, a meno di due settimane di distanza.

Il margine di errore è praticamente nullo.

Le strutture temporanee: luci e ombre

Diversa la situazione per gli impianti temporanei di Rho Fiera:

  • la pista per il pattinaggio di velocità su pista lunga viene descritta come un piccolo gioiello,
  • quella per l’hockey ghiaccio appare invece più essenziale, forse troppo.

Cortina promossa, ma restano lavori da chiudere

Olimpiadi

A Cortina, il nuovo tracciato per bob, skeleton e slittino, al centro di polemiche durante la costruzione, ha superato positivamente i test sportivi.
Restano però da completare:

  • le tribune,
  • alcune finiture esterne.

Anche il rinnovato Palaghiaccio, sede del curling e simbolo dei Giochi del 1956, è ormai alle battute finali, con lavori concentrati su arredi e decorazioni.

Viabilità e cantieri, il vero nodo dolomitico

Nella Perla delle Dolomiti, a destare maggiore preoccupazione sono soprattutto le opere infrastrutturali legate a strade, gallerie e varianti di viabilità.
Un tema distinto dall’impiantistica sportiva, ma cruciale per la riuscita complessiva dell’evento.

Le altre sedi: situazione sotto controllo, ma senza margini

A Livigno, dopo i dubbi iniziali sulla qualità dell’innevamento artificiale per snowboard e freestyle, i timori sono rientrati.
A Bormio, sede dello sci alpino maschile e dello sci alpinismo, è arrivato il via libera degli emissari olimpici.

A Predazzo sono stati risolti i problemi di sicurezza del trampolino.
Resta invece qualche ritardo a Tesero, dove le strutture temporanee – tribune, ski room e lounge per gli atleti – non sono ancora complete, come emerso anche durante il Tour de Ski.

Una sola certezza: il tempo stringe

Il quadro generale dice una cosa sola: la macchina organizzativa è sotto pressione.
Molti cantieri sono vicini alla conclusione, altri richiedono una vera e propria volata finale.

Milano-Cortina si avvicina.
E per l’Arena Santagiulia, come per altri impianti chiave, ogni giorno perso pesa come un macigno.