Varela e Forson, Monza d'assalto in Coppa Italia: 3-0 all'Avellino e ottima prova di squadra
Idee, corsa e intensità: la squadra di Juric stende la formazione irpina degli ex Nesta e Izzo. Varela fa doppietta, Forson cala il tris.
"Agosto, moglie mia non ti conosco" dice un antico proverbio, le cui radici risalgono ai tempi dei Greci che credevano che il caldo estivo togliesse forze agli uomini.
Lo stesso non si può dire per i ragazzi di Ivan Juric, che alle alte temperature rispondono con una prestazione rovente, intensa e determinata. 3-0 netto, lapidario, meritato: il Monza vince e convince battendo l'Avellino degli ex Nesta e Izzo.
Una partita a senso unico, dominata dai biancorossi dal primo al 95° minuto, recupero compreso, contro una squadra passiva e a lunghi tratti rinunciataria. Merito di un Monza che non fa prigionieri, assecondando le idee e la filosofia del suo allenatore.
Dominare nelle due fasi è possibile, soprattutto se c'è disponibilità e predisposizione da parte di tutti gli effettivi, coinvolti e centrali nelle logiche del gioco. Mout è l'artista del centrocampo: movenze alla Dybala, qualità eccelse e grande capacità di regolare il ritmo, consolidando il possesso e verticalizzando per i compagni. Al suo fianco la mediana trova la forza fisica, i muscoli e il dinamismo di Foe Ondoa, uomo di sostanza che fa filtro e guida le transizioni.
Nel calcio moderno tempo e spazi sono essenziali: due principi che diventano una sola cosa, come insegna la scuola olandese (Cruijff in primis) e le filiazioni successive, su tutte quella spagnola (Guardiola, Xavi, Fabregas).
Ma prima ancora c'era il Barone Liedholm, ex Monza, il quale sosteneva che “se la palla ce l'abbiamo noi, gli avversari non possono segnare”.
Ed è quello che accade al Brianteo, con i biancorossi che interpretano perfettamente la filosofia e si calano con umiltà nel contesto. Senza supponenza, ma con spirito di sacrificio, piglio proattivo e divertimento.

Un Monza bello e convincente
Il 3-4-2-1 è fluido, gli automatismi sono efficaci, la vocazione è costantemente votata all'attacco. Le radici del nuovo calcio biancorosso (che con Radice puntava al pressing a tutto campo) affondano nel DNA di Juric e non ammettono compromessi: pressione, riaggressione, braccetti alti e a supporto degli esterni, assetto gasperiniano uomo su uomo, reparti compatti e raccolti, giro palla, recupero rapido, transizioni veloci e attacco alternato a seconda delle situazioni di gioco (manovrato, anche dal basso, e diretto sulle uscite degli avversari).
Se qualcosa manca, il meccanismo si inceppa, ma se gli ingranaggi sono oliati, il sistema funziona benissimo.
Le due pedine a supporto della punta, nello specifico Cutrone e Varela, si alternano lavorando, di fatto, da trequartisti veri: uno si accentra, l'altro sostiene il 9. Che di nome fa Gustavo e di cognome Varela, classe 2005, attaccante lusitano cresciuto nelle giovanili di Sporting Lisbona, Paok e Benfica.
Nel primo tempo mostra subito le sue credenziali: farsi trovare nel posto giusto al momento giusto. Sinistro in area (deviato) a bucare Martinelli, tap-in di destro su assist illuminante di Cutrone (che fa il 90% del gol): doppietta all'esordio ufficiale e presenza costante nella manovra biancorossa, sia nel legare il gioco sia nel guidare la prima pressione.
Il comandamento è quello di fare e non di speculare, provando sempre a trovare la via del gol e mettendo in difficoltà gli avversari.
Forson cala il tris su altro assist di Cutrone, che non ha solo il 10 ma gioca da 10, al termine di un'azione da manuale, tutta di prima e orchestrata a meraviglia. Tante le occasioni per arrotondare lo score, un gol annullato a Cutrone e molti spunti positivi sotto ogni aspetto.

Ottima prova, ma la rosa va completata (e in fretta)
La difesa non corre pericoli, con Thiam inoperoso; il centrocampo è ordinato e solido; l'attacco intraprendente e vivace. È un Monza che stupisce e impressiona, il migliore nei trentaduesimi di Coppa Italia degli ultimi anni, con idee chiare e un notevole controllo del match, ma è anche un Monza “corto” (l'infortunio di Pessina pesa parecchio) che, al netto dell'ottima prova, deve ancora completare la rosa, tra acquisti e cessioni, per essere competitivo e lottare per il suo obiettivo: la salvezza.
Appuntamento sabato 22 agosto alle 18.30, stadio Meazza: l'esordio del Monza passa da San Siro contro l'Inter campione d'Italia.
Andrea Rurali



