Il successo di ieri sulla Virtus Entella ha consentito al Monza di Paolo Bianco di beneficiare della certezza di trascorrere una notte quale solitaria capolista in Serie B. Non accadeva da mesi, il che è già una buona, anzi, un’ottima notizia. E, soprattutto, non era una cosa certa e nemmeno probabile all’inizio di stagione, dopo il disastroso campionato scorso in cui ogni entusiasmo era finito sotto i tacchi di tutto l’ambiente. 

Eppure, c’è sempre chi ha qualcosa da dire, qualcosa da recriminare, chi trova un appiglio per criticare. Gli eterni insoddisfatti. Io mi tengo stretto una classifica che dice che il Monza viaggia alla media di circa 2,11 punti a partita. Media che, se proiettata sull’intero campionato, garantirebbe ai biancorossi di arrivare a 80 punti a fine torneo.

Detto questo, ogni valutazione sulla gara con i liguri di Chiappella è lecita. Primo tempo così così, ripresa dominata da Pessina e compagni in lungo ed in largo. Qualcuno, sempre critico, sostiene che quelli bravi vengono sempre fatti partire dalla panchina e che Bianco sbagli sempre la formazione iniziale. Non sono per nulla d’accordo. 

Ma, se anche fosse vero, devo dire che le “letture” di Bianco a gara in corso consentono quasi sempre di correggere gli errori e raddrizzare il risultato. Il che non è poco. Mi sono fatto un’idea del tutto particolare su questo tema. L’abbondanza quantitativa e qualitativa dell’organico del Monza è un’arma a doppio taglio. Se da un lato offre mille possibilità, dall’altro può creare dubbi e riflessioni oltre il limite consentito nelle scelte che il tecnico di origini foggiane deve effettuare.

Devo anche dire che l’Entella mi ha sorpreso. Doppiamente sorpreso. Se è vero che la squadra ligure ha mostrato un atteggiamento tattico molto rigido e produttivo (giocando cortissima in fase di non possesso palla) che ha imbrigliato il Monza per tutto la prima frazione di gioco, è altrettanto vero che nessuna squadra vista finora al Brianteo aveva mostrato una tale inclinazione a spezzettare il gioco con continui falli e perdite di tempo. Beneficiando della clemenza dell’ennesimo arbitraggio non parso all’altezza.

Monza, ancora una volta determinanti i cambi in corsa

Ancora una volta, come detto, i cambi in corsa sono stati determinanti. Caso è stato l’autentica spina nel fianco della difesa ligure e ha cambiato volto al match, con grandi giocate e più di un assist. E bene hanno fatto anche Alvarez e Ciurria. La squadra sta bene ed il morale è alto. Gli ingredienti sono quelli giusti per affrontare al meglio i prossimi venti giorni che possono essere determinanti per le sorti della stagione. Non si possono fare calcoli, occorre sempre cercare di ottenere il massimo. Non parliamo di traguardi, per ora accontentiamoci di quello che stiamo vivendo e che ha portato il Monza, almeno per una notte, a guardare tutti dall’alto in basso.   

Paolo Corbetta

Corbetta

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