MonzaNews in carcere per una partita speciale
Bonomi in campo a Milano-Bollate per il progetto Vite in Campo
Può un semplice campo da calcio diventare un luogo di riscatto? Alla Casa di Reclusione di Milano-Bollate è andato in scena l’evento “Vite in Campo – La Partita”, una sfida di calcio tra una rappresentativa di Fiera Milano e una squadra composta da persone detenute.
Un’iniziativa nata nel percorso avviato in occasione di Milano Cortina 2026 con l’obiettivo di utilizzare lo sport come strumento per parlare di rispetto delle regole, gioco di squadra, integrazione e reinserimento sociale.
Dalle parole dei protagonisti prima del fischio d’inizio ai trenta minuti disputati sul campo, quella vissuta a Bollate è stata una giornata nella quale il risultato sportivo è inevitabilmente passato in secondo piano.
Una giornata speciale nel carcere di Milano-Bollate
Entrare nella Casa di Reclusione di Milano-Bollate è un’esperienza che non lascia indifferenti. Il 25 settembre 2026, però, sul campo da calcio dell’istituto si respirava un’atmosfera particolare.
Da una parte la rappresentativa di Fiera Milano, dall’altra la formazione composta dalle persone detenute. In mezzo, un pallone e un progetto che punta a creare occasioni di incontro attraverso lo sport.
“Vite in Campo – La Partita” rappresenta infatti l’evoluzione di un percorso iniziato con Milano Cortina 2026 e costruito attorno a valori che vanno ben oltre il rettangolo di gioco: rispetto, responsabilità, appartenenza e capacità di lavorare insieme.
Carlo Bonomi in campo con Fiera Milano
Prima del calcio d’inizio è stato Carlo Bonomi, presidente di Fiera Milano, a spiegare il significato dell’iniziativa.
Bonomi ha partecipato alla giornata anche nelle vesti di giocatore, sottolineando come il progetto non voglia essere una semplice esibizione sportiva, ma un’occasione per trasferire attraverso il calcio alcuni principi fondamentali.
Il rispetto delle regole, il senso di appartenenza e il gioco di squadra sono elementi essenziali nello sport, ma assumono un significato ancora più forte quando vengono inseriti in un percorso di reinserimento sociale.
La partita: 5-3 per la squadra dei detenuti
Alle 11 il fischio d’inizio. Per trenta minuti il campo diventa l’unico centro della giornata.
La partita è combattuta, giocata con agonismo ma anche con grande correttezza. Al termine arriva il successo per 5-3 della squadra dei detenuti sulla rappresentativa di Fiera Milano.
Un risultato che resta però soltanto una parte del racconto.
Il valore della giornata è stato soprattutto nell’incontro tra persone che, almeno per mezz’ora, hanno condiviso lo stesso campo, le stesse regole e lo stesso obiettivo.
Il fischio finale ha chiuso la partita, ma non il messaggio dell’iniziativa: lo sport può diventare anche uno strumento di dialogo, responsabilizzazione e ripartenza.



