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C'era un tempo in cui fermarsi al bar per comprare un gelato confezionato era uno sfizio alla portata di tutti. Bastavano poche monete per concedersi un Cornetto, un Magnum o un Cucciolone durante una passeggiata estiva. Oggi, invece, davanti al classico cartellone dei prezzi molti clienti rimangono sorpresi: diversi gelati confezionati hanno ormai raggiunto o superato la soglia dei 3 euro.

Una cifra che fino a pochi anni fa sarebbe sembrata impensabile e che sta facendo discutere sempre più consumatori. Tra rincari continui e stipendi che crescono molto più lentamente, anche quello che era considerato un piccolo piacere quotidiano rischia di trasformarsi in un acquisto da valutare due volte.

Gelati confezionati sempre più cari: quanto costano oggi

Entrare in un bar significa ormai confrontarsi con listini profondamente cambiati rispetto al passato. Cornetto, Magnum, King Cone, Choc'n Ball e molti altri prodotti hanno registrato aumenti costanti negli ultimi anni.

In numerosi esercizi commerciali italiani il prezzo di diversi gelati confezionati oscilla ormai tra i 2,50 e i 3 euro, con punte anche superiori nelle località turistiche o negli stabilimenti balneari. Un rincaro che non riguarda un singolo marchio, ma coinvolge gran parte del settore.

Per molte famiglie la differenza è evidente. Acquistare quattro gelati può significare spendere facilmente tra i 10 e i 15 euro, una cifra che fino a pochi anni fa sarebbe sembrata sproporzionata per prodotti confezionati.

Il confronto con il passato è impietoso

Chi è cresciuto negli anni Novanta o nei primi anni Duemila ricorda prezzi completamente diversi. Un Cornetto costava meno di un euro, mentre un Magnum difficilmente superava 1,50 euro.

Oggi gli stessi prodotti costano quasi il doppio o addirittura il triplo. L'aumento non è stato improvviso, ma graduale: anno dopo anno pochi centesimi si sono sommati fino ad arrivare ai listini attuali.

È proprio questa progressione costante ad aver modificato la percezione dei consumatori, che oggi parlano sempre più spesso di prezzi fuori controllo.

Perché i prezzi continuano ad aumentare

Le aziende spiegano i rincari con diversi fattori.

Negli ultimi anni sono aumentati i costi delle materie prime come latte, cacao e zucchero. A questi si sono aggiunti i rincari dell'energia elettrica, fondamentale per la produzione e la conservazione dei gelati, oltre all'aumento dei costi di trasporto, degli imballaggi e della logistica.

L'inflazione ha colpito l'intera filiera alimentare e il comparto dei gelati confezionati non ha fatto eccezione.

Il problema è che gli stipendi non corrono allo stesso ritmo

Se da una parte le aziende devono fare i conti con costi produttivi più elevati, dall'altra milioni di italiani vedono il proprio potere d'acquisto diminuire.

Negli ultimi vent'anni gli stipendi italiani sono cresciuti molto meno rispetto al costo della vita. Il risultato è che anche spese apparentemente piccole iniziano a pesare sul bilancio familiare.

Tre euro per un gelato possono sembrare una cifra modesta se considerata singolarmente, ma moltiplicata per un'intera famiglia rappresenta una spesa tutt'altro che trascurabile.

C'è anche chi parla di shrinkflation

Oltre ai rincari, molti consumatori lamentano un altro fenomeno: alcuni gelati sembrano più piccoli rispetto al passato.

La cosiddetta "shrinkflation", ovvero la riduzione delle dimensioni mantenendo prezzi più elevati, è diventata uno degli argomenti più discussi anche sui social network.

Le aziende non sempre confermano una riduzione del peso dei prodotti, ma la percezione tra molti clienti è quella di pagare sempre di più ricevendo quantità inferiori.

Sempre più persone scelgono il gelato artigianale

Un altro effetto dei rincari riguarda le abitudini dei consumatori.

In molte città una coppetta artigianale costa ormai quanto un gelato confezionato, se non addirittura pochi centesimi in più. Per questo motivo c'è chi preferisce orientarsi verso il prodotto preparato in gelateria, ritenendolo più conveniente in rapporto alla qualità.

gelato

Una situazione che fino a pochi anni fa sarebbe sembrata paradossale.

Fino a dove potranno arrivare i prezzi?

La domanda che molti clienti si pongono è inevitabile: esiste un limite oltre il quale il consumatore inizierà a rinunciare al gelato confezionato?

L'impressione è che il settore stia entrando in una fase delicata. Se gli aumenti dovessero proseguire anche nei prossimi anni, il rischio è che quello che per decenni è stato uno dei simboli dell'estate italiana diventi sempre meno un acquisto d'impulso e sempre più un piccolo lusso.

Per molti italiani il problema non è soltanto il prezzo di un gelato. È la sensazione che qualsiasi bene di consumo, anche il più semplice, stia diventando progressivamente meno accessibile. E quando perfino un Cornetto o un Magnum arrivano a costare quasi 3 euro, la percezione diffusa è quella di un potere d'acquisto che continua lentamente, ma inesorabilmente, a ridursi.