Martina Sassoli
Martina Sassoli

 Nuova polemica politica a Monza, questa volta nata sui social e diventata nel giro di poche ore un duro botta e risposta tra Martina Sassoli ed Egidio Longoni.

Al centro dello scontro c’è un commento comparso dal profilo del vicesindaco, nel quale alcuni utenti vengono definiti «odiatori social». Sassoli non ci sta e chiede pubblicamente spiegazioni e scuse alla città.

La risposta di Longoni è arrivata poco dopo, direttamente sotto il post della consigliera: «Non sono io a gestire i social», ha scritto, annunciando di voler verificare quanto accaduto.

Sassoli: «Maleducazione, hackeraggio o social media manager?»

Martina Sassoli usa parole molto dure.

«Maleducazione, hackeraggio o social media manager? Inaccettabile in ogni caso: chieda scusa alla città».

Secondo Sassoli, il punto non riguarda soltanto il tono di una risposta social, ma il rapporto tra chi ricopre un incarico istituzionale e i cittadini che pongono domande o avanzano critiche.

«A Monza, a quanto pare, alle domande dei cittadini non sempre si risponde nel merito. Talvolta si preferisce archiviarli come “odiatori seriali” meritevoli di un insulto».

Il riferimento a “Lady Pattume”

Sassoli richiama poi una vecchia polemica politica che l’aveva vista direttamente protagonista.

«Il vicesindaco parla di “odiatori seriali”, ma che dire di chi ha marciato in pompa magna contro “Lady Pattume”? La critica politica vale solo quando fa comodo?».

Il riferimento è utilizzato dalla consigliera per contestare quello che considera un doppio metro nel giudicare la critica politica.

«La libertà di criticare non può essere un privilegio riservato a chi governa o a chi gli è simpatico».

«Chi gestisce davvero quel profilo?»

Da qui nasce la domanda rivolta direttamente a Egidio Longoni.

«È il vicesindaco in persona a usare questi toni, è un problema di educazione o dobbiamo sospettare un social media manager con un talento particolare per alimentare polemiche?».

Sassoli cita anche l’ipotesi di un possibile accesso non autorizzato al profilo:

«E se davvero si trattasse di hackeraggio, come sembrerebbe evocare lo stesso vicesindaco, non sarebbe il caso di chiarire una volta per tutte?».

Si tratta, va sottolineato, di interrogativi posti dalla stessa Sassoli e non di circostanze accertate.

Sassoli chiede le scuse

La consigliera porta quindi il confronto sul piano istituzionale.

«Fare il vicesindaco comporta qualche responsabilità in più, non qualche diritto in più. E i cittadini non diventano “odiatori seriali” solo perché fanno domande scomode».

E conclude con una richiesta esplicita:

«Ora chiediamo formalmente a Egidio Longoni di chiedere scusa alla città».

Longoni risponde: «Non sono io a gestire i social»

La replica non si è fatta attendere.

A stretto giro, proprio sul profilo Facebook di Sassoli, Longoni ha scritto:

«Non sono io a gestire i social. Ti ringrazio dei complimenti. Può essere. Devo dire a chi cura il mio profilo di stare attento soprattutto nei confronti degli odiatori social, quasi sempre gli stessi peraltro, che si prendono risposte piccate».

Una risposta che apre quindi un ulteriore elemento della vicenda: il vicesindaco sostiene di non gestire personalmente il proprio profilo e chiama in causa chi si occupa della comunicazione social.

Adesso la questione diventa politica

Il caso, partito da un commento online, rischia così di trasformarsi nell’ennesimo terreno di scontro tra maggioranza e opposizione.

Resta da chiarire chi abbia materialmente scritto il commento contestato e se arriveranno ulteriori spiegazioni da parte di Longoni.

Sassoli, dal canto suo, ha già fissato il punto politico della vicenda: per chi ricopre un ruolo istituzionale, sostiene, anche una risposta sui social non può essere considerata un dettaglio.