Metropolitana M5
Metropolitana M5

Monza guarda al futuro della mobilità con aspettative alte e una storia lunga fatta di rinvii, annunci e confronti politici. Il tema del trasporto pubblico continua a occupare un ruolo centrale nel dibattito cittadino, soprattutto quando si parla di collegamenti strategici con Milano e l’area metropolitana.

Negli anni, il progetto della metropolitana è diventato un simbolo di sviluppo possibile, ma anche di complessità amministrative e finanziarie. Ogni passaggio istituzionale viene osservato con attenzione, così come le parole di chi governa e di chi vigila sul percorso.

In questo contesto, il confronto tra istituzioni locali e regionali si fa sempre più acceso, tra prudenza, realismo e prospettive a lungo termine. La mobilità a Monza resta una questione aperta, capace di intrecciare tecnica, politica e aspettative dei cittadini.

Paolo Pilotto
Paolo Pilotto

Metro M5 a Monza e cronoprogramma cantieri: le parole di Pilotto

Il sindaco Paolo Pilotto, intervistato da Il Cittadino, ha spiegato che il progetto del prolungamento della Metro M5 a Monza «non è più sui tavoli dei tecnici del ministero delle Infrastrutture guidato da Matteo Salvini»: pochi giorni prima di Natale, infatti, «i funzionari romani hanno girato gli incartamenti ai loro colleghi del dicastero dell’Economia che, afferma il sindaco Paolo Pilotto, dovranno “risolvere le ultime questioni”».

Il primo cittadino ha sottolineato come la questione non sia legata all’euro mancante emerso nei mesi scorsi: 

Saremo tutti attenti a non farlo diventare il granello in grado di inceppare gli ingranaggi. Sono fiducioso perché negli ultimi sei mesi, a partire dall’incontro con il ministro Salvini in cui il 27 giugno a Roma è stata confermata l’importanza di tutte le undici fermate, il territorio si è mosso in modo compatto.

Pilotto ha quindi aggiunto: 

Il Governo, la Regione e i quattro comuni interessati dalla tratta hanno condiviso con grande correttezza tutto il percorso se nel giro di qualche settimana arriverà il via libera dal Mef a marzo potrebbe essere pubblicato il bando che potrebbe essere assegnato entro la fine del 2026 alle imprese che scaveranno le gallerie sotto Bresso, Cinisello Balsamo e Monza, a partire dalla fermata Bignami di Milano.

Secondo il sindaco, dopo la firma dell’atto giuridicamente vincolante «dalla firma dei contratti all’apertura dei cantieri potrebbero trascorrere circa sei mesi». E sulla tempistica degli scavi ha ipotizzato: «Le talpe – ipotizza il sindaco – potrebbero entrare in azione attorno alla metà del 2027».

Martina Sassoli

Metro M5 a Monza e fondi: la replica di Martina Sassoli

Alle dichiarazioni del sindaco è arrivata la risposta della consigliera regionale Martina Sassoli (Noi Moderati), che ha espresso forti perplessità sul realismo del cronoprogramma

Al di là degli annunci e delle ipotesi di calendario – ha obiettato – è necessario riportare la discussione sul terreno della realtà amministrativa e finanziaria. I fondi devono essere messi sul tavolo entro il trimestre, senza ulteriori rinvii, per evitare nuove proroghe che rischiano di far slittare ancora l’intero cronoprogramma.

Sassoli ha poi richiamato una scadenza precisa: 

Ed entro dicembre scadono i termini per la presentazione dell’offerta giuridicamente vincolante: una scadenza che non può essere trattata come un dettaglio tecnico.

La consigliera regionale ha invitato Pilotto a evitare toni elettorali sul tema della Metro M5 a Monza

Dopo anni in cui, anche lui lo riconoscerà, sono in prima linea sul tema, occorre essere più realisti del re. Stiamo parlando di un’opera da quasi due miliardi di euro, che con ogni probabilità sarà oggetto di ricorsi e controricorsi – come spesso accade nel nostro Paese, Repubblica fondata sui ricorsi al Tar e al Consiglio di Stato.

Secondo Sassoli, questi passaggi rischiano di incidere pesantemente sui tempi: 

È evidente che questi passaggi allungheranno ulteriormente i tempi per arrivare all’aggiudicazione definitiva.

Cantieri M5 a Monza e tempistiche: l’invito alla prudenza

Nel suo intervento, Martina Sassoli ha ribadito la necessità di certezze finanziarie prima di parlare di cantieri: 

Se davvero si vuole aprire i cantieri nel 2027 – obiettivo già di per sé ottimistico – è indispensabile avere tutte le risorse finanziarie disponibili e certe fin da ora. Senza coperture complete e tempestive, ogni previsione rischia di trasformarsi nell’ennesimo annuncio privo di ricadute concrete.

La consigliera regionale ha infine assicurato un monitoraggio costante sul progetto:

Come ho sempre fatto, continuerò a vigilare quotidianamente e a tenere alta l’attenzione dell’assessore Terzi e della Direzione Generale Infrastrutture di Regione Lombardia, affinché il progetto non venga lasciato scivolare nell’area grigia delle attese infinite e delle scadenze mancate, come più volte accaduto.