Monza, la rosa c’è, il gioco anche. Ora serviranno fame, personalità e cattiveria agonistica
L'editoriale di MonzaTopNews dopo il pareggio esterno col Parma
Udinese, Torino in Coppa Italia e Parma. Un trittico che ha consegnato al Monza gli ottavi di finale di Coppa Italia, in programma a dicembre nella splendida cornice di San Siro contro il Milan, e il primo punto stagionale in campionato, conquistato al Tardini di Parma. Un bottino che, per quanto ancora magro rispetto al gioco espresso, racconta una squadra in crescita, seppur alle prese con non poche difficoltà sul piano fisico. A fare da contraltare, però, è arrivata un’importante iniezione di fiducia: la calorosa presentazione andata in scena giovedì scorso nel corso del FuoriGP ha restituito entusiasmo e vicinanza attorno alla squadra.
Monza, si sta proponendo una calcio offensivo, intenso e riconoscibile
Il Monza sta proponendo un calcio offensivo, intenso e, soprattutto, sempre più riconoscibile. Lo scetticismo iniziale nei confronti della rosa e della nuova guida tecnica sta progressivamente lasciando spazio a fiducia e ottimismo, alimentati da una stagione che per il club brianzolo ha già il sapore della rivoluzione e della rinascita.
A convincere, in particolare, è l’inserimento dei nuovi giovani arrivati durante il mercato. Kouadio sembra il profilo ideale per interpretare il calcio di Jurić, ben supportato da un Lucchesi sempre più solido e autorevole al centro della retroguardia brianzola. In mezzo al campo, Akinsamiro e Folorunsho garantiscono fisicità, dinamismo e un efficace lavoro di filtro. Sulla fascia, invece, Mangas ha già conquistato tutti, e non soltanto per il suo look vintage: sono già due gli assist messi a referto nelle prime tre gare giornate di campionato.
Davanti, la partenza sprint di Varela, autore di quattro reti complessive tra tutte le competizioni, è stata frenata soltanto da qualche problema fisico. Dany Mota ha risposto presente ogni volta che è stato chiamato a sostituire il connazionale, trovando anche il gol decisivo nella trasferta di Coppa Italia a Torino. E poi c’è il talento cristallino di Jay Robinson, che nell’ultima uscita ha trovato la sua prima marcatura in maglia biancorossa, accompagnandola con una serie di giocate di assoluta qualità. Un giocatore voluto fortemente da Jurić, che aveva avuto modo di osservarlo da vicino durante la sua esperienza al Southampton.
All’appello manca ancora l’argentino Zeballos, forse l’acquisto più esotico, ma anche uno dei più intriganti, di una campagna acquisti condotta dal direttore sportivo Obiang con un occhio particolare alla linea verde.
La rosa c’è. Il gioco anche. Ora serviranno fame, personalità e quella cattiveria agonistica indispensabile per conquistare la salvezza, soprattutto in un avvio di stagione condizionato anche dalla sfortuna e da un’infermeria fin troppo affollata. Il Monza, però, ha iniziato a mostrare una propria identità. E da questa dovrà ripartire per trasformare la rivoluzione in rinascita.
A cura di Andrea Lizzano di MonzaTopNews




