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L'ex difensore del Monza Marlon ha concesso una intervista a Gianlucadimarzio.com nella quale ha parlando anche della sua avventura a Monza.

Il giocatore in estate è tornato al Fluminense, il club in cui è cresciuto. “Ho deciso così per avvicinarmi al mio obiettivo. In tanti avranno pensato che l’ho fatto per stare vicino alla famiglia e agli amici, ma io voglio vestire la maglia della Selecão”.

Un ritorno al passato per Marlon, dopo 175 presenze tra Spagna, Italia, Francia e Ucraina, dopo che aveva lasciato il Brasile a 22 anni. “Delle belle esperienze con allenatori che giocano tanto la palla, come De Zerbi e Luis Enrique. Negli ultimi anni mi è mancata questa idea di gioco. Al Monza, allo Shakhtar e al Nizza sono cresciuto tanto, ma c’era uno stile differente. Qui al Flu ho ritrovato quel modo di giocare che avevo lasciato quando me ne ero andato. La gente qui vive il calcio con molta più passione. Sono molto contento. Abbiamo 3 partite a settimana e di conseguenza tanti voli, ma quando giochi spesso ti diverti, specie se vinci”.

34 partite con il Monza lo scorso anno, Marlon è stato uno dei protagonisti della prima storica salvezza del club biancorosso in Serie A e sarebbe potuto anche restare: “A maggio mi è stato chiesto se volessi continuare: c’è stato un incontro tra Galliani e il mio agente, volevano sapere se fossi disponibile a rimanere un altro anno in prestito, io gli risposi che ero felice, ma che ci avrei dovuto pensare e alla fine decisi così. Avevo una buona offerta da parte del Nizza, Napoli e Lazio si erano interessate, così come anche il Borussia Monchengladbach. Ma non mi avrebbero dato quella visibilità che cercavo”.

Un’idea di gioco diversa è invece quella di Palladino: “Ricorda Gasperini ed è molto efficace: tanta aggressività, intensità e tecnica. È un allenatore di prospettiva, sta facendo bene, ma ha ancora tanti margini di miglioramento”. E tra gli ex compagni del Monza ce n’è uno che sta sorprendendo: il Flaco Colpani: “Per essere uno che giocava poco in Serie B vederlo adesso fare così bene in Serie A può sembrare sorprendente. In allenamento si vedeva che era forte, non solo tecnicamente, ma anche mentalmente. Secondo me, prima di essere un grande giocatore, devi essere una grande persona, quello è il suo caso. Sono sicuro che farà strada”.