Mister Cevoli
Mister Cevoli

C’è un filo sottile che lega la Brianza alla Bosnia, passando per la piccola e orgogliosa San Marino. Quel filo ha il nome di Roberto Cevoli. L'ex allenatore del Monza, che ha guidato i biancorossi nella stagione 2009-2010 in Lega Pro Prima Divisione, è oggi l'ultimo tecnico italiano ad aver sfidato la Bosnia nel catino del Bilino Polje.

Oggi Commissario Tecnico della Nazionale del Titano, Cevoli ha analizzato per la Gazzetta dello Sport le insidie che attendono l'Italia di Rino Gattuso nella finale playoff di martedì. Un racconto che mescola tattica, amarcord e quel pizzico di romanticismo calcistico che solo chi ha calcato i campi della Serie C e B italiana sa trasmettere.

Il ricordo del Brianteo e la sfida ai giganti

Cevoli, che a Monza ha vissuto una stagione intensa di crescita tecnica, oggi gestisce un gruppo di veri eroi quotidiani a San Marino. "Tranne il portiere Colombo e l'attaccante Nanni, i miei ragazzi sono dilettanti. Fanno i grafici, i ragionieri, i magazzinieri. Arrivano all'allenamento dopo 8 ore in ufficio e prendono le ferie per le trasferte".

Ma nonostante il divario tecnico, la sua San Marino ha fatto tremare la formazione di Barbarez lo scorso giugno, costringendo un mostro sacro come Edin Dzeko ad alzarsi dalla panchina e infilarsi gli scarpini per evitare il pareggio.

L'inferno del Bilino Polje: "Spogliatoi al secondo piano e scale ripidissime"

L'esperienza di Cevoli a Zenica lo scorso giugno è stata un mix di fatica e orgoglio. "Abbiamo giocato con 32 gradi, un caldo asfissiante", ricorda l'ex difensore classe '68. "Lo stadio è piccolo, angusto, fatiscente. Le curve sono addosso al campo".

Ma l'aneddoto più curioso riguarda le infrastrutture, quasi a voler sottolineare l'ambiente ostile:

"Ci hanno dato uno spogliatoio al secondo piano. Per arrivarci bisognava percorrere due rampe di scale ripidissime. Per i magazzinieri, senza ascensore, è stato un calvario".

Un ambiente che a Cevoli ha ricordato un altro stadio caldissimo della sua carriera da calciatore: "Sembrava l'Ezio Scida di Crotone, dove nel 2004 vedevo la gente tifare dai balconi dell'ospedale pur di non pagare il biglietto".

Come si batte la Bosnia: "Lenti e prevedibili"

Nonostante la sconfitta di misura (1-0), San Marino ha fatto tremare la formazione di Barbarez, costringendo un mostro sacro come Edin Dzeko ad alzarsi dalla panchina e infilarsi gli scarpini per risolvere il match.

Secondo l'ex tecnico del Monza, la ricetta per Gattuso è chiara: "Sono lenti nella manovra, compassati. Noi li abbiamo messi in difficoltà con il pressing alto" e sottolinea quali sono i pericoli maggiori: Oltre all'eterno Dzeko, Cevoli segnala il giovane Alajbegovic: "Corre, dribbla, usa entrambi i piedi. Va tenuto d’occhio".