Quelle grandi cisterne verdi comparse a Monza: cosa sono e perché se ne parla
Grandi strutture verdi sono comparse in diverse zone di Monza: contengono filtri per l’acqua potabile. HQMonza chiede chiarimenti sulla protezione.
Grandi strutture verdi sono comparse in diverse zone di Monza e non sono passate inosservate. Si trovano anche nelle aree di via Grassi-Durini, via Nievo, via Monte Bisbino e via Montecassino e hanno una funzione legata all’acqua potabile.
Si tratta, secondo quanto riportato, di impianti installati da BrianzAcque che ospitano sistemi di filtrazione a carboni attivi.
La loro presenza ha però attirato l’attenzione dell’associazione HQMonza, che chiede chiarimenti soprattutto sulla possibilità di proteggerle maggiormente e di ridurne l’impatto visivo.
Cosa sono le grandi strutture verdi comparse in città
Dietro il loro aspetto piuttosto vistoso c'è una funzione molto concreta.
Le strutture contengono filtri a carboni attivi utilizzati per il trattamento dell'acqua potabile e, secondo quanto riportato, sono presenti in corrispondenza di diversi impianti della rete cittadina.
Nel materiale vengono indicate installazioni nelle zone di via Grassi-Durini, via Nievo, via Monte Bisbino e via Montecassino.
I filtri hanno la funzione di migliorare la qualità dell'acqua attraverso la rimozione di determinate sostanze chimiche, tra le quali vengono citati anche i PFAS.
HQMonza chiede: “Non sarebbe meglio proteggerle?”
A sollevare la questione è HQMonza, che non mette in discussione l'utilità degli impianti ma si concentra sul modo in cui sono collocati.
L'associazione si domanda se strutture legate alla rete dell'acqua potabile non possano essere maggiormente protette e integrate nel contesto urbano.
Tra le possibilità suggerite ci sono schermature con cespugli o rampicanti oppure l'inserimento all'interno di strutture chiuse.
“Ci domandiamo quale grado di sicurezza offrono per vandalismi, danneggiamenti o peggio”, sostiene l'associazione.
Si tratta, è bene precisarlo, di preoccupazioni espresse da HQMonza: dal materiale disponibile non emergono segnalazioni di manomissioni né elementi che permettano di affermare che gli impianti siano effettivamente esposti a particolari rischi.
La richiesta di chiarimenti a BrianzAcque e Comune
La portavoce dell'associazione, Isabella Tavazzi, chiede ora rassicurazioni sia a BrianzAcque sia al Comune di Monza.
“Siamo sorpresi, perché BrianzAcque è di regola attenta all'ambiente e alla qualità della città”, afferma Tavazzi.
La richiesta è capire se le strutture resteranno nella configurazione attuale oppure se siano previste successivamente opere per schermarle o inserirle diversamente nel paesaggio urbano.
Una domanda alla quale, sulla base del materiale disponibile, non abbiamo ancora una risposta.
Nessun allarme, ma una domanda sull'inserimento in città
La presenza delle strutture ha quindi due aspetti distinti.
Da una parte c'è la loro funzione tecnica, collegata al trattamento dell'acqua potabile. Dall'altra c'è la questione sollevata da HQMonza su protezione e inserimento degli impianti negli spazi cittadini.
Non risultano, sulla base delle informazioni disponibili, problemi alla rete o episodi di danneggiamento legati a queste installazioni.
Resta invece aperta la richiesta dell'associazione: capire se l'aspetto attuale sia definitivo oppure se siano previsti ulteriori interventi attorno alle strutture.
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