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Foto Buzzi
Foto Buzzi

Il mondo del calcio si sa, spesso è ingiusto e decide di dare appellativi e sentenze affrettate sui calciatori, alcune volte perché lasciano una big, altre perché non dimostrano sempre il loro valore in campo. Questo è quello che è successo a Roberto Gagliardini dopo l’Inter, dato per “bollito” da chi ama giudicare, solo perché non rientrava più nei piani di un grande club. 

Gagliardini ha accettato il Monza con entusiasmo e voglia di far ricredere tutti, perché il calcio è imprevedibile, perché non importa per quante volte ti faccia sentire al top, può capitare che decida improvvisamente di calare il sipario del palco principale e quindi bisogna continuare a lavorare sodo e sgomitare per tornare su un altro palcoscenico, comunque prestigioso. Un nuovo pubblico, nuove emozioni, un nuovo percorso per smentire sentenze ingiuste. Presenza fissa nello scacchiere di mister Palladino già dalla prima partita in biancorosso, Roberto ha dimostrato personalità e una leadership che può solo far bene al gruppo.

Probabilmente il suo temperamento è influenzato dalle sue origini siciliane da parte di madre, il fuoco negli occhi di chi vuole riprendersi la scena. Il pari di Lazio-Monza porta la sua firma dopo una perfetta azione corale, ma già dall’inizio del campionato si è reso protagonista non solo nella sua aerea di competenza ma proponendosi anche in avanti cercando il gol più volte. 

Tra gli appellativi e soprannomi preferiti, per Roberto c’è sicuramente “Duracell”, dato dal padre proprio per la sua instancabile energia, la stessa che mette in campo accompagnata dalle doti tecniche. Nasce a Dalmine e si forma calcisticamente nelle giovanili dell’Atalanta, ambiente dove prima di diventare calciatore, impari a diventare uomo. La chiamata in prima squadra nel 2013 e dopo una serie di trasferimenti firma nel 2017 con l’Inter esaudendo il sogno della vita: giocare in un grande club. 

Al suo arrivo in biancorosso mister Palladino fu chiaro: “Roberto va a duemila all’ora. Sono contento che sia accompagnato da un po’ di diffidenza, farà ricredere molti. Prima del suo arrivo ho voluto conoscerlo e mi è piaciuto. Lo faccio sempre, per assicurarmi che i nuovi siano uomini giusti per il gruppo'. Un gruppo che risulta dentro e fuori dal campo solido e affiatato, in cui i nuovi arrivati, sono preziosi tasselli di un puzzle, magistralmente posizionati da tecnico e staff. 

Il Monza per Gagliardini è quel libro che profuma di nuovo, che ti avvolge in una nuova esperienza e ti fa sperare nel lieto fine. 

 

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