C'è chi diventa un simbolo della città senza cercare visibilità, semplicemente attraverso i gesti quotidiani. È il caso di Mohamed Salah, conosciuto da tutti a Monza come "Mimmo l'Egiziano", storico custode del quartiere Cazzaniga e punto di riferimento per residenti e commercianti. Da oltre trent'anni vive in città e si è distinto per il suo straordinario senso civico, contribuendo in numerose occasioni a sventare furti e a collaborare con le forze dell'ordine. Un impegno costante che gli è valso la stima dell'intera comunità e, nel 2026, il prestigioso Giovannino d'Oro, la massima benemerenza civica assegnata dal Comune di Monza a chi si distingue per il bene della collettività.

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Ecco l'intervista concessa ai microfoni di Monza-News.

Giovannino d'Oro

L'emozione del Giovannino d'Oro e la dedica alle forze dell'ordine

- Il Giovannino d'Oro arriva dopo una vita spesa per gli altri. Che effetto le ha fatto ricevere questa notizia?

A dire il vero non ci credevo, ero molto emozionato e felice, ora la sera quando mi siedo fuori, la gente passa e mi fa gli auguri, dopo tanti anni di sacrifici a controllare il quartiere sento di averlo meritato


- Se potesse dedicare questo riconoscimento a una persona, chi sceglierebbe e perché?

Dedico tutto alle forze dell'ordine, perché appena li chiamo sanno già che ho intercettato qualcosa che non va, e loro arrivano subito


- Oggi molti giovani stranieri arrivano in Italia con sogni e difficoltà simili alle sue. Che consiglio darebbe loro?

Il mio consiglio è quello di venire qui, non pretendere tanto, lavorare e comportarsi bene, altrimenti non sei il benvenuto. Mi piacerebbe fosse così perché è quello che ho fatto io; seminare per poi raccogliere.

I 41 arresti, gli inseguimenti e il senso del dovere


- Dei 41 arresti che ha contribuito a far effettuare, quale episodio non dimenticherà mai?

Un giorno ho seguito una banda; stavo facendo un giro con la macchina quando da in fondo alla via ho visto sbucare 3 persone, così ho iniziato a inseguirli con la mia macchina e per tutto l'inseguimento sono stato in chiamata con la Polizia, che mi chiedeva di non smettere di inseguirli. Mi hanno portato fino a Giussano, su una collinetta, dove c'era una casa da cui sono usciti quattro grossi uomini , per fortuna in quel momento sono arrivati i Carabinieri.

Com'è cambiata Monza negli occhi di Mimmo l'Egiziano

- Dopo più di trent'anni nello stesso quartiere, come è cambiata Monza?

Io mi sento fortunato perché lavoro in zona Villa Reale, dove la sera fanno gli spettacoli nei giardinetti. Anche il centro di Monza il sabato e la domenica è sempre pieno di gente e di fiere con bancarelle, sono molto fortunato ad avere vissuto queste zone che sono rimaste sempre belle.

La paura, la famiglia e l'amore per il quartiere Cazzaniga

- Ha mai avuto paura di non tornare a casa?

Con questo lavoro riesco ad aiutare la mia famiglia, quindi vado avanti su questa strada senza paura, come mi piacerebbe fare per sempre; amo il mio lavoro, la mia gente e il mio quartiere.

- Quale è stato l'episodio più pericoloso della sua vita?

Non ho un episodio pericoloso che ricordi particolarmente in quanto ne ho vissuti tanti, ma la cosa più importante è che quando vedo qualcosa che non va chiamo subito le forze dell'ordine, e da lì si risolve tutto. Per fortuna mi è sempre andata bene.