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Il Punto di Paolo Corbetta - Un Monza con una forte matrice italiana, come nei diversi Milan di Berlusconi e Galliani

Scritto da Paolo Corbetta  | 

Lo spunto per la riflessione me lo ha fornito nei giorni scorsi una comunicazione dell’Ufficio Stampa dell’AC Monza, sempre puntuale nel dare rilievo a dettagli che possono sfuggire. La squadra biancorossa è quella che conta più minuti giocati da calciatori italiani di tutta la serie A. Ed anche gol e assist di matrice italiana vedono il Monza ai vertici nella speciale classifica. Le scelte fatte la scorsa estate nella costruzione di questa squadra sono in netta controtendenza nell’ambito della massima serie italiana, dove gli stranieri sono molto importanti e determinanti per numero, presenze e reti. A ben guardare, lo zoccolo duro di giocatori italiani è una costante fissa nella visione del calcio che piace a Berlusconi e Galliani. Il Milan degli olandesi, quello di Gullit, Van Basten e Rijkaard, non sarebbe stato lo stesso se la difesa quasi insuperabile non fosse stata composta dagli italianissimi Tassotti, Costacurta, Baresi e Maldini. Così come altre versioni della squadra rossonera, in cui la componente italiana fu determinante per arrivare a certi traguardi. Penso ad esempio al Milan allenato da Ancelotti, in cui Shevchenko, Kakà e Seedorf erano gli stranieri di maggior grido in una squadra in cui lo spirito vincente era rappresentato da Maldini, Nesta, Ambrosini, Pirlo, Gattuso e Inzaghi. Nomi, questi ultimi, che non ho citato a caso. Perché proprio questi sei grandissimi giocatori e personaggi sono i protagonisti di quello stupendo video proposto da DAZN dal titolo “Stavamo bene insieme“, la cui visione fa comprendere molto del perché quella squadra e quegli uomini caratterizzarono un’epoca vincente anche per la Nazionale. Il servizio è davvero coinvolgente, perché i sei protagonisti si ritrovano a ricordare i momenti salienti di quel quinquennio che va dal 2003 al 2007 in un’atmosfera magica, seduti su una pedana collocata nel cerchio di centrocampo di un San Siro deserto e in versione notturna. La frase che riassume lo spirito che ha caratterizzato quel gruppo viene pronunciata nel finale da Ambrosini, che del video è stato un ideatore e a cui è stato affidato il ruolo di narratore: “Noi non saremmo stati noi senza il Milan, ma quel Milan non sarebbe stato quel Milan senza di noi”. Che bello se il Monza molto italiano potesse beneficiare dello stesso spirito e della stessa tenacia di quel gruppo vincente. Paolo Corbetta