fresenius kabi

Due valori oltre i limiti consentiti negli scarichi industriali e una nuova diffida. È quanto emerge da un provvedimento dell'Ufficio d'Ambito di Monza e Brianza nei confronti di Fresenius Kabi iPSUM, azienda farmaceutica con uno stabilimento in via Boito 13, nella frazione Taccona di Muggiò. L'atto, pubblicato il 28 ottobre 2026, riguarda i risultati delle analisi effettuate sulle acque reflue destinate alla pubblica fognatura.

Il documento è il punto di partenza di una vicenda più articolata. Consultando lo storico dell'albo pretorio dell'ATO, emergono infatti altre quattro diffide nei confronti dello stesso stabilimento, una per ogni anno dal 2022 al 2025. Cinque provvedimenti in cinque anni, relativi sia al superamento dei limiti negli scarichi sia al mancato rispetto di specifici adempimenti amministrativi e tecnici.

I risultati delle ultime analisi

L'ultimo controllo risale al 1° ottobre 2026, quando il personale incaricato dal gestore del servizio idrico ha effettuato un sopralluogo con campionamento delle acque reflue. I risultati, riportati in due rapporti di prova del 13 ottobre, hanno evidenziato concentrazioni superiori ai limiti previsti per due parametri.

fresenius kabi

Nel pozzetto dei reflui industriali PC2 è stata riscontrata una concentrazione di azoto nitrico pari a 39,9 milligrammi per litro, rispetto al limite di 30. Nel pozzetto finale, prima dell'immissione nella fognatura pubblica, i cloruri hanno raggiunto 1.340 milligrammi per litro, contro il limite di 1.000.

L'ATO ha quindi emesso la diffida numero 196/2026, chiedendo all'azienda di rispettare i valori autorizzati. Entro 20 giorni dalla notifica del provvedimento dovranno essere comunicate le possibili cause dei superamenti e le eventuali misure correttive adottate. Entro 60 giorni dovranno inoltre essere trasmesse nuove analisi che dimostrino il rispetto dei limiti.

I precedenti dal 2022: cosa raccontano i documenti

L'esame degli atti precedenti aggiunge un elemento importante. Nel settembre 2022 l'ATO aveva già diffidato l'azienda per alcuni adempimenti previsti dall'autorizzazione ambientale, tra cui la predisposizione di idonei pozzetti di campionamento e la trasmissione della documentazione relativa alla rete degli scarichi.

Nel settembre 2023 era arrivata una nuova diffida, questa volta in seguito a un campionamento nel quale erano stati rilevati valori superiori ai limiti per pH, azoto nitrico e azoto nitroso. In particolare, l'azoto nitrico aveva raggiunto 120 milligrammi per litro, quattro volte il limite di 30.

Un ulteriore provvedimento era stato pubblicato nell'aprile 2024. Le analisi su un campione prelevato nel gennaio precedente avevano rilevato, tra gli altri parametri, 597 milligrammi per litro di idrocarburi totali a fronte di un limite di 10, oltre a superamenti relativi a pH, COD, solidi sospesi, azoto nitrico e grassi e oli.

Nell'agosto 2025 l'ATO era tornato a contestare adempimenti tecnici e documentali, riguardanti i pozzetti di campionamento e la planimetria della rete fognaria.

Cosa succede adesso

La nuova diffida non comporta automaticamente la sospensione dell'attività produttiva. Nel provvedimento del 2026, l'ATO precisa però che, in caso di mancato adeguamento e di reiterate violazioni, potrà procedere alla sospensione o alla revoca dell'autorizzazione secondo quanto previsto dalla normativa ambientale.

La documentazione pubblicata non consente di ricostruire l'esito definitivo di ciascuna delle precedenti diffide né di stabilire se l'azienda abbia già adottato interventi correttivi dopo l'ultimo controllo. I cinque provvedimenti, inoltre, non riguardano tutti la stessa contestazione.

Va chiarito anche un altro aspetto: le irregolarità rilevate riguardano le acque reflue industriali scaricate nella rete fognaria, non l'acqua potabile distribuita ai cittadini. Dagli atti esaminati non emergono elementi sufficienti per affermare che vi siano state conseguenze sanitarie per la popolazione.

Resta ora da verificare quali interventi siano stati effettuati dall'azienda e quali siano gli esiti dei successivi controlli, chiamati ad accertare il rispetto delle prescrizioni ambientali.