Papu Gomez guarda avanti: ho ancora voglia di calcio
Gomez, la confessione: «Dal buio dopo il Monza al sogno Padova, ecco come rinasco»

Alejandro "Il Papu" Gomez è pronto a riprendersi il suo posto nel mondo del calcio. Dopo la squalifica per doping, i mesi dolorosi passati lontano dal rettangolo verde e il recente intervento chirurgico alla caviglia, il fantasista argentino vede finalmente la luce in fondo al tunnel.
L'ex trequartista del Monza, arrivato in Brianza nell'autunno del 2023 prima che la scure della squalifica si abbattesse sulla sua carriera, ha rilasciato una lunga e toccante intervista alla Gazzetta dello Sport. Un racconto a cuore aperto che traccia la rotta verso il suo imminente ritorno in campo, con la maglia del Padova.
Il piano di recupero tra sacrifici e chilometri
L'ex campione del mondo sta spingendo al massimo per farsi trovare pronto all'inizio della preparazione estiva, fissata per il prossimo 10 luglio. Un recupero che procede attraverso un intenso programma di lavoro a Bologna. Gomez ha spiegato alla Gazzetta dello Sport di fare duecento chilometri al giorno per curare, all’Isokinetic, la caviglia che ha dovuto ripulire a marzo a causa degli osteofiti. Il fantasista ha confessato che non ne poteva più di giocare infiltrato e che, dopo un mese e mezzo di terapia conservativa, non riusciva nemmeno a correre. Un sacrificio quotidiano che testimonia la sua fame di calcio e la voglia di non arrendersi davanti agli ostacoli.
Il dramma della squalifica e la notte che ha cambiato tutto
Il passaggio più doloroso dell'intervista tocca inevitabilmente la squalifica per doping, una vicenda che ha interrotto bruscamente la sua avventura con il Monza e che ha segnato profondamente il suo percorso umano e professionale. L'argentino è tornato sulle circostanze della positività, descrivendole quasi come la trama di un film: la tosse nella notte, la medicina presa dal figlio e il controllo a sorpresa il giorno successivo. Di fronte a questo scherzo della vita, Gomez ha cercato una reazione positiva, dicendosi che doveva capitare e che, dopo un errore, l'obiettivo è diventare una persona migliore.
La solitudine nel circo del calcio e la fine delle illusioni
La squalifica non ha portato solo lo stop forzato, ma ha anche fatto terra bruciata attorno all'argentino, svelando la faccia più cinica del mondo del pallone. Il Papu ha raccontato la solitudine vissuta in quel periodo, spiegando che in un ambiente pieno di ego e di show, quando tutto va bene si è circondati da quelli che lui definisce gli amici del campione. I mesi difficili, tuttavia, hanno avuto il merito di fare chiarezza, permettendogli di capire chi c’è davvero e quali sono le persone vere sulle quali può contare.
Il pensiero del ritiro e il muro della burocrazia
Ci sono stati momenti di buio pesto in cui Gomez ha pensato di lasciare definitivamente il calcio, soprattutto a causa di una sentenza definitiva particolarmente dura da accettare. La delusione più grande è arrivata quando ha cercato alternative per rimanere nel settore. Il calciatore ha confessato di aver pensato di mettersi a studiare per fare il corso da allenatore o da procuratore, ma gli è stato impedito perché sospeso per doping. Per il Papu si è trattato di una vera follia: un sistema che, invece di aiutarti, ti taglia fuori da tutto quello che sai fare, trattandoti come se fossi un malato.
La rinascita psicologica grazie al supporto di Linda
Se il Papu è pronto a rimettersi gli scarpini per iniziare la nuova avventura a Padova, il merito è soprattutto della sua famiglia e del percorso psicologico intrapreso. Un contributo fondamentale è arrivato dalla moglie Linda, definita dal calciatore come una persona avanti di anni, che studia psicologia e ha frequentato un corso di coaching mentale. Gomez ha concluso ricordando che quando si cresce insieme e ci si conosce da più di vent'anni, la routine rischia di farti dimenticare chi hai vicino, ma è proprio nei momenti bui che si comprende il reale valore della persona che ti accompagna nella vita.



