I tre punti di Carrara hanno un peso fondamentale, non solo per la classifica, ma perché la vittoria allo Stadio dei Marmi è arrivata in uno stadio dove i biancorossi non avevano mai vinto e tra l’altro in un campo sintetico, fattore che ha sempre dato noie alla squadra di mister Bianco. Sfatati questi tabù,  la consapevolezza sarà diversa e bisognerà affrontare tutte le altre partite sempre con la giusta concentrazione per raggiungere gli obiettivi sperati.


Venerdi all’U-Power Stadium arriverà la Virtus Entella, squadra che ha bisogno di una vittoria per scongiurare il pericolo retrocessione e che, soprattutto, ha battuto i biancorossi nel match di andata di poche settimane fa.
Per l’occasione abbiamo analizzato la sfida con Simone Iocolano, ex giocatore di entrambi i sodalizi e che ha vinto il campionato di Serie C sia con la squadra di Chiavari, sia con il Monza allenato da Christian Brocchi.

Ecco le sue parole in esclusiva su Monza-News

Le due realtà a confronto
‘La Virtus Entella è una società formata da giovani di grandi prospettive affiancata a un gruppo di giocatori più esperti che hanno il compito di formarli e farli crescere sia dentro che fuori dal campo. La società è composta da dei dirigenti molto bravi e competenti che da oltre dieci anni stanno facendo un ottimo lavoro per questa realtà e il Presidente, col quale ho tuttora un grandissimo rapporto, lavora molto sia per la squadra che per la città. Rispetto al Monza è una società che non vuole fare il passo più lungo della gamba e questo fa sì che la squadra si accontenta di ottenere la salvezza in Serie B. Posso dire che, avendolo vissuto, il fattore Stadio è determinante.  Dall’altra parte il Monza, che invece è nelle zone alte della classifica, non deve assolutamente sottovalutare l’avversario, dare il massimo per ottenere i tre punti e il fatto di giocare in casa sarà un punto a favore per i biancorossi’

Le due promozioni consecutive a Chiavari e Monza
‘Io dico sempre con grande orgoglio di essere stato il primo acquisto dell’era Berlusconi-Galliani a Monza. I ricordi sono ancora molto nitidi, perché venivo da tre mesi di inattività visto il fallimento del Bari. La Serie C era iniziata in ritardo per via dei ripescaggi da fare e quando sono arrivato a Monza ho trovato un gruppo già rodato e che aveva un allenatore molto bravo come Marco Zaffaroni. Quando poi si è insediata Fininvest, la squadra, che era reduce dalla vittoria del campionato di Serie D e dal quarto posto in C l’anno precedente, non era abituata al tipo di mentalità e dal livello richiesto dalla nuova proprietà e poi, con l’arrivo di mister Brocchi ci sono state parecchie difficoltà. Io poi a gennaio sono andato alla Virtus Entella, il Monza aveva cambiato quasi tutti i giocatori e dovetti fare spazio a chi era arrivato dopo. A Chiavari comunque feci cinque gol e tre assist risultando determinante per la promozione in Serie B. Al mio ritorno a Monza ricordo che c’erano diverse squadre su di me, ma Galliani me lo disse chiaro e tondo: ‘Simone hai vinto il campionato con l’Entella, adesso devi darci una mano a vincere pure qua’. L’anno dopo infatti trovai un’intesa ottima con tutti i compagni di reparto in attacco e ci ritrovammo subito primi in classifica con un netto vantaggio sulla seconda. Quel Monza era incredibile, aveva un giocatore per ogni ruolo e tante volte mi ritrovavo in panchina perché mister Brocchi doveva comunque far giocare tutti. Peccato per il Covid, avrei preferito festeggiare in campo con i tifosi, invece mi son ritrovato a casa da solo con mia moglie incinta a festeggiare con una bottiglia di vino. Anzi due’

Il legame con il Monza Dany Mota, passando per Yildiz, Huijsen e Muharemovic
‘L’esperienza a Monza con una proprietà che aveva vinto tutto col Milan mi ha aperto molto la mente. Dany Mota l’ho avuto sia all’Entella che a Monza e posso dire che aveva e ha tuttora delle doti fisiche incredibili e non a caso è arrivato in Serie A. Deve cambiare molto a livello mentale e cercare principalmente di non accontentarsi mai, solo cosi può tornare utilissimo alla causa biancorossa. Non a caso al suo arrivo in biancorosso Galliani, che sapeva che fossimo anche compagni di stanza alla Virtus Entella mi aveva dato il compito di scuoterlo e spronarlo a dare di più e a fargli capire che a Monza si giocava per vincere e bisognava avere fame’
Dal Monza di Fininvest alla Juventus: ‘L’esperienza alla Juventus mi ha aperto ulteriormente la mente e credo di aver portato anche io un valore aggiunto a giocatori che oggi sono dei veri e propri fenomeni. Yildiz aveva delle doti incredibili e la mentalità da campione, cosi come Dean Huijsen che oggi è al Real Madrid e soprattutto Muharemovic, che è un giocatore e una persona incredibile e sono convinto che prima o poi andrà in una Big. Dispiace molto per Barrenechea, che gioca all’estero, ma posso anche farti il nome di Soulè che oggi gioca alla Roma ma anche quello di Miretti che oggi gioca spesso titolare con Spalletti. Sono tutti giocatori che ho accompagnato sia in campo che fuori e che dentro la loro crescita hanno una piccola percentuale mia’

Presente, futuro e…passato
‘Ad oggi gioco in Eccellenza alla Druentina. Mi sono avvicinato a casa dopo aver girovagato l’Italia per molti anni e sono felice della scelta fatta. Quest’anno lottiamo per la salvezza, ho due anni di contratto con i piemontesi e mi piacerebbe continuare a giocare, o vivere lo spogliatoio fino a quando il fisico me lo permette’
Guardando il Monza dalla parte dell’avversario: ‘Non è mai facile per gli altri giocare contro il Monza al Brianteo: con il Bassano vinsi una volta facendo anche gol, mentre nel 2015 ci giocavamo la promozione diretta col Novara e il pallone non voleva proprio entrare, nonostante sapevamo che il Monza era ormai spacciato. Ricordo che Pietribiasi, che fino a quel momento aveva fatto una stagione incredibile, non riuscì a ribadire a rete un cross basso e pianse per tre giorni. Alla fine in B andò il Novara e noi perdemmo pure la finale playoff contro il Como. Ancora oggi quella è una ferita aperta’

A cura di Antonio Scirtò

Iocolano
Twitter JuventusNextGen

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