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Che bello vedere che, a prescindere dalle due gare in programma oggi per completare l’undicesimo turno, il Monza si trova a poco meno di un terzo del cammino in campionato nella parte sinistra della classifica, con un margine rassicurante di punti su chi oggi è in zona retrocessione. Che bello vedere il Monza giocare bene anche quando le partite sono spigolose e difficili come quella di Verona. E che bello vedere i biancorossi vincere con i gol di due brianzoli doc come Colombo e Caldirola, per completare la giornata perfetta di un Adriano Galliani che è tanto orgoglioso della marcata connotazione territoriale della squadra della città dove è nato al pari di capitan Pessina.

Però, non possiamo dimenticare che l’ingrediente più determinante nel rendere succulento questo… “piatto” con tante componenti brianzole è il condimento in salsa napoletana che garantisce mister Raffaelle Palladino. Al Bentegodi il Monza ha vinto nettamente grazie alle sue scelte, sia quelle iniziali che quelle effettuate nel corso della partita. Dal presentare un inedito schema 4-2-3-1 che ha sorpreso il Verona, al coraggio di tenere in campo fino all’ultimo minuto di recupero quel Danilo D’Ambrosio ammonito a metà del primo tempo e fresco reduce dalla doppia ammonizione di Roma costatagli l’espulsione. Per non parlare dei cambi in corsa, tutti ben azzeccati, primo fra gli altri l’inserimento di un centrocampista come Bondo per un Colpani meno in palla del solito per dare sostanza ad una zona di campo in cui la squadra stava palesando difficoltà.

Chapeau, mister, davvero non ne hai sbagliata una. Così come stai dimostrando di non aver mai sbagliato nel credere in Lorenzo Colombo, che, gol a parte (stupendo il secondo), a Verona ha dimostrato ancora una volta di essere un lottatore nato, con caratteristiche che a Monza non si vedevano da anni. E di credere in Roberto Gagliardini, cui hai ridato fiducia in sé stesso e che hai fatto diventare un autentico pilastro di questa squadra.

Un’ultima riflessione. Sostengo da tempo che il livello medio della classe arbitrale di questi anni è davvero scadente al confronto con quella di qualche decennio prima. Ma è mai possibile che tutti i direttori di gara che arbitrano il Monza siano scarsi e prendano sempre le decisioni più strampalate? A Verona, solo per fare un esempio, D’Ambrosio è stato ammonito per un intervento su Duda (già autore in precedenza di un fallaccio su Colpani) tre secondi dopo che il giocatore slovacco aveva commesso una scorrettezza ben più grave su Pessina. Sappiamo che non rientra nello stile della società far sentire la propria voce in merito nelle sedi opportune, al contrario di come fanno altri. Ma è opportuno e premiante questo atteggiamento?

Semel in anno licet insanire, dicevano gli antichi romani. Traducibile in romano moderno con un “quanno ce vò ce vò”. Paolo Corbetta                     

 

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