Depavimentazione a Monza, cinque aree individuate dal Comune
Monza ha già rimosso 200 mq di asfalto in via Molise. Ecco le altre aree individuate e dove la depavimentazione potrebbe essere estesa.

A Monza la depavimentazione è già realtà. Il Comune ha individuato cinque aree nelle quali rimuovere superfici asfaltate non indispensabili e restituire spazio al verde e al drenaggio dell’acqua. Il primo intervento è stato realizzato in via Molise, dove il 29 novembre 2025 sono stati rimossi circa 200 metri quadrati di asfalto. La domanda, quindi, non è più se la città possa togliere l’asfalto, ma dove questa pratica possa essere estesa. E nei documenti comunali emergono già alcune possibili direzioni: parcheggi, aree produttive, spazi commerciali e altre superfici pubbliche.
Via Molise, il primo intervento di depavimentazione
Nel luglio 2024 la Giunta di Monza aveva approvato cinque interventi individuati insieme a Legambiente e agli uffici comunali: via Molise, via Santuario delle Grazie Vecchie, via Libertà, via Lucania e via Borgazzi. L'intervento diventato concreto è quello di via Molise. Qui sono stati rimossi circa 200 metri quadrati di asfalto, sostituiti con nuove superfici verdi. Gli altri quattro progetti rappresentano però una mappa interessante di possibili interventi futuri. In via Lucania, ad esempio, era previsto un rain garden, mentre in via Santuario delle Grazie Vecchie e via Libertà si puntava a trasformare porzioni di spazio non destinate al traffico. Il Comune ha inoltre sottoscritto nel marzo 2026 un Patto di collaborazione per la cura dell'area depavimentata di via Molise e delle cinque aiuole verdi collegate.
Parcheggi, aree produttive e zone dismesse: dove si può intervenire
La prospettiva potrebbe essere più ampia rispetto ai piccoli interventi già individuati. In un documento della Commissione Paesaggio del 29 giugno 2026, il Comune indica la progressiva sostituzione delle superfici impermeabili non indispensabili con pavimentazioni drenanti o semipermeabili. Tra gli spazi citati compaiono parcheggi, aree produttive, aree commerciali e spazi pubblici. È un'indicazione importante perché sposta la discussione dalle singole aiuole alle superfici più estese. Anche le aree industriali dismesse possono rappresentare un'occasione. In via Monte Albenza-via Volterra, per esempio, un piano di rigenerazione prevede la trasformazione in verde pubblico di circa 2.500 metri quadrati oggi occupati da edifici e superfici pavimentate. In via Tazzoli, invece, il recupero di un'area dismessa di oltre 10mila metri quadrati prevede la realizzazione di un nuovo parco pubblico. Non si tratta automaticamente di depavimentazione: sono interventi urbanistici più ampi. Ma proprio questi progetti possono diventare occasioni per decidere quanta superficie lasciare impermeabile e quanta restituire al terreno.
E in Brianza?
Al momento, dalle fonti istituzionali consultate, Monza è il caso brianzolo più documentato sul fronte della depavimentazione. È emerso anche il lavoro di BrianzAcque sulla deimpermeabilizzazione e sui sistemi di drenaggio urbano sostenibile, un tema strettamente collegato alla gestione delle acque piovane ma distinto da un vero programma comunale di rimozione dell'asfalto. Per capire se la pratica possa diventare una strategia più ampia per la Brianza servirebbe ora un passaggio ulteriore: verificare Comune per Comune parcheggi, piazzali, cortili scolastici, aree industriali dismesse e altre grandi superfici impermeabili. A Monza, intanto, un precedente esiste già. E la prossima domanda potrebbe essere molto concreta: quale sarà la prossima area della città a tornare permeabile?
Su MonzaNews le notizie su Monza e sulla Brianza 24 ore su 24.



