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Fa male a chi ama i colori biancorossi vedere il Monza perdere come accaduto ieri a San Siro. Non è un dramma essere sconfitti dal Milan, ci mancherebbe. Quel che fa male è vedere una squadra che entra in campo fisicamente quando viene suonato l’inno della serie A, restando però mentalmente negli spogliatoi per i primi minuti di gioco. Non riesco a inquadrare diversamente il bellissimo gol realizzato dopo 163 secondi di gioco da Reijnders, che nell’occasione mi ha ricordato quei campioni dello sci alpino quando affrontano e superano i paletti nelle gare di slalom. Peccato che i paletti fossero nella circostanza quattro giocatori biancorossi …

Col senno di poi, la partita è finita lì, neanche tre minuti dopo il fischio d’inizio. Perché il contraccolpo psicologico è stato devastante, soprattutto per una squadra che mentalmente era subito apparsa piuttosto distratta. Il Monza ha tentato di reagire, cercando di ritrovare concentrazione e capacità di reazione. Il possesso palla per buona parte del tempo antecedente il secondo gol rossonero, che ha chiuso definitivamente il match, è stato tuttavia sterile.

foto Buzzi, V. Carboni contrastato da Bartesaghi e Reijndeers

Non c’è dubbio che al Monza 2023/2024 manchi qualcuno che abbia confidenza con il gol, carenza peraltro già presente lo scorso campionato nonostante fosse però mascherata dai numerosi gol realizzati dai centrocampisti, dai trequartisti e dai difensori. Anche in questa stagione un vero bomber pare assente. Tuttavia, trovo che la caratteristica che ogni tanto venga meno alla squadra di Palladino di quest’anno sia la continuità di attenzione e concentrazione, la costanza mentale. A parte il gol subito ieri dal Milan nei primi minuti, non riesco a dimenticare che nelle due gare precedenti il Monza ha subito gol dalla Juventus immediatamente dopo aver acciuffato il pareggio al 92’. E col Genoa, pochi secondi dopo essere passato in vantaggio con la rete di Mota, ha concesso agli avversari la più ghiotta opportunità per andare in gol di tutta la partita. Chiari segnali di distrazione.

E allora, butto lì la mia ricetta. Il Monza ha bisogno quanto mai di riavere il miglior Armando Izzo, non tanto per il contributo tecnico-tattico (chi ha giocato al suo posto ha fatto quasi sempre bene), quanto per l’apporto mentale che il difensore sa dare sul piano della costanza, della concentrazione, dell’agonismo e della leadership caratteriale in campo. Non è un caso che il Monza di questa stagione sia stato sconfitto solo dalle squadre che stanno ai vertici della classifica e che, mediamente, hanno personalità e carattere in misura superiore alla media.  Paolo Corbetta                                                                                                     

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