Dove trovare i funghi in Brianza: 5 luoghi da conoscere
Da Montevecchia al Monte Barro: cinque aree della Brianza dove cercare funghi nell’autunno 2026, con regole e indicazioni utili prima di partire
Con l’arrivo dell’autunno torna uno degli appuntamenti più attesi dagli appassionati: la ricerca dei funghi in Brianza. Non serve necessariamente spingersi fino alle grandi vallate alpine. Tra Monza e Brianza, Lecchese e Brianza comasca esistono boschi e aree protette dove la presenza di funghi è documentata e dove una passeggiata può trasformarsi in una giornata da “fungiatt”.
Da Montevecchia al Monte Barro, passando per la Valle del Lambro e la Brughiera, abbiamo individuato 5 luoghi da conoscere nell’autunno 2026. Non si tratta naturalmente di una garanzia di raccolto: la comparsa dei funghi dipende dalle condizioni climatiche, dall'umidità e dal singolo ambiente, mentre all'interno dei parchi possono esistere limitazioni specifiche alla raccolta.
1. Montevecchia e Valle del Curone, uno dei riferimenti per i funghi in Brianza
Il Parco regionale di Montevecchia e della Valle del Curone, nella Brianza lecchese, è probabilmente una delle zone più interessanti per chi vuole avvicinarsi al mondo dei funghi senza allontanarsi troppo da Monza. Il motivo è soprattutto naturalistico. I boschi occupano gran parte del territorio del Parco: sui versanti più alti si incontrano rovere e roverella, più in basso farnia e carpino bianco, mentre nella parte settentrionale sono presenti estesi castagneti.
Nelle aree più umide lungo il Curone compaiono anche ontano nero e pioppo. Ma c'è un elemento ancora più significativo: il Parco dedica una sezione specifica proprio ai funghi di Montevecchia e della Valle del Curone e rimanda a un censimento micologico che comprende oltre cento schede. Tra gli esempi riportati direttamente dal Parco figurano specie appartenenti ai generi Leccinum, Armillaria e Morchella. È quindi una delle aree brianzole in cui l'interesse micologico non deriva soltanto dalla tradizione dei cercatori, ma è supportato da un vero lavoro di catalogazione.
2. I boschi di Triuggio, la soluzione più vicina a Monza
Per chi parte da Monza e dalla provincia di Monza e Brianza, una delle alternative più interessanti si trova all'interno del Parco regionale della Valle del Lambro. Il Parco segnala proprio nell'area di Triuggio la presenza di vecchi nuclei boschivi di farnia e rovere. Nel complesso, i boschi occupano circa un quarto dell'area protetta, per una superficie indicata dal Parco in circa 2.500 ettari, alternando robinia, querce, castagneti e zone più umide con ontani e salici.
L'interesse per i funghi nel Parco della Valle del Lambro è inoltre documentato ufficialmente: tra le pubblicazioni dell'ente figurano sia “I funghi & come riconoscerli” sia un volume specificamente intitolato “Alla scoperta dei funghi del Parco della Valle del Lambro”. C'è però una precauzione importante. Le regole del Parco chiedono ai visitatori di utilizzare i sentieri e i percorsi esistenti, evitando di attraversare liberamente la vegetazione. Chi cerca funghi deve quindi rispettare la sentieristica e le eventuali ulteriori indicazioni presenti sul posto.
3. Inverigo e Briosco, tra querce e boschi della Valle del Lambro
Restando nel Parco della Valle del Lambro, vale la pena spostarsi più a nord, tra Inverigo e Briosco. Sono due dei territori espressamente indicati dall'ente tra quelli che conservano aree con un buon grado di naturalità e vecchi nuclei di farnia e rovere. Inoltre, il Parco ha dedicato a quest'area uno specifico percorso geologico, naturalistico e storico che collega proprio Inverigo e Briosco, confermando il valore ambientale del tratto.
È una soluzione interessante soprattutto per chi vuole abbinare la ricerca dei funghi a una camminata nei boschi della Brianza centrale. Anche in questo caso, però, sarebbe scorretto promettere una determinata specie o un quantitativo preciso: trovare funghi non è automatico e una zona produttiva in una settimana può essere quasi vuota in quella successiva.
4. Da Meda alla Brughiera Briantea: funghi lungo il territorio delle Groane
Un'altra area da tenere d'occhio è il Parco delle Groane e della Brughiera Briantea, soprattutto nella parte settentrionale che interessa Meda e la Brianza comasca. Il dato più interessante è molto recente. Il 10 settembre 2026 lo stesso Parco ha dedicato un approfondimento alla stagione dei funghi, spiegando che tra boschi, radure e zone umide dell'area protetta si possono incontrare numerose specie. Un esemplare del genere Leccinum, comunemente associato ai nomi leccino o porcinello, è stato inoltre fotografato nei pressi del laghetto della Polveriera. Per partire dalla Brianza si può prendere come riferimento il sentiero Meda-Montorfano, itinerario che attraversa per circa 26 chilometri la Brughiera tra prati e boschi. Proprio nel 2026 il Parco ha rilanciato il valore naturalistico di questo percorso, che parte da Meda e prosegue verso la provincia di Como. Attenzione, però, alle regole specifiche delle Groane: la raccolta è vietata in alcune tipologie di area, tra cui zone di rimboschimento, scarpate, aree ricoperte da vegetazione particolarmente fitta e zone umide.
5. Monte Barro, circa 600 specie di funghi censite
Per chi è disposto ad allungare il viaggio verso l'Alta Brianza lecchese, il Parco regionale del Monte Barro, con accesso principale dall'area di Galbiate, merita un posto particolare. Qui il dato è particolarmente significativo: secondo il materiale ufficiale aggiornato del Parco sono state censite circa 600 specie di funghi in appena 665 ettari di territorio.
Sul Monte Barro opera inoltre uno specifico Gruppo micologico Monte Barro, affiliato all'Associazione Micologica Bresadola e alla Federazione Micologica Lombarda. Il Parco ha anche pubblicato un volume scientifico dedicato ai funghi presenti sul monte. L'area dispone di circa 44 chilometri di sentieri segnalati e comprende ambienti molto diversi, dai boschi ai prati e ai versanti più aridi. Più che un semplice “posto dove andare a porcini”, il Monte Barro è quindi una delle aree più interessanti della Brianza per chi vuole osservare e conoscere la biodiversità fungina.
Raccolta dei funghi in Lombardia: cosa bisogna sapere prima di partire
Trovare il posto giusto è soltanto una parte della questione. In Lombardia la raccolta è regolamentata e chi entra nel bosco deve rispettare alcune prescrizioni precise. La Regione Lombardia, nell'aggiornamento del 16 marzo 2026, ricorda che la raccolta è gratuita nella maggior parte del territorio regionale, anche se Comunità montane ed enti gestori dei parchi possono prevedere contributi e regole locali. Prima di partire è quindi opportuno verificare le disposizioni dell'area interessata. La normativa regionale prevede inoltre la raccolta dall'alba al tramonto, esclusivamente a mano.
Il limite ordinario è di 3 chilogrammi al giorno per persona, con le eccezioni previste dalla legge per le Armillaria. Non si può smuovere lo strato di humus o il terreno e i funghi devono essere trasportati in contenitori rigidi e aerati, che permettano la dispersione delle spore. Nelle riserve e nelle altre aree protette possono esistere ulteriori limitazioni, perciò la segnaletica e i regolamenti del singolo parco restano fondamentali.
Funghi trovati in Brianza? A Monza il controllo è gratuito
C'è infine una regola che vale più di qualsiasi fotografia vista online: un fungo non va mangiato soltanto perché sembra uguale a quello di una guida o di un'app. L'ATS Brianza ha confermato anche per il 2026 l'attività dell'Ispettorato micologico. Il servizio di controllo e certificazione dei funghi spontanei destinati all'autoconsumo è gratuito per i cittadini.
Il controllo è particolarmente importante perché nel territorio vengono raccolte anche specie tossiche e potenzialmente molto pericolose. ATS raccomanda di sottoporre ai micologi l'intero quantitativo raccolto e non soltanto alcuni esemplari scelti dal cestino. Per chi parte da Monza, quindi, la stagione dei funghi può iniziare a pochi chilometri dalla città. Con una condizione: il vero obiettivo non dovrebbe essere riempire il cestino, ma sapere dove si può cercare, come farlo e quando è meglio lasciare un fungo esattamente dove si trova.
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