Alessandro Bianco
Alessandro Bianco

Il destino calcistico di Alessandro Bianco sembra essere intrappolato in una sorta di ciclo che si ripete identico a se stesso, nonostante il cambio di maglia e di nazione. Il centrocampista di proprietà della Fiorentina, oggi in prestito al PAOK Salonicco, sta vivendo in Grecia una parabola che ricalca fedelmente quanto già osservato durante la sua parentesi al Monza, dove l'entusiasmo iniziale ha lasciato spazio a un’involuzione difficile da spiegare.

L'annata in biancorosso: due stagioni in una

In Brianza la sua esperienza è stata il ritratto della discontinuità, una vera e propria storia di due campionati opposti vissuti nello stesso anno. Sotto la guida del suo mentore Alessandro Nesta, che lo considerava un fedelissimo fin dai tempi della Reggiana, Bianco ha disputato una prima metà di stagione da incorniciare. In quei mesi era un giocatore da 7 pieno: dinamico, generoso e tecnicamente impeccabile, un vero e proprio motore per il centrocampo lombardo. Tuttavia, con il passare del tempo e il passaggio di consegne a Salvatore Bocchetti, il rendimento è crollato verticalmente. Quello che era un trascinatore si è trasformato in un'ombra, collezionando prestazioni da 4,5 che hanno trascinato la sua media voto finale verso una sufficienza risicata.

La scommessa greca e il rinnovo con la Fiorentina

Questa tendenza a perdersi dopo un buon inizio sembra averlo seguito fino a Salonicco, nonostante la società viola credesse molto in questo salto internazionale. La Fiorentina lo ha infatti blindato con un rinnovo contrattuale fino al 2027 prima di spedirlo in Grecia con la formula del prestito con diritto di riscatto, proprio per evitare di perdere il controllo sul ragazzo. Bianco era partito con le migliori intenzioni, dichiarando di aver superato i timori iniziali legati al carattere tipico di noi italiani, a volte un po' "mammoni" e restii a lasciare casa, e paragonando il calore della tifoseria del PAOK a quella del Napoli per passione e intensità.

Un adattamento difficile e il calo di minutaggio

Accanto a lui ha trovato anche un altro italiano, Vogliacco, recentemente prelevato dal Genoa, ma la confidenza con l'ambiente non si è ancora tradotta in continuità sul rettangolo verde. I numeri attuali raccontano infatti di un'avventura che fatica a decollare, con appena otto maglie da titolare tra tutte le competizioni e un impiego che si fa sempre più sporadico. L’ultima istantanea di questa crisi è il minutaggio raccolto nello scontro diretto contro l’AEK Atene, dove il classe 2002 è rimasto in campo per soli quattro minuti.

Un futuro da scrivere tra riscatto e ritorno

Si tratta di un segnale d'allarme chiaro che suggerisce come Bianco non sia ancora riuscito a spezzare quella sorta di maledizione della seconda parte di stagione che lo aveva già colpito a Monza. Il talento resta indiscutibile, ma il rischio concreto è che questa cronica mancanza di tenuta alla distanza possa spingere il club greco a non esercitare il diritto di riscatto, riportando il rebus del suo futuro sulla scrivania della Fiorentina già la prossima estate.