Arbizzoni: 'Noi forgiati dalla D, affrontiamo col sorriso ogni battaglia. Al Monza manca...'
In esclusiva ai microfoni di Monza-News, abbiamo incontrato Andrea Arbizzoni
In esclusiva ai microfoni di Monza-News, abbiamo incontrato Andrea Arbizzoni, figura che respira l'aria di Monza e del Monza da sempre e sotto ogni sfaccettatura. Assessore allo Sport durante il mandato della giunta Allevi, giornalista e colonna portante della Curva Davide Pieri, Arbizzoni rappresenta la sintesi perfetta tra la visione istituzionale e la passione più autentica del tifo organizzato. Un legame, il suo, che parte dai tempi bui della Serie C e culminato poi con la promozione storica in Serie A nel 2022.
Abbiamo fatto il punto sulla stagione biancorossa: dalle scelte tattiche di Paolo Bianco al nuovo corso societario targato Burdisso e Baldissoni, passando per il legame indissolubile con la curva Davide Pieri, forgiato nei fango della Serie D e che oggi lotta per tornare in Serie A.
Un’analisi lucida sia dal punto di vista sportivo, ma anche societario dopo l’amara retrocessione dello scorso anno e il successivo cambio societario che ha visto l’addio di Fininvest e l’avvento del fondo americano Becket Layne Ventures.
L'analisi sulla stagione: "Manca il cinismo contro le piccole"
"Sinceramente mi aspettavo una stagione di questo livello: l'intelaiatura della squadra è solida e Paolo Bianco è un ottimo allenatore. Tuttavia, non mi spiegavo i passi falsi contro le cosiddette 'piccole' come l’ultimo con la Reggiana, Sudtirol e, precedentemente, Entella e Spezia. Al contrario, abbiamo brillato nei big match contro Palermo e Venezia.
La rosa è stata ben puntellata con innesti del calibro di Hernani, Caso e Cutrone. La cessione di Izzo non ha inciso negativamente sulla solidità del reparto arretrato, nonostante lui sia un giocatore di categoria. Il vero nodo resta l'attacco, anche se ora vedo un Petagna rivitalizzato e un Cutrone di livello, senza dimenticare Keita. Su Dany Mota dico che nasce esterno, ma negli anni si è adattato bene a ridosso delle punte; da lui e da Colpani ci si aspetta di più: Andrea a Firenze non ha convinto e quest'anno sembra aver fatto un passo indietro."
La svolta e il ruolo della società
"La stagione era partita in salita dopo i KO con Avellino e Padova. La 'mini scossa' è arrivata proprio ad Avellino, quando noi della curva abbiamo chiesto ai giocatori, a muso duro, di svegliarsi. Da lì i risultati sono arrivati. Bianco ha ragione: ha in mano una Ferrari.
Sul piano societario, il Direttore Burdisso sta operando con grande competenza: acquisti mirati, scientifici, senza sperperare. Apprezzo molto anche l'attenzione della nuova proprietà verso il pubblico, dai mini-abbonamenti al coinvolgimento delle società sportive locali. Non abbiamo subito il contraccolpo post-Fininvest e questo mi rende fiducioso."
Il confronto: Stroppa, il Venezia e il Frosinone
"Il Venezia, come il Monza, ha un allenatore top per la categoria. Stroppa in Serie B riesce a dare il meglio, lo ha dimostrato anche da noi quando ci ha portato in Serie A. È un tecnico capace che guida un collettivo di ottimi palleggiatori.
Se facciamo un paragone tra il Monza di Stroppa e quello attuale di Bianco, le assonanze sono molte. La squadra oggi è rinforzata ma, a differenza del Frosinone (che ha una rosa tecnicamente inferiore), ci manca quel cinismo necessario per chiudere le partite. A Reggio Emilia, sfortuna a parte, bisognava vincere."
Il confronto con gli ex allenatori e l'identità ritrovata
"Preferisco non commentare le parole di Christian Brocchi al podcast ‘centrocampo’: come tifoseria non ci siamo lasciati bene e poi ognuno ha preso la propria strada. Con Stroppa, invece, il rapporto è rimasto ottimo; a Venezia è persino venuto sotto la curva a salutarci.
Un aspetto positivo della nuova gestione è che si è finalmente reciso il 'cordone ombelicale' con il Milan. Prima c'erano troppi ex rossoneri in ogni settore, dal campo alla società. Ora il management ha una linea nuova e indipendente. Anche Pessina, dopo lo scossone iniziale della retrocessione e le voci di mercato, ha ritrovato la serenità ed è pronto a guidare la scalata."
Il cuore della Curva Pieri: dalla D ai sogni di gloria
"Non mi aspettavo un seguito numerico così importante, ma l'entusiasmo dei risultati è contagioso. La Curva Pieri ha dimostrato di valere palcoscenici superiori alla stessa Serie A. Siamo quelli che c'erano nei momenti bui della Serie D, nelle trasferte a Scanzorosciate o Darfo Boario. Quei fallimenti ci hanno formato il carattere: affrontavamo tutto col sorriso, anche la sconfitta casalinga contro la Roma per 4-1…
Oggi la Curva è un fattore: Paolo Bianco ci ha ringraziato pubblicamente dopo Palermo. Peccato solo per gli orari della Lega B, che sono spesso proibitivi per i tifosi. Non si può mettere Catanzaro-Monza il giorno di Pasquetta"
Un monito per il finale di stagione
"Dobbiamo smetterla con i processi costanti. Bianco è un uomo di sport che sa gestire lo spogliatoio. Dobbiamo stringerci attorno a lui e alla squadra, remando tutti nella stessa direzione. I conti si faranno alla fine.
L'obiettivo deve essere la promozione diretta per evitare l'incognita playoff. I nostri rivali sono Frosinone e Palermo; dobbiamo trovare cinismo già dalla trasferta di Catanzaro. Infine, come lombardo, sarei orgoglioso di vedere la nostra regione primeggiare con sei squadre in Serie A: la Lombardia ha dimostrato, anche con le Olimpiadi, di saper gestire grandi palcoscenici e massima sicurezza. Sarei contento quindi che si salvasse la Cremonese e avere Milan, Inter, Atalanta, Como, Cremonese e Monza in Serie A"

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