Varela segna, ma il Monza regala troppi gol: il Napoli mette qualità e vince 1-4
Seconda sconfitta di fila per i biancorossi, che perdono al Brianteo contro i partenopei. Varela è una certezza, i gol subiti sono un problema. L'analisi.
Un celebre detto latino recita: “Errare humanum est, perseverare autem diabolicum”.
Tradotto: errare è umano, perseverare è diabolico.
Dopo la sconfitta contro il Torino, il Monza cade al Brianteo contro il Napoli, incassando quattro reti e mettendo a nudo tutte le sue fragilità.
Ma anche e soprattutto commettendo gli stessi sbagli, disattenzioni che in Serie A si pagano a caro prezzo. Sviste, ingenuità e leggerezze sono la costante di una squadra che, seppur giovane, non riesce a percepire il pericolo e subisce gol quasi ad ogni tiro in porta.
A fine gara Marco Landucci, vice di Allegri (squalificato), ha sottolineato un aspetto fondamentale nel calcio: “se il centrocampo è forte e gira bene, la squadra ne trae beneficio”. Una condizione decisiva nell'economia del gioco, perché la linea intermedia è quella che funge da ago della bilancia tra i reparti.
Alla nona giornata di campionato, il Monza fatica a trovare non solo una continuità nei risultati, ma quell'equilibrio tattico che è imprescindibile per raggiungere l'obiettivo. Una nave che imbarca acqua difficilmente resterà a lungo a galla. Al contrario, aggiustando il tiro potrà ottenere stabilità e proseguire spedita la sua crociera.

Soliti errori, solite sconfitte
Se c'è una cosa che non manca al gruppo di Juric è lo spirito e l'identità: i giocatori sono dalla parte dell'allenatore e il mister, con una visione che rifiuta speculazioni e forme primitive di barricate a oltranza, sta facendo di tutto per trasmettere idee chiare ai suoi ragazzi.
E tutto questo si percepisce dal feeling in campo e dalla voglia di divertirsi, giocando con coraggio e determinazione.
Ma il calcio si compie nel momento in cui una squadra interpreta al meglio le due fasi, con la stessa cattiveria e intensità.
Il battito del Monza è irregolare e nel suo respiro ci sono ancora troppi scompensi: nella disciplina tattica, nelle marcature preventive, nella lettura delle situazioni, nell'avvertire il rischio e nella difficoltà ad arginarlo.

Il gioco c'è, ma non basta
La bontà del lavoro non si discute: c'è e si vede, pienamente rintracciabile nel tipo di gioco espresso.
Il gioco, però, da solo non basta.
Oltre la forma conta la sostanza e contro il Napoli i biancorossi si sciolgono nella ripresa, dopo un primo tempo arrembante sotto ogni aspetto. Un calo che ripropone lo stesso copione del secondo tempo di Torino, con una formazione che perde la bussola e va sotto nel momento migliore, quando l'inerzia sembra tutta dalla sua parte. Allo stato attuale, il Monza è una squadra che capitalizza meno di quanto crea e subisce più di quanto dovrebbe: 16 gol realizzati, un buon bottino; e 22 gol subiti, tantissimi, e la peggior difesa del torneo a pari merito col Sassuolo.
Højlund apre le danze, il solito Varela - letale sotto porta - pareggia i conti al 43', poi gli ospiti dilagano e ne fanno altri tre, con Politano, Marin e De Bruyne. Dal 48' in avanti è un soliloquio del Napoli, padrone del gioco, del palleggio, del ritmo, del controllo e della misura. A incidere non è la qualità pura, ma la capacità di esercitarla con destrezza nel momento opportuno. La squadra di Allegri sale in cattedra con esperienza e autorevolezza, punendo il Monza con un passivo netto, che poteva essere più severo se Tornqvist non avesse messo la pezza in un paio di circostanze con interventi prodigiosi.
Al Brianteo finisce 1-4: un ko doloroso, foriero di rimpianti per l'ennesima occasione gettata alle ortiche per negligenza propria (e diligenza partenopea) e grande distrazione.
Fra soli tre giorni il Monza avrà la possibilità di rifarsi, anche se l'impegno sarà tutt'altro che facile. Al Dall'Ara i biancorossi sfideranno il Bologna, reduce dal colpaccio esterno a San Siro contro il Milan. Non sarà una gara qualunque perché di fronte ci sarà l'ex Raffaele Palladino, tra i migliori tecnici italiani in circolazione, che proprio in Brianza nel 2022 iniziò la sua avventura in panchina.
Andrea Rurali



