Capitan Pessina si racconta a Cattelan senza filtri: dal Monza all'Italia, tutti i temi toccati
Il capitano biancorosso tra aneddoti di spogliatoio, l'amore dei tifosi e il dolore per i Mondiali mancati: «Ti crolla un mondo».
Matteo Pessina, capitano del Monza, è intervenuto nella puntata odierna di Catteland, trasmissione in onda su Radio Deejay e condotta da Alessandro Cattelan, toccando molti temi: dal clima nello spogliatoio del Monza al rapporto con i tifosi, fino ai playoff di Serie B e alla ferita ancora aperta della Nazionale italiana, esclusa da due Mondiali consecutivi. Il capitano biancorosso si racconta con naturalezza, alternando aneddoti divertenti a riflessioni più profonde sul momento del calcio italiano.
Dietro il sorriso e le battute, emerge il profilo di un leader attento alle dinamiche del gruppo e consapevole delle responsabilità che comporta indossare la fascia da capitano. E non manca uno sguardo lucido sulle difficoltà dell'Italia e sulle sfide che attendono il futuro.

Matteo Pessina, il gruppo del Monza e il legame con i tifosi
Ospite a Radio Deejay, Matteo Pessina ha raccontato alcuni retroscena della vita quotidiana nel Monza, a partire dalla gestione degli allenamenti e dei gruppi WhatsApp dello spogliatoio.
Il capitano biancorosso ha spiegato che la convocazione ufficiale per il ritiro arriva addirittura tramite PEC: «Per quanto riguarda il ritiro, quello estivo, ti mandano la PEC. Una roba seria! Poi, ovviamente, penso la guardino in due la PEC. Io sono uno di quelli».
Accanto alle comunicazioni istituzionali, però, c'è anche il lato più umano del gruppo: «C'è il gruppo ufficiale con il team manager e i direttori, poi c'è il gruppo solo ragazzi. Ed è la cosa bella a Monza, perché in questo gruppo di ragazzi non lo cambiamo. Cioè, aumentano sempre».
Un aspetto che, secondo Pessina, testimonia il forte legame costruito negli anni: «Ci sono i ragazzi che erano a Monza cinque anni fa. Quando li incontro mi dicono: "Non togliermi mai da quel gruppo", perché tutti vogliono stare dentro. È una cosa piacevole, vuol dire che sono stati bene».
Il centrocampista ha poi dedicato parole di apprezzamento anche alla tifoseria brianzola: «C'è una bella tifoseria a Monza. C'è il gruppo storico della Curva che si muove parecchio. Poi è anche difficile oggi muoversi con i prezzi. Quindi oltre alla passione ci mettono anche dei soldi. E noi lo riconosciamo questo».
E ancora: «Comunque li senti sempre. Oggettivamente è una gran bella curva».
Serie B, playoff e il parere di Matteo Pessina
Tra i temi affrontati anche il discusso format dei playoff di Serie B, sul quale Matteo Pessina ha espresso una posizione equilibrata.
«Sicuramente questo format piace al pubblico», ha osservato il capitano del Monza, ricordando come il sistema attuale consenta anche all'ottava classificata di conquistare la promozione in Serie A.
«Ovviamente, da una parte è giusto, da un'altra parte è sbagliato. Perché è una squadra che arriva a ottava e fa 30 punti, 25 punti in meno di una terza. Però comunque tu lo sai quando inizi il campionato».
Secondo il centrocampista, dunque, il regolamento può apparire penalizzante per chi chiude nelle prime posizioni, ma resta accettabile proprio perché conosciuto da tutti fin dall'inizio della stagione.
Nazionale italiana e Mondiali, la riflessione di Pessina
Il passaggio più significativo dell'intervista riguarda però la Nazionale italiana e le difficoltà incontrate negli ultimi anni nelle qualificazioni ai Mondiali.
«Penso ci siano alcuni problemi, alcuni stiamo provando a risolverli», ha spiegato l'ex campione d'Europa. «Devo dire che è difficile perché il problema secondo me è più grosso a livello culturale di tutta la nostra nazione, non solo a livello calcio».
Allo stesso tempo, Pessina ha ribadito la fiducia nel valore del movimento: «I giocatori ci sono, gli allenatori ci sono, le organizzazioni ci sono».
Il centrocampista ha ricordato anche il paradosso vissuto dalla sua generazione: «Questo ti fa capire quanta potenzialità abbia l'Italia e i giocatori italiani e gli allenatori italiani», riferendosi al fatto che gli azzurri abbiano vinto un Europeo pur mancando poi la qualificazione ai Mondiali.
Infine, il ricordo del ko contro la Macedonia del Nord che costò all'Italia il viaggio in Qatar: «Anche per noi giocatori è stata una mazzata. Noi eravamo tutti delusi, non sai neanche cosa pensare perché eri talmente concentrato sul Mondiale che ti crolla un mondo».
E sulla necessità di reagire: «Però ti devi fare delle domande, anche noi giocatori ce le siamo fatte. Solo così puoi rialzare la testa e cercare di fare meglio».
«Io dico sempre che purtroppo nello sport e nel calcio c'è uno che vince e uno che perde. Quando sei quello che perde devi dare tutto perché vuoi essere quello che festeggia e devi invertire la rotta».



