Fiorenzo Dosso e il Monza di Alfredo Magni: la partita che cambiò tutto e diede inizio al Borussia di Brianza
Nella prima puntata dell’ultimo lavoro di Fiorenzo Dosso abbiamo ripercorso l’inizio della stagione 1974-75, le difficoltà del Monza, le dimissioni di Mario David e l’arrivo sulla panchina biancorossa di Alfredo Magni. Un avvio tutt’altro che semplice: nelle prime tre partite della nuova gestione il Monza raccoglie un pareggio e due sconfitte senza riuscire a segnare nemmeno un gol.
È proprio da quel momento che riparte il racconto di Fiorenzo. Al Sada sta per arrivare il Piacenza, capolista del campionato. Nessuno può ancora saperlo, ma il 16 febbraio 1975 diventerà una delle date simboliche di quella storia che Dosso avrebbe poi chiamato “La leggenda del Borussia di Brianza”.
Come nella prima puntata, dopo questa breve introduzione lasciamo integralmente la parola a Fiorenzo Dosso, mantenendo il testo del manoscritto e intervenendo soltanto sull’impaginazione per renderne più agevole la lettura online.
IL TESTO DI FIORENZO DOSSO
LA VERA PARTENZA VERSO UN GRANDE FUTURO
Nel breve volgere di pochi giorni il Monza rinasce dalle proprie ceneri. Magni ritrova la coppia di terzini – Giuliano Vincenzi ed Eugenio Gamba – che scriverà la storia futura ed investe Antonelli dei gradi di capitano tolti ad Anzolin. Il resto lo fanno la grande voglia e la ritrovata aggressività di tutta la squadra.
Io sono con papà in gradinata centrale e vado in estasi quando – più o meno a metà del primo tempo – ‘Sanse’ da terra ed in posizione precaria riesce chissà come ad insaccare anticipando la difesa emiliana che aveva intercettato la conclusione di Francesco Vincenzi a coronamento di una grande azione Trinchero-Gamba-Antonelli. La capolista è compagine tosta e la raddrizza ad inizio ripresa con uno splendido colpo di testa in tuffo del bomber Zanolla.
Potrebbe essere un segnale di inversione di rotta. Diventa invece scarica di potente adrenalina biancorossa. Il Monza reagisce con veemenza e pochi minuti dopo Sanseverino firma un altro capolavoro: irresistibile incursione mancina di Gamba, cross a centro area dove il ‘mio’ Gigi stoppa di destro ed in una frazione di secondo gira di sinistro fuori dalla portata del portiere ospite. Un flash di accecante bellezza tecnica. Io passo dall’estasi al visibilio.
Il nuovo vantaggio mette le ali ai rigenerati ragazzi di Magni: Trinchero sciupa una clamorosa opportunità, Vincenzino si vede respingere un colpo di testa dalla traversa ed una botta a colpo sicuro da una prodezza del numero uno avversario poi entra nel tabellino dei marcatori con l’occasione meno nitida grazie ad un favorevole rimpallo maligno.
Magni non fa nessun cambio, il nervosissimo G.B. Fabbri umilia il proprio portiere con una sostituzione senza senso. Al termine di 90 minuti esaltanti crescono i rimpianti per ciò che avrebbe potuto essere perché il campo ha detto che il Monza è nettamente più forte ma la classifica lascia comunque 5 lunghezze di vantaggio al Piacenza (ed allora la vittoria valeva 2 punti).
Tornando a casa i commenti della gente sono un misto di entusiasmo e di rammarico. Sensazioni che diventano subito anche mie.
Domenica 16 febbraio 1975. Monza, Stadio Sada
MONZA-PIACENZA 3-1 (1-0)
MARCATORI: Sanseverino (M) al 20’ pt – Zanolla (P) al 2’ st – Sanseverino (M) all 8’ st – F. Vincenzi (M) al 25’ st
MONZA: Anzolin, G. Vincenzi, Gamba, Maiani, Michelazzi, Fontana, P. Sala, Trinchero, F. Vincenzi, Antonelli, Sanseverino. A disp.: Colombo, Buriani, Malpeli. All.: Magni
PIACENZA: Lazzara (26’ st Moscatelli), Secondini, Manera, Righi, Giacomin, Pasetti, Valentini, Regali, Zanolla, Gambin, Gottardo (26’ st Alessandrini). A disp.: Labura. All.: G.B. Fabbri
ARBITRO: Pieri di Genova
NOTE: Spettatori 6.000 circa di cui 3.904 paganti per un incasso di Lire 8.264.500
Sanseverino non si vede ma c’è: ha appena eseguito la magìa che riporta il Monza in vantaggio (Foto Caprotti).
A ben vedere il 16 febbraio 1975 è lo sliding doors del Monza di Alfredo Magni. Il momento esatto in cui il destino cambia la storia. Scriverlo oggi, alla luce di ciò che fu lo straordinario quinquennio successivo, è relativamente facile. Allora, naturalmente, nessuno non solo poteva saperlo ma nemmeno osava minimamente immaginarlo.
Il giovane tecnico, dal canto suo, era concentrato sulle due difficili trasferte consecutive – su campi ancora imbattuti – che avrebbero dovuto dare segnali importanti nel segno della continuità sulla strada della svolta.
Al Martelli di Mantova il Monza vince di carattere soffrendo il giusto nel primo tempo (vantaggio locale firmato da Jacovone) e rimettendosi in carreggiata ad inizio ripresa (colpo di testa di Francesco Vincenzi su corner di Maiani).
Pirotecnico il quarto d’ora finale: al 75’ il magnetico carisma di Anzolin ipnotizza Jacovone che spara tra i piedi del portierone biancorosso un rigore di fondamentale importanza. Magni, lucidissimo, toglie Pat Sala – ammonito ed a rischio espulsione – inserendo Buriani. Lo scampato pericolo mette il turbo al Monza che in piena zona Cesarini ammutolisce i circa 6.000 virgiliani.
Ed il proscenio è tutto di Gigino Sanseverino. Che ribadisce la classica legge dell’ex (23 presenze e 2 reti in Serie B nel Mantova 1969-70): al minuto 85 su punizione pesca e premia lo stacco aereo vincente di un incontenibile Eugenio Gamba, al minuto 87 avvia e chiude un micidiale contropiede ed una deliziosa triangolazione con Roberto Antonelli.
La classe purissima di Dustin risolve invece, con un autentico capolavoro di tecnica e balistica, l’importante sfida della settimana successiva allo Zini di Cremona. La prima trasferta della mia vita biancorossa. Emozionante. Indimenticabile. Indissolubile nella mente e nel cuore.
Il Monza rosicchia un altro punticino alla capolista Piacenza. Soprattutto, il Monza è in condizioni fisiche e psicologiche smaglianti nel momento clou della stagione.
Si dice che quando le cose vanno bene gira tutto per il giusto verso: due autoreti nei primi 6’ (entrambi su conclusioni di un incontenibile Antonelli) spianano la strada ai ragazzi di Magni nel derby contro il Seregno in un Sada bersagliato dalla pioggia e su un terreno pesantissimo. Un gol da opportunista di Vincenzino al minuto 24 archivia la pratica ‘cugini’.
L’esaltante poker di vittorie consecutive manda i bagaj alla sosta di metà marzo con il sogno promozione ancora nel mirino: Piacenza 34, Udinese 32, Monza 31.
Prima della ripresa del campionato è in programma il ritorno degli ottavi di Coppa Italia: due assist di un inesauribile ed incontenibile Patrizio Sala mandano in gol prima il rientrante Corti poi il puntuale Vincenzino, ribaltano la sconfitta di misura dell’andata e liquidano agevolmente la pratica Pro Patria.
FINE SECONDA PUNTATA
La terza puntata ripartirà da “Primavera agrodolce”: il Monza di Magni continua a inseguire il sogno della Serie B, tra la pioggia di Bolzano, la rincorsa al Piacenza e una Coppa Italia che comincia ad assumere un peso sempre maggiore nella stagione.



