Gytkjaer
Gytkjaer

Non è un momento semplice per Christian Gytkjaer. Il "Vichingo", che ha scritto pagine indelebili della storia recente del Monza portandolo per la prima volta in Serie A, si ritrova oggi a vivere una realtà diversa e complessa all'ombra del San Nicola. Nelle ultime due uscite, il danese è rimasto a guardare per tutti i novanta minuti dalla panchina, senza poter dare il proprio contributo in una fase delicata della stagione.

Un vortice negativo dopo l'addio di Caserta

Dopo aver superato i problemi fisici di inizio campionato, Gytkjaer sembrava aver ritrovato il feeling con il gol (tre centri in poco più di un mese). Tuttavia, l’esonero di Caserta ha segnato l'inizio di una flessione. Se con Vivarini il danese era un titolare inamovibile, le sue prestazioni sono state condizionate da errori pesanti, come quelli contro Avellino e Carrarese. La sensazione è quella di un calciatore bloccato psicologicamente, quasi schiacciato dal peso di un momento negativo inaspettato.

L'effetto Longo e la concorrenza con Moncini

L'arrivo di Moreno Longo sulla panchina biancorossa ha rimescolato le gerarchie, riportando Moncini al centro del progetto e relegando l'ex Monza e Venezia al ruolo di comprimario. Longo è stato chiaro:

"Moncini è entrato e l'abbiamo rivisto acceso. Gytkjaer sta lavorando bene, ma se giochi con un solo attaccante devi fare delle scelte e io preferisco dare continuità a una fisionomia precisa."

Tuttavia, il tecnico ha anche preso le difese del suo attaccante, ricordando proprio il suo passato glorioso: "Lui ha fatto 14 gol a Monza, ma giocare per vincere il campionato è diverso. Lì arrivano più palloni, mentre chi deve salvarsi fatica di più a innescare le punte."


Perché il Südtirol può essere la svolta

Con il calendario che non concede tregua e la necessità di gestire le energie, il turnover potrebbe finalmente rimescolare le carte in favore di Gytkjaer. Per il danese, la sfida di domani non è una partita come le altre, ma l’occasione perfetta per invertire la rotta, supportato da una statistica che sorride ai tifosi biancorossi: il Südtirol, infatti, è una delle sue "vittime" preferite. In Serie B l'attaccante ha già colpito i bolzanini due volte (memorabile la doppietta con la maglia del Venezia nel 2023), facendo meglio solo contro Ascoli e Cosenza. Al di là dei numeri, però, a pesare è il suo pedigree da leader: un giocatore con la sua storia, capace di trascinare il Monza verso traguardi storici, possiede il carattere necessario per reggere la pressione di una piazza esigente come Bari.

Al San Nicola la posta in palio è altissima. Dopo il pareggio contro lo Spezia, la formazione di Longo cerca risposte concrete e quella continuità fondamentale per dare senso alla classifica e solidità al progetto tecnico. Per scardinare la difesa di Valente – che tra l'altro schiera l'ex di lusso Molina – Longo sta studiando un assetto tattico flessibile, un ibrido tra il 3-4-2-1 e il 3-5-2.

In questo scacchiere, oltre al possibile ritorno di Gytkjaer dal primo minuto, potremmo vedere forze fresche come Rao e Mantovani, con la conferma di Cuni a dare peso al reparto offensivo. Per il "Vichingo" è il momento della verità: deve dimostrare che il killer d'area ammirato in Brianza non è svanito, ma è pronto a riprendersi il centro della scena e il cuore dei tifosi pugliesi.