Sembrava una missione impossibile. Ma per Said Beid, arrampicarsi sui tetti e calarsi dai palazzi con una corda è ormai quasi un gioco da ragazzi.

Nel settembre 2025 aveva attraversato i tetti di Arcore per recuperare una volpe che si era allontanata dal bosco. Nei giorni scorsi, invece, ha camminato sulla copertura rovente di un condominio di Baranzate, nel Milanese, per mettere in salvo una gattina che non riusciva più a scendere.

Said Beid, il pet detective di Villasanta chiamato in tutta Italia

Protagonista della nuova storia a lieto fine è ancora una volta Said Beid, pet detective residente a Villasanta e conosciuto in tutta Italia per la sua capacità di ritrovare animali smarriti o recuperare quelli rimasti intrappolati in situazioni pericolose.

Questa volta l’intervento è stato particolarmente complicato. Le temperature elevate avevano trasformato il tetto metallico in una superficie rovente e scivolosa, rendendo impossibile avvicinarsi alla gattina durante il giorno.

Said, partendo dal terrazzo di un altro condominio, ha utilizzato una lunghissima asta telescopica per raggiungere il punto in cui l’animale era abituato a mangiare. È riuscito così a farle arrivare cibo e soprattutto acqua, posizionando anche una fototrappola controllata da remoto.

Poi ha aspettato il momento giusto per intervenire.

Mina bloccata sui tetti roventi di Baranzate

La gattina, successivamente ribattezzata Mina, era comparsa alcuni mesi prima a Baranzate. Una donna aveva cominciato a prendersene cura, lasciandole ogni giorno acqua e cibo, mentre un’altra residente della zona aveva deciso di accoglierla definitivamente nella propria casa.

Prima di partire per le vacanze, la donna aveva contattato Said per recuperare Mina e accompagnarla dal veterinario per l’applicazione del microchip.

Due giorni dopo il primo intervento, però, il pet detective è dovuto tornare a Baranzate: Mina si era spostata sui tetti e non riusciva più a scendere.

A rendere tutto più difficile non erano soltanto le temperature proibitive, che consentivano di intervenire esclusivamente la sera. Quasi tutti i terrazzi dai quali sarebbe stato possibile raggiungerla erano chiusi perché i residenti erano partiti per le vacanze.

La gattina non si vedeva da alcuni giorni. Quando è stata finalmente avvistata, il terrazzo più vicino risultava inaccessibile.

La corsa contro il tempo per portarle acqua e cibo

«È iniziata una corsa contro il tempo – racconta Said Beid – Mina cercava riparo dal caldo e usciva soprattutto la sera e di notte. Loredana aveva provato a mettere acqua e cibo su un altro terrazzo, ma Mina non riusciva a raggiungerlo. Il muro era troppo alto per una gattina così minuta e tentare il salto poteva essere pericoloso. Intanto erano passati altri tre giorni».

Said ha quindi tentato l’ultima possibilità: calarsi sul tetto per sistemare acqua e cibo in una posizione raggiungibile e sicura. Dopo aver installato la fototrappola, ha controllato da remoto ogni movimento.

Dopo ore di attesa, Mina è finalmente arrivata.

«Era affamatissima – racconta ancora emozionato il pet detective –. Ha mangiato tutto e ha bevuto tantissima acqua. Vederla in tempo reale dopo giorni di paura è stato un sollievo enorme. Ma sapevo che non poteva restare su quei tetti. Bisognava recuperarla».

Restava però da capire da dove raggiungerla, visto che quasi tutti i residenti erano in vacanza.

La discesa sul tetto e l’attesa fino alle due di notte

«Avrei dovuto fare tutto da solo, perché i vigili del fuoco non sarebbero potuti intervenire – ha raccontato –. L’unica via di accesso era il terrazzo di un altro condominio: per fortuna la residente non era ancora partita».

Il pet detective ha scavalcato un muro alto e una rete, quindi si è calato con una corda sul tetto. Con una seconda corda ha fatto scendere anche la gabbia trappola.

«Il tetto era metallico, inclinato e molto scivoloso – continua –. Ho dovuto usare i mattoni e un’asse di legno per creare una base più stabile e mettere la gabbia il più possibile in piano. Poi l’ho assicurata con una corda. E abbiamo aspettato. Mezzanotte. L’una. Poi, quasi alle due di notte la gattina è entrata nella gabbia».

Said è quindi tornato sul tetto e si è calato nuovamente per recuperare Mina. La gattina, finalmente al sicuro e con la pancia piena, ha potuto raggiungere le braccia della sua proprietaria.

Quando un animale diventa parte della famiglia

Una storia che ricorda quanto gli animali d’affezione siano considerati veri componenti della famiglia. Proprio come accaduto nei giorni scorsi a Brugherio, dove la proprietaria di una gattina aveva offerto una ricompensa di 1.000 euro a chi fosse riuscito a riportarla a casa.

«Per me è come una bambina. È il mio primo gatto e per me è famiglia. Ha attraversato con me anni difficili tra università, problemi familiari e momenti molto bui», aveva scritto sui social.

Parole che aiutano a comprendere l’importanza del lavoro di Said Beid e perché il pet detective brianzolo venga chiamato da tutta Italia.

Su MonzaNews le notizie su Monza e sulla Brianza 24 ore su 24.