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Gregario, nella sua accezione positiva, è l’aggettivo che più mi viene in mente se dovessi descrivere Samuele Birindelli, un soldato agli ordini del “Cavaliere”, pronto a sfoderare le sue gesta ogni qualvolta viene chiamato in causa. E se l’amato “Cavaliere” non è più vicino ai propri uomini, il soldato duttile e generoso è sempre pronto a scendere in campo per difendere i colori biancorossi. Samuele, nato a Pisa nel 1999, figlio di un altro gregario (Alessandro Birindelli) che ha difeso la storia della Vecchia Signora per 11 anni.  “Mio padre è fondamentale, mi ha sempre dato consigli importanti, devo tanto a lui” queste le parole di Samuele in una prima intervista con la maglia brianzola, quel padre che ha scritto la storia della Juventus, diventandone figura esemplare nell’anno più buio del club bianconero, il 2006. 

Dal Pisa al Monza: la carriera di Samuele Birindelli 

Samuele, cresciuto nel settore giovanile del Pisa e diventato calciatore professionista con questi colori addosso, viene acquistato dal Monza nel 2022. Stesso ruolo del padre e stessa voglia di esserci in ogni momento della partita, Palladino lo chiama in causa soprattutto nella seconda frazione di gioco, perché probabilmente sa che la grinta, la velocità e il cuore di Samuele possono fare la differenza e aggiungere una marcia in più per ottenere una vittoria. “Il Mister mi dà fiducia e crede in me” aveva detto dopo le prime partite di mister Palladino.  Parole che con ancora più forza prendono consapevolezza dopo un anno dall’esordio del tecnico campano. 

birindelli

Terzino destro in grado di giocare anche sulla fascia sinistra, è veloce e abile nei cross, un continuo su e giù della fascia, prima in difesa poi in attacco tanto da provare spesso il tiro per il gol.

Samuele Birindelli, ottima prestazione in Monza-Sassuolo, si conferma pedina importante nello scacchiere di Palladino

Secondo anno in serie A e la voglia un giorno di poter indossare la tanto desiderata maglia azzurra, il Monza è la realtà giusta per migliorare e affermarsi in quella da lui definita un’oasi di opportunità e crescita umana e professionale. Una squadra che ha dimostrato una compattezza invidiabile nei momenti di difficoltà e guidata da un condottiero giovane ma caparbio.

La gara contro il Sassuolo ha ridato vivacità ad un gruppo che solo apparentemente poteva sembrare spento dopo la pensante sconfitta di Empoli, a fine partita mister Palladino ha riunito staff e giocatori in mezzo al campo per ribadire a gran voce che quella sconfitta doveva rappresentare la giusta lezione da cui imparare e ripartire, perché si soffre insieme e si vince insieme, esattamente come in una battaglia contro un nemico che si può affrontare solo con testa, corpo e anima. 

 

 

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