CLASSE SCUOLA

La carenza di insegnanti continua a rappresentare una delle principali criticità del sistema scolastico lombardo. Nonostante concorsi, graduatorie e nuove procedure di reclutamento, le scuole si preparano al prossimo anno scolastico con migliaia di cattedre ancora da assegnare.

Secondo un'elaborazione della Cisl Scuola sui dati relativi alla mobilità del personale docente, per l'anno scolastico 2026-2027 risultano vacanti 12.104 posti tra cattedre comuni e sostegno.

Oltre 4.500 posti scoperti sul sostegno

Tra i dati più significativi emerge la situazione legata agli insegnanti di sostegno.

Dei 12.104 posti ancora da coprire, ben 4.553 riguardano infatti il sostegno agli alunni con disabilità. Una quota particolarmente rilevante che continua a evidenziare le difficoltà strutturali del sistema scolastico nel garantire continuità e stabilità agli studenti più fragili.

Milano guida la classifica delle province

Analizzando la distribuzione territoriale delle cattedre vacanti, è Milano a registrare il numero più elevato di posti ancora disponibili.

Nel capoluogo lombardo mancano infatti 4.297 insegnanti. Seguono Varese con 1.007 posti vacanti, mentre Bergamo e Brescia si attestano attorno a quota mille.

Numeri importanti anche per Como, dove risultano ancora da assegnare 913 cattedre. Più indietro Mantova con 823 posti, Pavia con 788 e Monza e Brianza con 738.

Completano il quadro Cremona con 498 posti vacanti, Lecco con 480, Sondrio con 325 e Lodi con 262.

La scuola primaria resta il settore più in difficoltà

Le maggiori criticità si concentrano nella scuola primaria.

Dei 12.104 posti vacanti registrati dopo la mobilità, ben 6.163 riguardano infatti questo segmento scolastico. Un dato che rappresenta circa la metà dell'intero fabbisogno regionale.

All'interno della primaria, il sostegno continua a essere l'ambito più problematico, arrivando a rappresentare circa il 60% dei posti vacanti in Lombardia.

Le province più colpite dalla carenza di docenti di sostegno

In alcune aree della regione il problema assume proporzioni ancora più evidenti.

scuola lombardi

Nella provincia di Bergamo, ad esempio, l'85% dei posti da coprire nella primaria riguarda il sostegno. Percentuali superiori al 70% si registrano anche nelle province di Brescia, Cremona e Varese.

Dati che confermano come il reperimento di personale specializzato continui a rappresentare una delle principali sfide per il sistema scolastico lombardo.

Concorsi e graduatorie non bastano

Secondo il sindacato, una parte delle cattedre vacanti potrà essere coperta attraverso le procedure concorsuali e le immissioni in ruolo previste nei prossimi mesi.

Tuttavia, non tutti i posti disponibili riusciranno a essere assegnati in modo stabile. Di conseguenza molte scuole dovranno ancora fare affidamento su personale precario per garantire il regolare svolgimento delle attività didattiche.

A complicare ulteriormente il quadro contribuisce l'esaurimento di alcune graduatorie provinciali, che in diversi territori riduce le possibilità di copertura immediata delle cattedre disponibili.

Stipendi e costo della vita tra le cause del problema

Alla base della difficoltà nel reperire insegnanti vi sarebbe anche una questione di attrattività della professione.

Secondo la Cisl Scuola, gli stipendi del personale docente restano inferiori rispetto a quelli di molti altri Paesi europei, mentre il costo della vita, soprattutto nelle grandi città del Nord, continua ad aumentare.

Una situazione che favorisce i trasferimenti verso altre aree del Paese e rende più difficile trattenere personale qualificato nelle province lombarde, dove il peso degli affitti e delle spese quotidiane incide sempre di più sulle scelte lavorative dei docenti.