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Chi mi conosce sa quale è sempre stata fino a ieri la mia posizione su Andrea Petagna. Amici, colleghi di Monza News e tifosi in generale dei colori biancorossi sanno che non ho mai criticato più di tanto il giocatore nato 28 anni fa a Trieste. Anzi, qualche volta l'ho difeso da critiche comunque più che lecite, ritenendolo un giocatore tatticamente utile alla squadra nonostante la sua scarsa propensione in fase realizzativa. Ebbene, dopo le parole pronunciate ieri sera al suo arrivo a Cagliari, faccio ammenda e me ne pento amaramente e profondamente.

 Qui non c’entra nulla la valutazione del giocatore, che può essere bravo o scarso in funzione di quello che madre natura gli ha donato. Qui voglio valutare l'uomo, quella parte di un calciatore che spesso e volentieri fa la differenza nel gradimento popolare. Perché se ti chiami Diego Armando Maradona, puoi permetterti di tutto, nonostante qualche comportamento fuori dal campo o qualche dichiarazione fuori luogo possano far storcere il naso. Viceversa, se sei scarso tecnicamente ma dai l’anima in campo, manifestando al contempo umiltà e simpatia umana, tutti questi valori prevarranno e sarai giustamente apprezzato. 

Sentire Petagna dichiarare "Non vedevo l’ora di andare via da Monza e dal Monza” mi fa capire di che pasta è fatto l'uomo in questione. Oltretutto, il giocatore è ancora di proprietà del Monza (che, tra l’altro, gli paga una parte del suo lauto ingaggio), il che non lo fa certo sembrare molto avveduto, anzi… Petagna non è certo un Maradona sul rettangolo verde e non è neppure uno di quelli che per atteggiamenti fuori dal campo si fa ricordare. Contrariamente a quasi tutti i suoi ex compagni biancorossi, mai visto fare una foto coi tifosi, mai visto presenziare ad un evento, mai visto regalare un sorriso che aiuta a scaldare i cuori e a farti sembrare più simpatrico. Troppo facile replicargli dicendo che i tifosi del Monza ed il Monza stesso non vedevano l'ora che se ne andasse. Di lui non ricorderemo molto, forse la cosa più indelebile resterà quel gesto provocatorio di rimprovero ai tifosi (una sorta di “state zitti”) dopo aver realizzato il gol del vantaggio nella gara interna con la Sampdoria. 

Arrivò a Monza un anno fa in notevole sovrappeso fisico, creando grossi problemi a Stroppa. Non è mai riuscito a far breccia nella testa e nel cuore di Palladino, che non si straccerà le vesti per averlo perso. Al contrario di Ranieri, che è talmente entusiasta del suo arrivo come neanche Sacchi lo fu quando al Milan gli presero Van Basten. Spero solo che il saggio Sor Claudio, romano del Testaccio divenuto per tutti Sir Claudio dopo aver guidato il piccolo Leicester a vincere una Premier League, lo faccia crescere soprattutto come uomo, nel solco di quelle bellissime parole rivolte dal mister romano ai tifosi sardi dopo aver conquistato la serie A nella finale playoff a Bari. "Non offendete gli avversari, che hanno perso e che comunque vanno rispettati".

Ecco, Sir Claudio, spieghi anzitutto al suo nuovo attaccante che i tifosi del Monza ed il Monza, contrariamente a quelli del Bari ed al Bari, non hanno perso molto con la sua partenza. E, soprattutto, gli spieghi che un po' di educazione e di riconoscenza nei confronti di chi lo ha supportato e sopportato sono qualità che rendono le persone un po' più gradevoli. Paolo Corbetta                                                                

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