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I buoni propositi nel mondo del calcio per il 2020

Un nuovo anno è arrivato e, come nel caso di molte persone, anche nel calcio si fanno le liste dei buoni propositi per il 2020. Chiaramente, si tratterà di obiettivi diversi rispetto ai classici:
● Mettersi a dieta e dimagrire di 5 chili – per chi è in sovrappeso;
● Smettere di fumare – per chi da anni ha questa cattiva abitudine;
● Imparare a suonare uno strumento musicale – per gli amanti della musica.
Vediamo quindi quali sono i buoni propositi nel mondo del calcio per il 2020.

1) La cena di Lionel Messi e Cristiano Ronaldo

Si torna in campo

Una delle piacevoli sorprese dello spettacolo dei premi UEFA 2019 è stata vedere i campioni Lionel Messi e Cristiano Ronaldo seduti fianco a fianco e parlare con rispetto degli ottimi risultati reciproci. Ronaldo, in questa occasione, ha detto che vorrebbe organizzare una cena insieme. Ecco quindi che nel 2020 questa cena finalmente si terrà e sarà addirittura ripresa dalle telecamere di Netflix per diventare, inevitabilmente, un successo globale. Non ci sono dubbi che sarà un’ottima occasione per conoscere le due megastar del calcio più da vicino e più privatamente.
Attenzione però che qualcuno potrebbe mettere in guardia Messi dall’andare a cena a casa di Ronaldo. L’ex compagno di squadra del Manchester United, il difensore francese Patrice Evra, ha dichiarato infatti di essere stato molto deluso dopo aver accettato un invito da Ronaldo. Evra
ha dichiarato su un podcast che si aspettava un piatto a base di carne quando ha visitato Ronaldo, ma al suo posto gli è stato dato invece un pasto sano e leggero ed è stato addirittura costretto ad allenarsi con il campione. Siamo sicuri però che davanti alle telecamere di Netflix non accadrà esattamente questo.

2) Vieri ed i casinò
L’ex attaccante interista non ha avuto un’esperienza molto positiva quando nel 2015 ha voluto passare una serata diversa recandosi al Casinò Ca’ Vendramin Calergi di Venezia. Qui infatti, il dress code regna sovrano, anche per i ricchi e famosi, ed è obbligatorio per gli uomini indossare
la giacca. Bobo si è però rifiutato di farlo, il che ha portato ad una concitata discussione e a reazioni da parte del calciatore poco educate. Fra i buoni propositi del 2020 ci sarà sicuramente quello di sapere come giocare alla roulette online o ad altri giochi di casinò online per evitare che episodi spiacevoli come questo si ripetano in futuro.

3) Più chiarezza dal VAR
Il VAR – Video Assistant Referee, traducibile come “arbitro di video-assistenza” – ha subìto diverse critiche negli ultimi tempi. Questo sistema, utilizzato per determinare se i giocatori sono in fuorigioco addirittura al millimetro, è stato nel mirino soprattutto in Inghilterra. L’IFAB, che
sovrintende alle leggi del gioco del calcio, decreterà quale sarà la soglia “chiara e ovvia” che dovrebbe essere utilizzata per le chiamate in fuorigioco e fornirà un linguaggio specifico per chiarire cosa significa “chiaro ed evidente” in questo contesto. Da parte sua, l’Inghilterra finalmente istituirà monitor sul campo in modo che gli arbitri possano pronunciarsi
autonomamente.

4) No al razzismo nel calcio italiano

Soprattutto in Italia, si sono visti casi di razzismo estremo dove le autorità calcistiche non hanno fatto nulla di valore per combatterli. La UEFA e la FIFA dovranno essere quindi gli “adulti” in questo caso e prendere in mano la situazione compiendo passi significativi per combattere il problema in Italia, ma anche in altri paesi. Ciò significa identificare e vietare l’ingresso ai
colpevoli negli stadi, levare punti alle squadre i cui tifosi sono colpevoli di comportamento razzista, sostenere i giocatori che escono dal campo quando si verificano incidenti razzisti… Speriamo che questo non rimanga solamente un buon proposito scritto nella lista, ma che si possa tramutare in realtà al più presto.

5) Più umiltà per Ibrahimovic
Zlatan Ibrahimovic è da moltissimi considerato uno dei migliori giocatori di calcio della storia, ma allo stesso tempo è visto come arrogante, rude ed infantile. Ibrahimovic quest’anno, a ben 38 anni, è tornato al Milan. La squadra è totalmente diversa da quella lasciata nel 2012 e Ibra dovrà armarsi di molta pazienza per riuscire a superare questa nuova sfida. Le sue prime parole. “Ho sempre detto che questa era la mia casa e ora sono qui. Aspettatemi a San Siro, voglio che sia un successo come lo è stato prima” fanno presagire emozioni positive… vediamo se quest’aria di ottimismo si manterrà nel tempo.

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