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Il Monza non riesce ancora a trovare una vittoria e la strada inizia a farsi più faticosa rispetto alle premesse estive, in cui si parlava di raggiungere subito la Serie A. Siamo agli inizi e certamente la pandemia non aiuta la situazione. Dopo la vittoria in Coppa Italia contro il Pordenone, i biancorossi si preparano alla trasferta contro il Cittadella, squadra che oltre ad aver iniziato bene questa stagione, ambisce chiaramente alla Serie A. In occasione di questo match, abbiamo intervistato con piacere Diego Zilio, classe 1980, laureato in Lettere e Filosofia con una tesi su un'analisi semiotica del linguaggio pubblicitario. Nella vita ha unito la passione per il calcio al lavoro: è un giornalista che scrive per il Mattino di Padova e per alcuni Uffici Stampa.

Diego, come vedi questo inizio di stagione?

La premessa generale è che sicuramente il livello di questa stagione si è alzato perché sono scese dalla Serie A squadre titolate che hanno potuto contare su un importante paracadute e mi riferisco ovviamente a Spal, Lecce e Brescia. Sono salite, inoltre, dalla serie C piazze ambiziose come appunto il Monza su tutte, anche la Reggiana, il Vicenza e la Reggina. Sono rimaste poi squadre che già nella scorsa stagione erano partite con l'idea di tornare in Serie A, come Empoli e Frosinone. Il livello sulla carta si è alzato perciò, secondo me, non dovrebbe stupire che molte di queste stiano balbettando un po' perché è una stagione per forza di cose anomala, sin da come è partita a causa del Covid. Non dimentichiamolo poi che la preparazione estiva per tutti è stata molto limitata: i casi si stanno moltiplicando dentro ogni singola squadra e questo ovviamente modifica i valori in campo. Bisognerà capire quello che accadrà col peggiorare della situazione, per cui è chiaro che le variabili sono molte e che stanno condizionando questa stagione o, se non altro, rischiano di farlo.

Uno stadio senza pubblico è una vittoria a metà e cambia le carte in tavola oppure no?

Il calcio senza pubblico è sicuramente un calcio diverso e, d'altra parte, la domanda fondamentale da porci è: vogliamo proseguire sapendo che si andrà avanti facendo compromessi, rinunciando ai tifosi che sono il sale stesso del calcio oppure ci fermiamo? Ecco se non vogliamo fermarci sappiamo che sarà necessario far scelte dolorose, come quella di rinunciare agli spettatori. E' chiaro che è un calcio diverso perché non solo manca il fattore del calore che la squadra, solitamente in casa, avverte, ma c'è anche una variabile data dagli stessi giocatori che lo testimoniano: parlo dal senso del pericolo che quando si è in fase difensiva si avverte proprio grazie al pubblico. Non a caso sono aumentati, a mio avviso, errori di distrazione semplicemente in fase di marcatura, proprio perché la concentrazione tende a calare non essendoci tifosi. Per quanto possa sembrare strano sono anche diminuite le ammonizioni: spesso, infatti, accade che l'arbitro estragga il cartellino quasi perché è il pubblico a chiamarlo. Chiaro sono tante le considerazioni che si possono fare ma se vogliamo andare avanti bisogna adattarsi anche a questa nuova realtà.

Come mai, secondo te, il Monza non riesce ad ingranare?

Il Monza fatica a vincere perché la serie B è, in primis, una brutta bestia: è un campionato difficile pieno di squadre scorbutiche in cui basta calare un attimo l'attenzione e si rischia di ritrovarsi sotto per poi non riuscire a rimontare. Una seconda variabile è data proprio dal Covid: ricordiamoci che il Monza è stata una delle squadre più penalizzate fino a questo momento, tolta ovviamente la Reggiana. Però se qualcuno si era illuso che fosse una facile cavalcata trionfale quella della formazione brianzola, a mio avviso, dovrà ricredersi. Il Monza resta tra le favorite ma nel momento in cui un dirigente vincente ed esperto come Galliani afferma che un eventuale quarto posto sarebbe un fallimento per me commette un errore. Lo dico non perché il Monza non debba assolutamente puntare alla promozione ma uscite del genere è meglio farle nello spogliatoio davanti ai propri uomini e non pubblicamente, perché il rischio di essere poi smentiti dai fatti è più serio di quanto si possa pensare.

Quali sono gli obiettivi della squadra di Venturato quest'anno?

Ufficialmente il Cittadella, come ogni anno, parte per salvarsi il più tranquillamente possibile per poi provare a vedere quello che potrà succedere e dove si può arrivare; ufficiosamente è innegabile che dopo quattro stagioni ai play-off, tra cui una giocando una finale e perdendola negli ultimi 21 minuti contro il Verona, il pensiero vada alla Serie A e alla promozione diretta. Se osserviamo poi l'avvio di campionato le considerazioni da fare sono proprio queste: il Cittadella è partito alla grande, ha espresso subito quello che è il calcio caro a Venturato, fatto di aggressività, di pressing alto, pieno di capacità di rimanere corti in campo e di giocare in velocità palla a terra. E' chiaro che la promozione non può essere un obiettivo tassativo, non lo sarà mai per un paese di 20000 abitanti, il più piccolo della categoria, con una società che spende meno di tutti per costruire la rosa e che ha un monte ingaggi più basso, ma è evidente anche che ci si è fatti un po' la bocca a tutto questo e, oggi, dire che la semplice salvezza sarebbe in grado di regalare grandi soddisfazioni ai tifosi è chiaramente una bugia.

Viste le premesse che partita si aspetta di vedere tra Cittadella e Monza? Il risultato sembra essere scontato?

Non è per nulla scontato: tra Cittadella e Monza è tutto tranne che una gara dal risultato già scritto, uno perché il Monza ha un assoluto bisogno di vincere, di sbloccarsi e ha le qualità per riuscirci nonostante le defezioni, non ultima quella di Finotto, ex che a Cittadella ha saputo lasciare il segno; due perché il Cittadella, per indole, è una squadra che insegue sempre la vittoria e cerca di arrivarci, attraverso il bel gioco. Chiaramente in queste giornate ha mostrato che ha tutte le possibilità per fare bene anche contro il Monza: i nuovi arrivati hanno quella fame, quella voglia di emergere che negli anni, grazie al talento del direttore generale di Stefano Marchetti e all'abilità dell'allenatore Roberto Venturato ha fatto la fortuna di questa squadra. Non so come andrà a finire ma metto la mano sul fuoco sul fatto che sarà una bella partita.