martedì, Ottobre 26, 2021
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Il Vero Volley si unisce alla protesta della pallavolo nazionale. Ecco il comunicato.

Il Vero Volley Monza prende ufficialmente posizione contro la decisione del Governo di aprire solamente al 35% i palazzetti italiani, unendosi così alla protesta portata avanti dalla Lega Pallavolo Serie A.

Qui di seguito il comunicato ufficiale:

“Il Vero Volley Monza esprime totale disaccordo e contrarietà di fronte alla prospettata riapertura degli impianti limitata al 35% della capienza.

Come club, sin dalle prime avvisaglie della pandemia, abbiamo messo al primo posto la tutela della salute. Dei nostri atleti. Del nostro staff. Del nostro pubblico, talmente ben educato e corretto da farlo sembrare un pubblico teatrale.

Oggi, con il procedere della campagna vaccinale e con l’introduzione del green pass, non si comprende perché non si possa tornare ad una partecipazione “normale”, in assoluta sicurezza, all’interno dei Palazzetti.

Se il vaccino protegge in misura inferiore al 100% si aggiunga l’obbligo di indossare la mascherina per aumentare ulteriormente la sicurezza.

Il rischio zero non esiste e non esisterà mai: il SARS COV-2 è ormai endemico. Io cittadino/a vorrei fare una domanda al CTS ed al Ministro Speranza: “Se ho il vaccino e uso la mascherina, perché non dovrei sentirmi sicuro in un palasport insieme a tutti gli altri tifosi?”.

È bene si sappia che un taglio degli incassi (tra biglietteria ed abbonamenti) pari al 65% implica, di fatto, la fine della pallavolo a Monza e altrove, così come l’abbiamo conosciuta.

Le ricadute, economiche e sociali, di un simile epilogo non possono sfuggire a chi ha l’onore e l’onere di governare la cosa pubblica. Il Vero Volley Monza non ha scopo di lucro, ci consideriamo da sempre al servizio della passione dei nostri tifosi, della gente.

Chiediamo solo ci sia consentito di tornare a farlo.

Chiediamo solo che non si perdano migliaia di posti di lavoro nello sport.

Chiediamo solo che non si depauperi l’enorme ricchezza umana e sociale dello sport di base.

Chiediamo solo che, mentre le Olimpiadi ci hanno offerto continuamente testimonianze dell’immenso valore dello sport, di tutti gli sport, si diano segnali incontrovertibili di pari dignità.

Il calcio muove il pil, il volley e gli altri sport forse no, ma siamo certi che desertificare queste discipline sia la strada giusta per l’agognata ripartenza?

COSÌ IL VOLLEY MUORE

fonte: Vero Volley Monza

Roberto Della Corna

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Roberto Della Corna
Roberto Della Corna nasce a Vimercate il 9 febbraio 1993. Diplomato come perito aziendale corrispondente in lingue estere, diventa arbitro di calcio alla tenera età di 16 anni, età minima. Poi, non contento, diviene lo stesso anche per la pallavolo, mondo a lui sconosciuto fino ad allora. L'occasione lo fa innamorare di questo nuovo sport, che cerca di intraprendere aiutando in una squadra vicina al suo paese. Alle sue prime armi, coltiva la sua passione che è quella della scrittura giornalistica attraverso la testata Monza-News, per la quale collabora tutt'ora. Recentemente, ha anche collaborato per il giornale Sprint e Sport, seguendo il calcio giovanile. Ad oggi lavora come impiegato in un' importante multinazionale di trasporti, nota anche nel mondo pallavolistico.

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